Scambi Commerciali (SUDAN)

Export italiano verso il paese: SUDAN

Export italiano verso il paese:
SUDAN
201520162017gen-apr 2017gen-apr 2018
Totale124,47 mln. €129,75 mln. €138,13 mln. €38,05 mln. €35,18 mln. €
Merci (mln. €)201520162017
Prodotti alimentari20,1216,613,28
Legno e prodotti in legno e sugheri (esclusi i mobili); articoli in paglia e materiali da intreccio0,570,751,39
Carta e prodotti in carta2,762,12,68
Prodotti chimici5,434,574,69
Prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici4,515,34,01
Articoli in gomma e materie plastiche1,540,91,15
Altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi3,850,721,63
Prodotti della metallurgia30,452,09
Prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature2,393,426,2
Computer e prodotti di elettronica e ottica; apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi2,652,743,12
Apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche14,5120,1115,52
Macchinari e apparecchiature47,2761,3867,94
Autoveicoli, rimorchi e semirimorchi9,433,564,83
Mobili2,091,932,42
Prodotti delle altre industrie manufatturiere1,252,593,71
Altri prodotti e attività1,320,260,29
Elaborazioni Ambasciata d’Italia su dati Agenzia ICE di fonte ISTAT.

 

Import italiano dal paese: SUDAN

Import italiano dal paese:
SUDAN
201520162017gen-apr 2017gen-apr 2018
Totale15,87 mln. €16,11 mln. €23,7 mln. €8,71 mln. €4,58 mln. €
Merci (mln. €)201520162017
Prodotti dell'agricoltura, pesca e silvicoltura6,146,597,86
Prodotti alimentari1,096,779,31
Articoli in pelle (escluso abbigliamento) e simili4,391,953,6
Prodotti chimici1,99nd2,44
Altri prodotti e attività2,150,650,34
Elaborazioni Ambasciata d’Italia su dati Agenzia ICE di fonte ISTAT.

Osservazioni

Il Sudan, ha registrato nel 2017 un totale di interscambio con l’Italia di quasi 162 milioni di euro, in aumento dell’11% rispetto al 2016.

Andando più nel dettaglio, la categoria dei prodotti di punta delle esportazioni italiane, aumentate in totale del 6,5% su base annua, è costituita da macchinari e apparecchi meccanici, seguita dalle macchine, apparecchi e materiale elettrico, prodotti alimentari, vetture e trattori, strumentazione medico-chirurgica, lavori di ghisa, ferro e acciao, prodotti farmaceutici.

Una crescita rispetto al 2016 è stata segnata anche nel settore delle importazioni, aumentate del 47% su base annua. La parte più rilevante nel paniere dei prodotti importati dall’Italia è rappresentata da grassi alimentari, seguita dai cereali, pelli e cuoio e gomma arabica.

La permanenza nella categoria 7 di rischio e soprattutto l’impatto della permanenza del paese nell’elenco degli sponsor del terrorismo sull’accessibilita’ agli strumenti finanziari internazionali e la permanenza delle sanzioni finanziarie da parte dell’Europa nei confronti del Sudan, rappresentano un gravissimo problema per i nostri imprenditori interessati a operare in questo Paese, permanendo notevoli difficolta’ nei trasferimenti finanziari bilaterali. Il Sudan si e' collocato, negli ultimi anni, al margine della scena politica ed economica internazionale, non solo a causa del suo isolamento politico, ma anche in ragione del regime sanzionatorio unilaterale cui e' stato sottoposto da parte degli Stati Uniti, e che solo recentemente e' stato definitivamente, seppur parzialmente, rimosso. Si tratta quindi di un mercato ancora per molti aspetti da sviluppare e in cui, piu' di altri, vi sarebbero in potenza opportunita' di investimento e di espansione commerciale.
Tra i settori piu' promettenti si possono enumerare quello dell'agro-industria (nel quale i sudanesi vedrebbero con grande favore la possibilita' di avvalersi dell'expertise italiana), ma anche quello estrattivo, principalmente di oro e petrolio e in minor misura minerario. Seguono per importanza le infrastrutture per l'energia elettrica, per l'approvvigionamento di acqua, sistemi di fognature, strade, autostrade, ponti, industria turistica e degli hotel, edifici residenziali ed ospedalieri, progetti ferroviari, progetti portuali. Occorre tuttavia tener presente che il contesto sudanese presenta anche alcune criticita' e vischiosita' che rendono il cd. "business environment" non di semplice gestione.
Tra i principali ostacoli che gli operatori economici stranieri possono riscontrare, vi sono la necessita' di identificare un agente/rappresentante/partner affidabile in loco; la difficolta' nel reperire indicazioni chiare e fruibili in lingua inglese circa la legislazione in; le criticita' che si vengono spesso a creare nell'effettuare trasferimenti finanziari da e per il Paese. Nonostante la citata revoca delle sanzioni statunitensi, infatti, gli operatori bancari europei (ma anche statunitensi) continuano a mostrare una certa prudenza e avversione al rischio nell'operare con il Sudan.
Sul fronte italiano, pare che UBAE Roma abbia attivato contatti diretti con la Qatar National Bank di Khartoum, e che le banche dei gruppi Intesa San Paolo e Monte Paschi di Siena siano pronte ad aprirsi verso piu' continuative operazioni finanziarie con il Sudan, da valutarsi tuttavia caso per caso. In un'ottica piu' generale, inoltre, il fatto che lo Stato possegga indirettamente una serie di imprese in settori strategici (la proprieta' nominalmente privata puo' essere ricondotta a funzionari governativi o membri degli apparati di sicurezza ed intelligence) provoca altresi' un disincentivo all'ingresso dei privati sul mercato e spesso falsa la competizione, soprattutto in occasione di tender pubblici, sui quali vi e' peraltro una limitata trasparenza e pubblicita'.

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