Relazioni internazionali (ARABIA SAUDITA)

Dal punto di vista geopolitico e delle relazioni internazionali, l’Arabia Saudita gode di una posizione di assoluta centralità ed influenza nello scenario mediorientale, in gran parte legata al possesso di una grossa fetta delle riserve petrolifere mondiali (il 17,2% del totale a fine 2018, secondo il rapporto BP Statistical Review of World Energy 2019) e del suo ruolo di custode delle due città sante.

L’Arabia Saudita ha un rapporto privilegiato con gli Stati Uniti, con i quali sono legati da un trattato di cooperazione economica che risale al 1974 (quando fu creata la US-Saudi Arabian Joint Economic Commission), siglato a valle dello shock petrolifero del 1973.

Con l’Italia, il rapporto di amicizia è di lunga data, risalendo agli anni Trenta del Novecento. L’Arabia Saudita, oltre che partner commerciale di rilievo per il nostro Paese, è un interlocutore politico sempre più importante, in considerazione del suo crescente peso regionale e nel mondo arabo.

Il Regno saudita gode di un’enorme influenza in sede OPEC, il “cartello” dei principali Paesi produttori ed esportatori di petrolio, e OPEC+, l'esercizio di coordinamento avviato con la Russia (e altri Paesi non OPEC) sin dal febbraio del 2016. L’accordo attualmente in vigore di riduzione di 1,7 milioni di barili al giorno - raggiunto a Vienna il 5-6 dicembre 2019 - è valido fino al 31 marzo 2020 (è prevista una riunione straordinaria OPEC+ per il prossimo 6 marzo). Nel quadro OPEC+, Riad ha spinto per formalizzare e consolidare le intese tra produttori, con l'adozione a fine 2018 di una "Declaration of Cooperation", uno statuto che formalizza la collaborazione OPEC+ tra i 13 Paesi OPEC e gli altri 11 produttori.

Sul piano dei rapporti con le organizzazioni internazionali, l’Arabia Saudita è membro del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale e del WTO (dal 2005). Il Paese non ha posizioni debitorie nei confronti dell’FMI e non è beneficiario di alcun progetto finanziato dalla Banca Mondiale. Particolarmente significativo – dal punto di vista del riconoscimento dello status di economia emergente – l’ingresso nel G20 sancito al vertice di Washington del novembre 2008. Il 1 dicembre 2019 ne ha assunto la Presidenza e a Riad si svolgerà dal 21 al 22 novembre 2020 il Vertice dei Capi di Stato e di Governo.

I rapporti del Paese con l’Unione Europea sono demandati al Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG). Le relazioni tra i due organismi risalgono a metà degli anni Ottanta e sono state istituzionalizzate attraverso l’Accordo di Cooperazione UE-CCG, siglato nel 1989, in vigore dal 1 gennaio 1990. Permangono tuttavia delle difficoltà che da oltre vent’anni impediscono l’adozione di un Accordo di Libero Scambio. Le sei monarchie del Golfo da una parte si oppongono all’inserimento di una clausola sul rispetto dei diritti umani voluta da Bruxelles, dall’altra mantengono (Riad in particolare) una posizione di chiusura sulla richiesta europea di ridurre i dazi all’esportazione, che, oltre ad essere in contrasto con le norme OMC, incidono negativamente sull’accesso al mercato degli idrocarburi.

Il boicottaggio del Quartetto composto da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Egitto nei confronti del Qatar rimane in vigore dal 2017 ma ha visto alcuni limitati segnali di distensione, quale la partecipazione qatariota al Vertice del Consiglio di Cooperazione del Golfo di Riad a dicembre 2019. Il Qatar ha deciso di abbandonare l'OPEC a fine 2018. La valenza economica è insignificante in quanto Doha produce 600mila barili al giorno, meno del 2% del totale OPEC ma la defezione qatariota può nondimeno intaccare la coesione dei membri OPEC e fomentare rivendicazioni da parte dei Paesi contrari ai vincoli all'esportazione. 

A settembre 2018, a Gedda, Re Salman ha ospitato la cerimonia per la firma dello storico accordo di pace tra Etiopia ed Eritrea, alla presenza del Segretario Generale dell’ONU (accordo facilitato dai sauditi e dagli Emirati Arabi Uniti).

Negli ultimi mesi si è assistito a una crescente instabilità nel Golfo, con pesanti ripercussioni in termini di sicurezza del transito delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz. Un ulteriore aggravamento delle tensioni regionali è stato causato dall'attacco agli impianti petroliferi sauditi di Abqaiq il 14 settembre 2019.

Ultimo aggiornamento: 02/02/2020^Top^
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