Quadro macroeconomico (THAILANDIA)

A quattro anni dal colpo di stato la situazione nel Paese appare economicamente sana e meritevole di interesse. Nel 2014 la Thailandia aveva infatti segnato un mediocre +1% di crescita, causato dalla grave crisi politica che aveva bloccato la spesa pubblica e generato timori sulla stabilità del Paese. Negli anni successivi, l’economia è tornata invece a livelli accettabili con una crescita pari al 3.3% nel 2016 e al 3.9% nel 2017. Si tratta di un dato apparentemente negativo per un Paese con potenziali di crescita stimati al 5%, ma occorre inquadrarlo nel generale rallentamento dell’economia mondiale, a partire da quella cinese, che qui ha degli effetti particolarmente tangibili. Ad ogni modo, un’analisi più dettagliata delle dinamiche fiscali interne e dei fondamentali macroeconomici fornisce un quadro positivo dell’economia thailandese, sostenuto da una crescita stimata del PIL per il 2018 pari al 4%, con trend in aumento.

La propensione degli operatori italiani a rivolgersi a questo mercato continua a far segnare un miglioramento. Ne è una dimostrazione l’interscambio bilaterale, che è salito assestandosi sui 3,713 miliardi di USD, in crescita del 8.08% rispetto al 2016, e con un saldo positivo a nostro favore di 416,29 milioni USD (dati delle Dogane thailandesi). Questo anche grazie all’aumento della domanda interna, che ha raggiunto ormai il peso di un paese industrializzato grazie soprattutto ai centri urbani di Bangkok, Chiang Mai e Phuket, dove si concentra una classe medio-alta in costante crescita (numerica e per potere d'acquisto, come dimostrato dal coefficiente sulla sperequazione del reddito in diminuzione, unico caso in ASEAN insieme alla Malesia).

Anche le esportazioni dalla Thailandia verso l’Italia hanno fatto segnare un periodo di crescita negli ultimi anni, assestandosi a 1,648 miliardi di USD nel 2017, in aumento rispetto al 2016 del 6.42%. Le esportazioni thailandesi continuano a crescere anche verso la Cina, il Giappone e gli Stati Uniti (primi mercati di sbocco), e ad intensificarsi all’interno dell’area ASEAN per un valore di oltre 59 miliardi di USD nel 2017 (dati delle Dogane thailandesi).

Non va dimenticato che gran parte delle esportazioni di servizi sono rappresentate dal turismo, comparto che, nonostante la difficile situazione politica interna determinata dal colpo di stato del 2014, ha subito ripreso il suo forte trend ascensionale raggiungendo i circa 35,3 milioni di visitatori nel 2017. Bangkok è inoltre la capitale più visitata al mondo da due anni consecutivi.

È su queste basi che, nonostante una crescita che non ha ancora raggiunto i livelli attesi, la Thailandia può continuare a essere considerata uno dei mercati di principale interesse in Asia, così come confermato dai fondamentali macroeconomici. I dati aggiornati al 2017 indicano che la disoccupazione rimane stabile allo 1.2% le riserve valutarie internazionali si sono stabilizzate intorno ai 202.5 miliardi di dollari, l’inflazione è a livelli minimi e la bilancia commerciale corrisponde a 32.3 miliardi di USD. Il debito pubblico e’ pienamente sotto controllo.

Ultimo aggiornamento: 05/06/2018^Top^
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