Politica economica (NIGERIA)

Il cambio medio Naira Dollaro USA e’ passato da 192.73 Naira per un dollaro del 2015 alle 253 Naira del 2016. Sul mercato parallelo la Naira viene scambiata (marzo 2017) a 400 contro il dollaro USA. L’inflazione, in continua crescita, ha fatto registrare il suo valore piu’ alto nell’ultimo decennio attestandosi, nel mese di dicembre 2016, al 18,6%. Tale valore riflette l’incremento, generalizzato, in tutti i settori (alimetntare, energia, trasporti ecc.). Secondo le stime della Banca Centrale Nigeriana (CBN) l’inflazione rimarra’ elevata anche nell’anno in corso e sara’ compresa tra il 15 ed il 17%.

La BCN segue una politica di riduzione e migliore controllo della enorme massa monetaria in circolazione, attraverso l’incentivazione degli scambi elettronici e con carte di credito/debito (cashless economy).

Il Governo persegue una politica protezionistica in favore dell'industria nazionale. Sono applicati divieti alle importazioni o dazi ingenti, particolarmente sui prodotti agricoli: riso, pasta di grano (incentivando la produzione di cassava e altre farine alternative), carni bovine, prodotti ittici, zucchero etc...

La Banca Centrale ha vietato l’acquisto di valuta estera per il pagamento di ulteriori 41 voci di beni  che - potrebbero essere – secondo molti organi di stampa locali - prodotti localmente. Tra questi si leggono : riso, olio di palma ed oli in genere, pollami, pesce, metalli, mobili, ceramiche e materiali da costruzione, pomodori in scatola, saponi vari e vestiti.

La Nigeria era in passato esportatore di olio di palma, arachidi, anacardi e cacao, ma dagli anni ’60, a seguito dello sfruttamento delle risorse petrolifere, l’industria e l’agro-industria hanno subito un tracollo. La Nigeria mira ora a riacquistare quote di mercato e diminuire l’attuale dipendenza dalle importazioni incentivando l’arrivo nel Paese di macchinari agricoli nonche’ la costruzione di impianti per la produzione di veicoli e altre componenti industriali al fine di favorire la rinascita di centri di produzione in loco. Sono altresì perseguite politiche di privatizzazione, attuate nelle telecomunicazioni e nella produzione di elettricità.

Ancora limitati sono gli scambi commerciali tra membri della Comunita’ Economica dei Paesi dell’Africa Occidentale (ECOWAS- CEDEAO), in media tra l’1% e il 3% (UN ComTrade): su di essi pesano le scarse politiche di integrazione, i costi dei trasporti e l’interesse a proteggere, comunque, le industrie nazionali.

 

Ultimo aggiornamento: 29/03/2017^Top^

 

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