X Chiudi
Governo Italiano
Governo Italiano

Breadcumbs

Accesso al credito - Osservazioni (IRAN)

Il sistema bancario dell’Iran è formato da 31 banche: 8 sono di proprietà statale e rappresentano il 25% del mercato del credito del Paese, le rimanenti 23 sono banche private che esprimono i tre quarti del settore. Tra le banche pubbliche si distinguono 3 intermediari commerciali e 5 banche specializzate nella concessione di credito ad un particolare settore economico. A tali banche si affiancano 4 istituzioni creditizie non bancarie e una quantità incerta di intermediari finanziari non ufficiali (“unofficial financial istitutions”). Su mandato del governo Rouhani, la Banca Centrale ha avviato la chiusura delle banche informali da un lato e un processo di ristrutturazione dell’intero sistema bancario iraniano dall’altro.

Il sistema presenta un elevato livello di sofferenze che, secondo i valori riportati dalla medesima Banca Centrale, si attestano al 12% del totale degli impieghi creditizi. Alcuni analisti internazionali stimano un valore effettivo prossimo al 30%. Al fine di risolvere il problema del credito deteriorato presente nei bilanci bancari le Autorità stanno studiando la creazione di bad bank che consenta di smobilizzare le sofferenze.

Al momento le banche iraniane non applicano gli standard con riferimento ai principi contabili internazionali e alla regolamentazione prudenziale. Il Governatore della Banca Centrale ha annunciato l'obbligo per le banche di adottare gli International Financial Reporting Standards (IFRS) per la redazione dei bilanci mentre risulterebbe allo studio il progetto di adottare la regolamentazione di Basilea II e III rispetto alle quali andrebbero, tuttavia, prima risolte talune incompatibilità con la Sharia’a.

Sul fronte dell’antiriciclaggio il Paese è impegnato nell’allineamento agli standard internazionali, nel quadro dell’Action Plan approvato in ambito FATF/GAFI a giugno 2016. In occasione della Plenaria di Parigi del febbraio 2020, il Gruppo ha stabilito la reintroduzione delle contromisure sospese nel 2016 per la mancata ratifica da parte di Teheran delle convenzioni di riferimento in materia, ovvero la Convenzione di Palermo e la Convenzione per la Soppressione del Finanziamento del Terrorismo.

La disponibilità di credito da parte del sistema bancario iraniano per imprese italiane che vogliano esportare in Iran è al momento molto ridotta stante la sostanziale illiquidità che caratterizza l’economia del Paese. La solvibilità di molte banche, specie le pubbliche, dipende dal funding messo a disposizione dalla Banca Centrale. A causa delle nuove difficoltà in campo economico connesse con la reintroduzione delle sanzioni americane, la disponibilità di valuta forte tende a diminuire.

La Banca Centrale dell’Iran non è connessa al sistema SWIFT dal quale è stata esclusa a seguito delle sanzioni. Attualmente, solo poche banche italiane, di piccole dimensioni, svolgono transazioni con l’Iran. La reimposizione delle sanzioni USA nelle due finestre di agosto e novembre 2018 e la reintroduzione delle contromisure in ambito FATF/GAFI influiscono negativamente su questi meccanismi e sui flussi finanziari.

Conti bancari per non residenti in valuta locale e straniera sono consentiti previa autorizzazione della Banca Centrale: l’interesse medio che il sistema bancario iraniano offre in cambio dell’apertura di un conto corrente è del 20% circa.

Ultimo aggiornamento: 14/07/2021