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Accesso al credito - Osservazioni (IRAN)

Il sistema bancario dell’Iran è formato da 27 banche. Le banche pubbliche rappresentano complessivamente 35% degli attivi bancari e annoverano 3 intermediari commerciali (20% degli attivi) e 5 banche specializzate nella concessione di credito ad un particolare settore economico (15%). Il settore privato è composto da 17 banche e 2 intermediari bancari specializzati nel microcredito islamico. A tali banche si affiancano una quantità incerta di intermediari finanziari non ufficiali.

Il sistema presenta un elevato livello di sofferenze che, secondo i valori riportati dalla medesima Banca Centrale dell’Iran (BCI) e, si attestano al 9,6% del totale degli impieghi creditizi al 20 marzo 2025 (fine dell'anno iraniano 1403). Alcuni analisti internazionali stimano un valore effettivo prossimo al 30% perché includono prestiti roll-over, che costituiscono una parte significativa dei crediti in sofferenza. Al fine di risolvere il problema del credito deteriorato presente nei bilanci bancari le Autorità stanno studiando la creazione di bad bank che consenta di smobilizzare le sofferenze. Per mitigare i rischi nel sistema bancario, la BCI ha negli scorsi anni adottato alcune misure, come l’aumento del coefficiente di riserva obbligatoria al 15% e la limitazione dell’espansione del bilancio delle banche all’1,5-2,5% dal 2023.

Per mitigare i rischi nel sistema bancario, la BCI ha recentemente adottato un massiccio impiego di finanziamenti alla produzione: ha predisposto finanziamenti per 4,85 quadrilioni di Rial tramite GAM, bollette elettroniche, carte previdenziali collegate agli strumenti GAM, factoring.

Con l'obiettivo di rafforzare la capacità di prestito delle banche, la BCI ha pianificato un aumento di capitale complessivo di 10 quadrilioni di Rial in tutto il sistema. Ha inoltre proposto la costituzione di una società di gestione patrimoniale per contribuire a ridurre gli scoperti di conto corrente della banca centrale e correggere gli squilibri bancari.

Al momento le banche iraniane applicano parzialmente gli standard con riferimento ai principi contabili internazionali (obbligo solo per le banche quotate) e alla regolamentazione prudenziale (i principi di Basilea III non sono implementati). Il Governatore della BCI ha annunciato l'obbligo per le banche di adottare gli International Financial Reporting Standards (IFRS) per la redazione dei bilanci mentre risulterebbe allo studio il progetto di adottare la regolamentazione di Basilea II e III rispetto alle quali andrebbero, tuttavia, prima risolte talune incompatibilità con la Sharia’a.

l’Iran è considerato un paese ad alto rischio per quanto riguarda il riciclaggio di denaro (AML) e il finanziamento del terrorismo (CFT), ed è inserito dal febbraio 2020 nella blacklist del FATF/GAFI delle giurisdizioni che non rispettano gli standard internazionali di trasparenza finanziaria. Nel corso del 2025 Il Consiglio per il Discernimento dell’Interesse del Sistema ha approvato l’adesione alla Convenzione di Palermo con la riserva che l’attuazione sia compatibile con la Costituzione iraniana e i principi islamici. Il miglioramento delle relazioni con il GAFI è considerato un prerequisito per il ripristino dei canali di credito internazionali.

La disponibilità di credito da parte del sistema bancario iraniano per imprese italiane che vogliano esportare in Iran è al momento molto ridotta stante la sostanziale illiquidità che caratterizza l’economia del Paese. La solvibilità di molte banche, specie le pubbliche, dipende dal funding messo a disposizione dalla Banca Centrale. La disponibilità di valuta estera è fortemente limitata dalla reintroduzione delle sanzioni ONU.

La BCI non è connessa al sistema SWIFT, esclusa a seguito delle sanzioni. Attualmente, solo poche banche italiane svolgono transazioni con l’Iran.

Conti bancari per non residenti in valuta locale e straniera sono consentiti previa autorizzazione della BCI. Il tasso di interesse di riferimento della BCI è fissato al 23%.

Ultimo aggiornamento: 13/12/2025