Una nuova strategia industriale per Dubai

Una nuova strategia industriale per Dubai

Prevede 75 iniziative da realizzare in modo da generare ricavi pari a 40 miliardi di euro entro il 2030 la nuova Strategia industriale di Dubai per attirare investimenti e creare posti di lavoro.

 

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Definite regole prima fase introduzione Imposta valore aggiunto

Definite regole prima fase introduzione Imposta valore aggiunto

Il governo degli Emirati Arabi Uniti ha svelato i dettagli della prima fase di un sistema fiscale che introduce il pagamento di un'imposta sul valore aggiunto (iva), che entrerà in vigore nel Paese dal 2018.

 

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Industria delle costruzioni attesa in crescita

Industria delle costruzioni attesa in crescita

Il settore delle costruzioni negli Emirati Arabi Uniti dovrebbe registrare una crescita media annua del 6,5% fino al 2019, in ripresa rispetto al 3,5% annuo registrato nel periodo compreso tra il 2010 e il 2014.

 

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Annunciati progetti di espansione dell’aeroporto Al Maktoum

Annunciati progetti di espansione dell’aeroporto Al Maktoum

Saranno annunciati a giugno nuovi significativi progetti infrastrutturali a beneficio dell’espansione dell’aeroporto internazionale di Dubai Al Maktoum.

 

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Richieste offerte per costruire progetto solare da 350 MW

Richieste offerte per costruire progetto solare da 350 MW

L'Autorità per l'acqua e l'elettricità di Abu Dhabi (ADWEA) ha invitato le aziende interessate a presentare le proprie offerte per costruire un impianto solare capace di generare 350 megawatt.

 

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Expo 2020, rivelato al pubblico il piano urbanistico

Expo 2020, rivelato al pubblico il piano urbanistico

E' stato reso noto al pubblico per la prima volta nel corso dell'Arab Media Forum svoltosi la settimana scorsa a Dubai il piano urbanistico generale del sito di Expo 2020.

 

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Homepage EMIRATI ARABI UNITI

Gli EAU si confermano il principale mercato di sbocco delle esportazioni italiane nellarea MENA. L'Italia si posiziona al settimo posto in assoluto tra i paesi fornitori degli EAU e terzo tra i partners europei.

Nel 2015 l'interscambio Italia-EAU ha confermato l’andamento molto positivo registrato durante tutto l’anno appena trascorso, durante il quale diversi sono stati i record segnati, a testimonianza della felice stagione delle relazioni bilaterali tra i due Paesi e degli effetti positivi del basso valore dell’Euro rispetto alla valuta locale, da oltre un ventennio ancorata a tasso fisso al Dollaro USA. Di record si è trattato, infatti, non solo per il nostro export, che ha superato quota 6 mld. Euro (circa 6.19 mld.), ma anche per l’interscambio totale (oltre 7 mld. euro) e per il surplus della bilancia commerciale (oltre 5.3 mld. euro).

Scendendo nello specifico delle varie voci, è stata importante innanzitutto la ripresa massiccia del nostro export, che ha segnato un +16,4% rispetto al 2014, dopo la relativa flessione del biennio precedente (-0.3% nel 2013 e -3.5% nel 2014). Pur segnando un calo dell’11%, il comparto orafo e della bigiotteria si è confermato quale principale contributo singolo delle nostre esportazioni in questo Paese (con un valore di oltre 1 mld. euro), pur superato, in aggregato, dal comparto dei macchinari, vicino agli 1,2 mld. euro. Interessante registrare anche il terzo posto raggiunto dai raffinati del petrolio, in crescita del 30% rispetto al 2014. Ritornando sul comparto dell’oreficeria, il calo del 2015, che si associa a quello, invero marginale, del 2014, potrebbe essere ascritto agli effetti combinati della forte accumulazione di scorte, registratasi in particolare nel 2011 e 2012, della relativa crisi del commercio al dettaglio derivante alla contrazione dei flussi turistici provenienti in particolare da Fed. Russa e Cina, nonché della perdita, almeno temporanea, per i rivenditori EAU di importanti mercati mediorientali o nordafricani, segnati da conflitti o profonde tensioni socio-economiche. Passando alle importazioni, esse hanno confermato nel 2015 il loro andamento erratico e difficilmente prevedibile: cresciute del 91% nel 2011, sono scese del 24% nel 2012, per poi quasi raddoppiare nel 2013 (+99.6%), dimezzarsi nel 2014 (-52%) e segnare un +35.5% nell’anno appena trascorso, pari ad un valore complessivo di oltre 850 mil. Euro, dovuto essenzialmente al comparto dei prodotti raffinati del petrolio (331 mil. Euro = +316,2%). In termini assoluti, nel 2015 EAU si sono collocati al quindicesimo posto fra i Paesi di sbocco dell'export italiano, dietro la Romania ma superando Hong Kong e Giappone, con un’incidenza dell’1,5% sul totale delle vendite italiane all’estero (era stato l’1,4% nel 2014).

La presenza imprenditoriale italiana negli Emirati Arabi Uniti è altamente qualificata ed è rappresentata da ben oltre 500 aziende tra unità con propria filiale e molte altre che operano tramite agenti locali.

Il potenziale per le produzioni ed i servizi italiani sul mercato potrà nel medio termine beneficiare della presenza nel Paese di un elevato reddito pro-capite e di una ricchezza petrolifera che durerà almeno per i prossimi 100 anni. Di fatto gli Emirati Arabi Uniti rappresentano una delle più dinamiche realtà dell’intera regione, con una crescita economica che è stata particolarmente intensa nel periodo compreso fra il 2005 e il 2008, per poi rallentare a partire dalla fine del 2008 - in coincidenza con la fase di recessione della crisi debitoria della holding pubblica Dubai World - ed infine riprendere dal 2013.
Il mantenimento di un’adeguata porzione di mercato richiede tuttavia azioni promozionali mirate contro una concorrenza sempre più competitiva, che identifica negli Emirati un mercato privilegiato, ed un mirato coordinamento delle imprese (in particolare piccole e medie) italiane anche “a valle”, oltre che “a monte” (ad esempio attraverso la formazione di consorzi), al fine di presentare offerte mirate per meglio sfruttare, attraverso un approccio selettivo volto ad evidenziare l’unicità’ e la differenziazione del prodotto italiano, le opportunità offerte dai grandi progetti di sviluppo, in particolare nei settori infrastrutture e costruzioni.

Grandi opportunita' di business potranno essere colte sul percorso verso l'EXPO di Dubai del 2020.


Perché EMIRATI ARABI UNITI

Prospettive di crescita negli scambi commerciali
Possibilità di accesso delle nostre imprese ai progetti infrastrutturali
Prospettive di maggiore integrazione delle nostre aziende sul mercato emiratino
Possibilità di incremento dei flussi turistici nei due sensi
Prospettive di una maggiore partecipazione italiana al settore finanziario emiratino
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Dove investire

  • Prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature
  • Costruzioni
  • Prodotti alimentari
  • Articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia)
  • Energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (anche da fonti rinnovabili)
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Cosa vendere

  • Prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature
  • Prodotti alimentari
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  • Mobili
  • Servizi di alloggio e ristorazione
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