Quadro macroeconomico (NIGERIA)

Il Nigerian Bureau of Statistics (NBS) ha reso noto che anche nel terzo trimestre del 2016 la crescita del Pil e’ stata negativa (-2,24%) confermando la fase di recessione del Paese inziata lo scorso anno. L'economia nigeriana ha conosciuto per molti anni tassi dicrescita sostenuti nel 2016 ha avuto una crescita negativa del -1,7%.

La prima economia africana dovrebbe tuttavia invertire tale tendenza già nel corso del 2017 se si concretizzeranno le aspettative di una ripresa delle quotazioni del greggio e se la capacità di produzione verrà riportata a 2,2 milioni di barili giornalieri dopo essere crollata a 1,2 mbg a seguito degli attacchi contro le installazioni petrolifere degli insorti del River Delta. La produzione media di 1,56 mbg nel 2016 rappresenta già un considerevole successo nell'attuale contesto di sicurezza anche se mancano tuttora all'appello circa 700.000 barili giornalieri.

Un segnale positivo, sempre nel 2016, è rappresentato dal ritorno ad una pur modesta crescita del settore “non oil”, (+0,03% nel terzo trimestre) dopo due trimestri negativi (-0.38% e -0.18% rispettivamente).

Un importante segnale positivo nel 2016 è venuto dall’agricoltura, trascurata per decenni, che ha registrato una crescita del 4,88% confermando le enormi potenzialità di un settore individuato come prioritario dal Presidente Buhari e ritenuto in grado di assorbire gran parte della disoccupazione che rappresenta una delle principali piaghe del Paese e una delle maggiori cause della diffusa criminalità ed insicurezza.

Gli introiti del settore petrolifero, principale risorsa del Paese da cui dipendono la quasi totalità delle entrate valutarie pari a circa l'83% e che finanziano oltre il 70% del bilancio statale, hanno registrato nei primi tre trimestri del 2016 un calo rispettivamente dell’1,89%, del 17,5% e del 22,01% tant'è che le riserve valutarie della Banca Centrale ad ottobre 2016 hanno toccato il livello minimo nell'ultimo anno attestandosi a 23,897 miliardi di dollari USA.

Le quotazioni della Naira contro le altre valute sul mercato parallelo sono risalite rapidamente per la prima volta da oltre un anno. Questo è stato reso possibile dalla crescita negli ultimi mesi delle riserve valutarie che sono passate dai 23 miliardi di dollari dello scorso ottobre a oltre 29 miliardi del mese di febbraio 2017, consentendo alla Banca Centrale di allentare parzialmente le restrizioni valutarie.

L'inflazione, in continua crescita, ha fatto registrare il suo valore piu’ alto nell’ultimo decennio attestandosi, nel mese di dicembre 2016, al 18,6%. Tale valore riflette l’incremento, generalizzato, in tutti i settori (alimetntare, energia, trasporti ecc.). Secondo le stime della Banca Centrale Nigeriana (CBN) l’inflazione rimarra’ elevata anche nell’anno in corso e sara’ compresa tra il 15 ed il 17%.

E’ parimenti cresciuto dello 0,6% il tasso di disoccupazione passato dal 13,3% del secondo trimestre del 2016 al 13,9% del terzo cosi come il tasso di sottoccupazione ormai prossimo al 20%. Questi valori, uniti al tasso d’inflazione, hanno portato il “Misery Index” della Nigeria al 52,2% ovvero al quinto posto nel continente africano. La corruzione, in miglioramento grazie all’azione del Governo Buhari che ne ha fatto uno dei punti centrali dell’agenda politica,  rimane elevata (l’indice della corruzione percepita e’ stato pari a 19,7% nel 2015 contro il 21,3% del 2013) e rappresenta un ulteriore elemento di criticita’.

Ultimo aggiornamento: 29/03/2017^Top^

 

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