Politica interna (ARABIA SAUDITA)

L’Arabia Saudita è una monarchia assoluta, con un sistema politico-istituzionale basato sulla legge religiosa islamica (sharia) e su una interpretazione dell'Islam fondata sulla tradizione wahabita. L’attuale sovrano, Re Salman bin Abdulaziz Al Saud, è salito al trono nel gennaio 2015. Il corpus legislativo e l’attività giurisdizionale si basano sul diritto religioso.

Il Regno dell’Arabia Saudita nasce nel 1932 quando Abdul Aziz Al Saud unifica i due regni di Hejaz and Nejd completando il processo iniziato nel diciottesimo secolo con l’alleanza fra il fondatore della dinastia degli Al Saud, Mohammed bin Saud, ed il leader religioso islamico Mohammed bin Abdul Wahab (1703-1792). La dottrina wahabita - rigida interpretazione sunnita della religione islamica - è da allora per la monarchia fonte di legittimazione e d’ispirazione politica. Nel 1986 il Sovrano ha adottato il titolo di “Custode delle due Sacre Moschee” (Medina e la Mecca) a sottolineare il legame fra gli Al Saud e l’Islam.

Gli immensi giacimenti di petrolio, concentrati in particolare nella provincia orientale a prevalenza sciita, sono stati scoperti nel 1938, la produzione è iniziata nel 1941. Alla morte del Re Abdul Aziz nel 1953 sono seguiti i regni di cinque dei suoi figli: Saud (1953-1964), Faisal (1964-1975), Khalid (1975-1982), Fahd (1982-2005), Abdullah ( 2005-2015). Particolarmente significativo è stato il regno di Re Khalid nel corso del quale l’Arabia Saudita ha visto un periodo di rapida crescita economica e sociale, diventando nel 1976 il primo produttore mondiale di petrolio. Il regno di Re Abdullah, fratellastro di Fahd, si è contraddistinto per l’avvio di caute riforme economico-sociali.

La formazione di partiti politici è vietata, così come qualsiasi forma di dissenso, di manifestazione ed associazionismo politico e sindacale. A seguito delle riforme introdotte da re Fahd, il sovrano – coadiuvato da un Primo e Secondo Vice Primo Ministro – è assistito da un Consiglio dei Ministri, composto da 21 ministri con portafoglio e sei ministri di stato. Il potere legislativo è nelle mani dell’esecutivo anche se sempre più spesso i provvedimenti passano al vaglio, peraltro meramente consultivo, del Majlis Ash-Shoura, composto da un presidente e 150 membri, tutti di nomina regia, rappresentativi delle diverse categorie della società saudita (religiosi, imprenditori, professionisti e accademici) i quali rimangono in carica per quattro anni, rinnovabili.

Il Paese è suddiviso in 13 Province amministrate da governatori coadiuvati da Consigli Provinciali. Gli unici processi elettivi hanno luogo a livello locale e interessano l’elezione della metà dei Consigli Municipali (l’altra metà viene designata dal potere centrale). I circa 20.000 membri della famiglia Al Saud dominano la vita politica, condividendo il potere con i principali gruppi tribali ed i vertici religiosi. La stabilità politica interna viene riequilibrata negli assetti attraverso il rimpasto delle cariche tra i membri della famiglia reale. Nel novembre 2006, il defunto Re Abdullah ha istituito una "commissione di fedeltà” - Allegiance Commission - incaricata di selezionare le future generazioni di sovrani e principi reggenti, di cui fanno parte per Decreto tutti i discendenti maschi del fondatore del Regno, Re Abdul Aziz.

I moti di piazza che hanno caratterizzato il mondo arabo nel 2011, non hanno avuto eco significativo in Arabia Saudita se non nella provincia orientale, dove le proteste degli sciiti sono state duramente represse.

Sebbene ancora prive di piena capacità giuridica e soggette a restrizioni dovute agli usi e costumi locali, le donne sono state per la prima volta ammesse al suffragio attivo e passivo nelle elezioni municipali del dicembre 2015 e occupano oggi alcune posizioni apicali di particolare rilievo, in particolare nel settore economico.

Nell’aprile 2016 Mohammad bin Salman (figlio del Sovrano e ora pretendente al trono) ha presentato il piano Vision 2030 che prevede una riorganizzazione strutturale in campo economico ma anche politico. Contestualmente è stato deciso di sottrarre alla polizia religiosa (cd. Muttawa, composta da 5.000 effettivi che dipendono dal Ministero dell’Interno) il potere di arrestare, identificare o inseguire chi trasgredisce la Sharia, prevedendo la sola possibilità di segnalare gli illeciti alla polizia ordinaria.

Ultimo aggiornamento: 01/10/2017^Top^
Scheda di Sintesi   Scheda di Sintesi in PDF   Rapporto in PDF   Stampa PDF personalizzato   Rapporto sul turismo in PDF

 

Perché ARABIA SAUDITA Outlook politico Outlook economico Competitività e Business Environment Accesso al credito Rischi Rapporti con l'Italia Turismo Strumenti utili per le imprese Link utili

 

Tutti gli Highlights Tutti gli approfondimenti Tutte le attivita promozionali Tutte le opportunità d'affari

 

Ambasciata d'Italia

Contatta la rete diplomatica in ARABIA SAUDITA

CONSOLATO GENERALE GEDDAAMBASCIATA RIAD