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13,45 miliardi di dollari di surplus bilancia pagamenti

13,45 miliardi di dollari di surplus bilancia pagamenti

Gli Emirati Arabi Uniti hanno registrato un surplus di 49,42 miliardi di dirham (13,45 miliardi di dollari) nel conto corrente della bilancia dei pagamenti, durante il primo semestre del 2019.

 

Notizia segnalata da: www.agenzianova.com

Adozione di un importante pacchetto di stimolo economico nell'Emirato di Abu Dhabi

Adozione di un importante pacchetto di stimolo economico nell'Emirato di Abu Dhabi

EMIRATI ARABI UNITI – L’Emirato di Abu Dhabi ha annunciato un pacchetto di riforme volte a stimolare la crescita economica nell’Emirato.

 

Notizia segnalata da: Ambasciata d'Italia Abu Dhabi

INTERSCAMBIO ITALIA EAU GENNAIO-LUGLIO 2017: ITALIA RICONQUISTA IL 10^ POSTO NELLA GRADUATORIA FORNITORI.

INTERSCAMBIO ITALIA EAU GENNAIO-LUGLIO 2017: ITALIA RICONQUISTA IL 10^ POSTO NELLA GRADUATORIA FORNITORI.

Si consolida il trend positivo della nostra bilancia commerciale nei confronti degli EAU. Nei primi 7 mesi dell'anno l'export italiano verso gli EAU e' infatti cresciuto del 4,8% superando i 3,22 miliardi di euro, contro i 3,07 mld del 2016.

 

Notizia segnalata da: Ambasciata d'Italia Abu Dhabi

VI Conferenza internazionale della palma da dattero - Abu Dhani 19-21 marzo 2018

VI Conferenza internazionale della palma da dattero - Abu Dhani 19-21 marzo 2018

Si svolgera' ad Abu Dhabi dal 19 al 21 marzo 2018, la VI Conferenza internazionale della Palma da dattero che nel corso della quale verra' anche assegnato il Khalifa International Award per l'innovazione nella coltura della Palma,

 

Notizia segnalata da: Ambasciata d'Italia

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I dati Istat sull'interscambio fra Italia ed Emirati Arabi Uniti (EAU) relativi al periodo gennaio-settembre 2018 confermano la flessione delle nostre esportazioni (-16,3%), che passano da 3,95 miliardi di euro ai 3,31 attuali.
Le importazioni di prodotti emiratini sono invece aumentate (+ 39%), passando da 664 a 923 mln di euro. Cio' ha comportato una diminuzione del saldo commerciale (sempre comunque a favore dell'Italia) sceso da 3,29 a 2,38 miliardi di euro nei primi nove mesi dell’anno.

L'analisi disaggregata del nostro export rileva il maggiore calo nel comparto generale dei macchinari (- 33%), della gioielleria (-18,8%), dei mobili (-10%), dei prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (-24,5%), mentre in controtendenza si pone il settore degli aeromobili e relativi dispositivi, passati da 31,8 a 86,5 milioni di euro (+171,7 %), e quello delle calzature (88 milioni; +0,3%).  Quanto alle importazioni dagli EAU si segnalano le tre principali voci, che complessivamente rappresentano l'82% del totale: petrolio greggio (passato da 0 a 254 milioni), i prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (323,8 milioni di euro; -5,5%) e i metalli non ferrosi (181 milioni; +16,9%).


Il dato negativo dell'export italiano continua a riflettere il calo costante e generalizzato della domanda di beni esteri degli EAU, dal momento che la contrazione complessiva delle importazioni degli Emirati nei primi nove mesi dell’anno è stata pari a -15,6%.
In tale contesto va considerato che i principali partner commerciali degli EAU hanno subito riduzioni equivalenti o maggiori rispetto all'Italia (India -14,2%, USA -14,3%, Cina -19,7%). A questi si aggiunge la Turchia che a fine del 2017, dopo aver registrato un grande exploit (+68%), risultava al sesto posto tra i paesi fornitori e che attualmente non appare nemmeno tra i primi 15 paesi. Tale analisi comparata porta ad evidenziare come l’Italia, pur in costanza di calo dell’export, e dell’interscambio, sia riuscita ad aumentare la propria quota di mercato nel paese, passata dal 2,8 al 3,1%.


A livello UE l'Italia rimane il terzo fornitore, dopo la Germania (-32,7%) e Regno Unito (-0,8%), mentre a livello globale è il 10mo fornitore del Paese.


L'unico valore positivo a livello europeo permane quello dei Paesi Bassi, che con un +21,7% sono passati da 2,3 a 2,8 miliardi di euro. A tale proposito va tuttavia sempre considerato l'effetto fuorviante a fini statistici del transito di beni dal porto di Rotterdam e della successiva computazione di errata origine di prodotti provenienti da altri Paesi.

 


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Prospettive di crescita negli scambi commerciali
Possibilità di accesso delle nostre imprese ai progetti infrastrutturali
Prospettive di maggiore integrazione delle nostre aziende sul mercato emiratino
Possibilità di incremento dei flussi turistici nei due sensi
Prospettive di una maggiore partecipazione italiana al settore finanziario emiratino
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