Scambi Commerciali (ARABIA SAUDITA)

Export italiano verso il paese: ARABIA SAUDITA

Export italiano verso il paese:
ARABIA SAUDITA
201420152016gen-ago 2016gen-ago 2017
Totale4.819,7 mln. €5.111,1 mln. €4.191,3 mln. €2.699,63 mln. €2.558,83 mln. €
Merci (mln. €)201420152016
Prodotti dell'agricoltura, pesca e silvicoltura46,268,573,4
Prodotti delle miniere e delle cave15,213,14,1
Prodotti alimentari149,6203,1203
Bevande2,85,75,5
Prodotti tessili39,643,231
Articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia)84,791,1100,9
Articoli in pelle (escluso abbigliamento) e simili54,362,955,6
Legno e prodotti in legno e sugheri (esclusi i mobili); articoli in paglia e materiali da intreccio12,218,311,6
Carta e prodotti in carta39,34540,3
Coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio852,6901,8596,6
Prodotti chimici247,8251,1222,9
Prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici54,462,681,3
Articoli in gomma e materie plastiche82,59081,4
Altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi173,3183,9138,5
Prodotti della metallurgia91,6160,5111
Prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature235274,9181,1
Computer e prodotti di elettronica e ottica; apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi104,990,391,1
Apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche356,3406,5348,9
Macchinari e apparecchiature1.583,41.600,21.401
Autoveicoli, rimorchi e semirimorchi169,5183,5119,9
Altri mezzi di trasporto (navi e imbarcazioni, locomotive e materiale rotabile, aeromobili e veicoli spaziali, mezzi militari)145,128,739,8
Mobili174,2223,8156,5
Prodotti delle altre industrie manufatturiere98,795,488,8
Altri prodotti e attività6,66,86,8
Elaborazioni Ambasciata d’Italia su dati ICE di fonte ISTAT.

 

Import italiano dal paese: ARABIA SAUDITA

Import italiano dal paese:
ARABIA SAUDITA
201420152016gen-ago 2016gen-ago 2017
Totale4.185,4 mln. €3.351,7 mln. €2.561,2 mln. €1.538,2 mln. €2.317,81 mln. €
Merci (mln. €)201420152016
Prodotti delle miniere e delle cave3.088,71.955,91.596,3
Prodotti alimentari2,22,82,9
Prodotti tessili1,81,30,9
Articoli in pelle (escluso abbigliamento) e simili7,44,63,3
Carta e prodotti in carta1,10,51,3
Coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio344,3629,9325,9
Prodotti chimici645598,6445,1
Prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici2,53,21,9
Articoli in gomma e materie plastiche30,13329,7
Prodotti della metallurgia20,588,671
Prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature03,31
Computer e prodotti di elettronica e ottica; apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi1,31,12,7
Apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche0,912
Macchinari e apparecchiature7,67,67,1
Altri mezzi di trasporto (navi e imbarcazioni, locomotive e materiale rotabile, aeromobili e veicoli spaziali, mezzi militari)2,32,314
Prodotti delle altre industrie manufatturiere0,61,41,5
Altri prodotti e attività27,517,352,6
Elaborazioni Ambasciata d’Italia su dati ICE di fonte ISTAT.

Osservazioni

Dopo un quadriennio di crescita negativa dell'interscambio commerciale tra Italia e Arabia Saudita (-13,1% nel 2013; -9,8% nel 2014; -6,0% nel 2015 e -20,2% nel 2016), i dati del primo semestre 2017 registrano una netta inversione di tendenza, con una crescita del 17% (si passa dai 3,2 miliardi di Euro del I semestre 2016 ai 3,8 miliardi del I semestre 2017). In realtà, il quadro commerciale 2013-2016 non era stato così negativo per l'Italia. Il ridimensionamento era andato soprattutto a scapito saudita, in gran parte riconducibile ai ridotti introiti petroliferi. Le esportazioni italiane, al contrario, hanno cominciato a rallentare solo nel 2016 (-18,0%), come effetto diretto della frenata dell'economia del Regno. In effetti, il minor costo delle importazioni energetiche e la generale tenuta delle esportazioni fino al 2016 avevano permesso all'Italia di registrare un saldo commerciale favorevole a partire dal 2014 (pari a 0,6 miliardi), continuato poi nel 2015 (1,8 miliardi) e nel 2016 (1,6 miliardi).  

I dati del primo semestre 2017, seppur positivi a livello aggregato (+17%), nascondono uno scenario di luci e ombre: le nostre esportazioni rallentano leggermente (-2%), crescono invece in maniera significativa le nostre importazioni (+53%). Il combinato dei due andamenti ha portato all'erosione del saldo positivo a favore dell'Italia, sceso dai 949 milioni del I semestre 2016 ai 288 milioni di questo primo semestre.

L'andamento delle esportazioni italiane è essenzialmente legato al ciclo economico non certo positivo dell'Arabia Saudita, che sfiora la recessione economica. La crescita prevista nel 2017 è solo dello 0,1% secondo le ultime previsioni del FMI di luglio scorso, dopo un 2016 gia' in forte rallentamento (PIL +1,7% rispetto al +4,1% del 2015). Il primo trimestre del 2017 si e' intanto chiuso con crescita negativa (-0,5%, dati preliminari Autorita' saudita per le statistiche), come non accadeva ormai dal 2009. 

In termini di composizione merceologica, la struttura delle nostre principali esportazioni resta inalterata. Le principali voci di esportazioni sono: 1. macchinari: 738 milioni di Euro (36% del totale); 2. derivati del petrolio: 170 milioni (8%); 3. materiale elettrico: 142 milioni (7%); 4. lavori di ghisa, ferro e acciaio: 129 milioni (6%); 5. mobili: 90 milioni (4%).

Sul fronte delle importazioni, la crescita è pressoché totalmente imputabile alle maggiori importazioni di greggio e derivati del petrolio (83% del totale, erano il 70% nel I semestre 2016), da tradizione fulcro del nostro paniere di import dal Regno (salgono da 0,8 miliardi nel I semestre 2016 a 1,5 miliardi di Euro in questo semestre, +82%). Il trend al rialzo è frutto di un combinato di prezzo (quotazioni al rialzo del prezzo del barile) e volumi (pure in rialzo). In realtà, in questo semestre risulta degno di nota in particolare l'aumento delle importazioni di derivati del petrolio: in termini di valore, l'import di greggio passa da 711 a 1.040 milioni di Euro (+46%) e quello dei derivati da 94 a 422 milioni (+351%). In termini di volumi, il greggio importato è variabile abbastanza stabile nel tempo (aumenta solo del +6%), mentre i derivati del petrolio balzano in evidenza (+186%). A complemento del quadro degli scambi energetici bilaterali, rileva segnalare che le nostre esportazioni di derivati verso il Regno perdono invece quota e scendono nello stesso periodo da 263 milioni a 170 milioni (-35%).

Analizzando i dati di fonte locale, la performance italiana appare in linea con l'andamento di generale riduzione delle importazioni saudite da tutto il mondo. In base ai dati statistici dell'ente nazionale relativi al primo trimestre 2017 (ultimi disponibili), esse si sono contratte del -12,3%. Il commercio con l'Italia ne ha anzi risentito in misura minore (-9%). L'Italia e' terzo Paese UE fornitore del Regno, dopo Germania (-19%) e Francia (+6%) e nono al mondo, venendo dopo Stati Uniti, Cina, Germania, EAU, Giappone, India, Francia e Corea del Sud.

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