Quadro macroeconomico (MAURITANIA)

La Mauritania è un Paese ricco di risorse minerarie, in particolare: minerali ferrosi, rame, cobalto, oro, fosfati (solo i primi però sono sfruttati industrialmente).

Le acque mauritane sono molto pescose e il settore ittico costituisce la seconda voce delle esportazioni del Paese. Per questa ragione, negli ultimi anni si è investito molto sullo sviluppo della pesca, cercando altresì di salvaguardare il patrimonio ittico attraverso il cosiddetto riposo biologico. Si punta in questo modo a fare della pesca uno dei settori trainanti dello sviluppo dell’industria manifatturiera nei prossimi anni, grazie alle attività di trasformazione del pescato.

Limitate sono le potenzialità agricole della Mauritania in ragione delle caratteristiche morfologiche e climatiche del territorio, desertico per l’80% e con una superficie coltivabile pari ad appena l’1% del totale. Siccità, invasioni d’insetti e piogge torrenziali condizionano pesantemente le performances del settore cerealicolo. Ciononostante, la maggior parte della popolazione trae sostentamento dall’agricoltura e dall’allevamento, mentre il settore industriale (concentrato nelle città di Nouakchott e Nouadhibou) resta poco sviluppato a causa dei numerosi ostacoli: limitati investimenti, ristrettezza del mercato interno, scarsità di manodopera qualificata, inadeguatezza delle infrastrutture, alti costi di produzione e necessità per gli operatori stranieri di legarsi ad una controparte mauritana per avere la possibilità di entrare nelle attività nel Paese.

Sulla scorta delle indicazioni del FMI, dal 2000 sono state avviate in Mauritania grandi privatizzazioni (le principali cessioni hanno riguardato il settore bancario, dei trasporti, delle telecomunicazioni, della telefonia cellulare, dell’acqua e dell’energia). Le esportazioni sono legate a due soli prodotti: minerali e pesca, che ne rappresentano la quasi totalità, rendendo l’economia del paese fortemente dipendente dalle mutevoli condizioni dei mercati internazionali.

Anche nel 2016 la Mauritania ha dovuto affrontare diverse criticita'. Il crollo del prezzo del ferro ha continuato a causare pressioni sullo sviluppo economico del Paese. La crescita reale del PIL, in calo dal 2014 (anno in cui ha registrato un aumento del 6,4%), e' scesa al 3% alla fine del 2015 e si e' assestata al 3,2% nel 2016 (dati Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale). Inoltre, tutti i settori che avevano in precedenza beneficiato indirettamente del boom minerario, come ad esempio trasporti, costruzioni e telecomunicazioni, hanno continuato a mostrare segni di rallentamento nei rispettivi tassi di sviluppo. Il deterioramento della bilancia commerciale (gli ultimi dati ufficiali disponibili rilevano un -11% nel 2015) ha costretto le autorita' mauritane a svalutare l'Ouguiya. Linflazione e' rimasta in gran parte contenuta a partire dal 2015 (0,5%) e i dati del 2016 confermano questa tendenza.

Oltre alle criticita' legate al quadro marcoeconomico, la Mauritania deve affrontare molteplici sfide in termini di sviluppo. Queste includono un uso efficiente delle entrate derivanti dalle risorse naturali, il miglioramento della competitivita', la diversificazione dell'economia, e l'introduzione di misure di buona governance. Le industrie estrattive, che guidano la crescita del Paese, continuano a creare pochissimi posti di lavoro, mentre nei settori dell'agricoltura e della pesca, che occupano la maggior parte della forza lavoro e hanno un notevole potenziale di sviluppo, i livelli di produttivita' sono ancora bassi e il tasso di vulnerabilita' ai cambiamenti climatici rimane elevato.

Ridurre le disuguaglianze e affrontare il problema della ridistribuzione della ricchezza sono le principali sfide che la Mauritania deve e puo' superare - secondo le piu' recenti analisi della Banca Mondiale -, a condizione che continui il suo impegno per migliorare la governance e favorire il miglioramento dei servizi di base (tra cui in particolare quelli sanitari nei settori della salute materna e infantile) finalizzato alla riduzione della poverta'. Sulla base di questi presupposti, il Fondo Monetario Internazionale prevede una crescita del PIL del 4,3% per il 2017.

Ultimo aggiornamento: 03/01/2017^Top^

 

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