Al via lavori progetto sviluppo immobiliare a Dubai

Al via lavori progetto sviluppo immobiliare a Dubai

Ha un valore economico pari a oltre 2,8 miliardi di euro il progetto di sviluppo immobiliare lanciato a Mohammad Bin Rashid Al Maktoum City a Dubai dalla società emiratina Azizi Developments.

 

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Allo studio costruzione nuovo impianto farmaceutico

Allo studio costruzione nuovo impianto farmaceutico

La società farmaceutica emiratina Neopharma ha confermato la volontà di costruire ad Abu Dhabi un nuovo impianto per la produzione di medicinali.

 

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Azienda marchigiana apre filiale commerciale e logistica a Dubai

Azienda marchigiana apre filiale commerciale e logistica a Dubai

La marchigiana Clabo, società leader mondiale nel settore delle vetrine espositive professionali per gelaterie, pasticcerie, bar, caffetterie e hotel, ha reso noto l'avvio delle attività della nuova filiale commerciale a Dubai.

 

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Contratto a Metropolitana Milanese per Expo Dubai 2020

Contratto a Metropolitana Milanese per Expo Dubai 2020

Metropolitana Milanese (MM), società di ingegneria del Comune di Milano, è la prima azienda italiana ad aver ottenuto un contratto per EXPO Dubai 2020.

 

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Ad Ansaldo Energia un contratto di servizio per impianti ad Abu Dhabi

Ad Ansaldo Energia un contratto di servizio per impianti ad Abu Dhabi

Riguarda la manutenzione di due centrali elettriche nel complesso di Taweelah, situato a circa 70 chilometri da Abu Dhabi, il contratto di servizio assegnato dalla compagnia Asia Gulf Power Service Company (AGPS) all'italiana Ansaldo Energia.

 

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Pubblicato bando per nuovo resort turistico a Dubai

Pubblicato bando per nuovo resort turistico a Dubai

Una joint-venture costituita dalla società di sviluppo immobiliare emiratina Nakheel e dal gruppo alberghiero spagnolo RIU Hotels & Resorts ha pubblicato un bando di gara per assegnare i lavori di costruzione di un nuovo resort turistico a Dubai.

 

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Gli EAU sono stati nel 2016 il 17^ mercato di sbocco per le nostre esportazioni, con l’1,3% del totale, rispetto al 15^ posto del 2015 con l’1,5%, con una quota complessiva di mercato di poco inferiore al 3%. Rispetto al 2015, l’Italia ha inoltre perso due posizioni passando dal settimo al nono posto nella lista dei principali esportatori negli EAU, pur confermandosi, dopo Germania e Regno Unito, il terzo partner commerciale UE di questo Paese

Dopo i record del 2015 il 2016 si archivia con una relativa contrazione dell’interscambio tra Italia ed EAU. A deprimere il dato complessivo (6.35 mld. euro) ed il saldo in favore dell’Italia (4.46 mld. euro), è stato l’andamento complessivamente sfavorevole del nostro export (che ha totalizzato 5.4 mld euro, -12.4% rispetto al 2015), non controbilanciato dall’incremento del nostro import dagli EAU (che ha superato i 947 mln. Euro, +11.3% rispetto al 2015).

Che il 2016 sarebbe stato un anno complesso era stato evidente sin dalle prime rilevazioni dell’anno, allorché l’export aveva immediatamente segnato -15%. L’apice della crisi dei prezzi petroliferi, con tutte le conseguenze depressive del caso su spesa pubblica e privata negli EAU, unita al rallentamento dell’economia mondiale, non poteva non riflettersi sull’andamento dell’interscambio globale degli EAU, contrattosi infatti di quasi il 3.5%.

Nel caso specifico del nostro export, tali fattori hanno inciso pesantemente in particolare su tre settori: quello dell’oreficeria, ancora il più importante dell’export italiano, sceso per la prima volta dal 2012 sotto il miliardo di USD (-15% rispetto al 2015), quello dei macchinari di impiego generale (-24%) e quello dei raffinati del petrolio (-66%). In relativo peggioramento anche l’export di mobilio (-8%) e quello di autoveicoli (-15%, dovuto probabilmente anche al numero limitato di nuovi modelli presentati dai marchi di lusso Ferrari e Maserati).

L’analisi dell’andamento dell’interscambio Italia-EAU nell’anno appena trascorso sarebbe tuttavia fortemente incompleta, laddove non prendesse in considerazione anche i dati dei principali concorrenti. Vista in questa prospettiva, la performance del nostro export appare in effetti decisamente meno negativa. Nel 2016, infatti, solo tre (India, Hong Kong e Iran) tra i primi 10 Paesi esportatori negli EAU (ed 8 tra i primi 20) hanno registrato export in crescita:  tra l’1% ed il 4% per India ed Hong Kong, e ben il 34% per il terzo. Per tutti gli altri l’andamento è stato negativo: dal -16.5% della Cina, al  -13% del Regno Unito, dal -7.85% del Giappone, ai -2.4% e -0.26% di USA e Germania (che può peraltro contare sulla contabilizzazione nel proprio export dei diversi vettori Airbus consegnati annualmente ai due colossi dell’aviazione locale Emirates ed Etihad).

Nella valutazione complessiva dell’andamento dell’export italiano negli EAU va altresì considerato, da un lato, che il trend negativo è andato a mitigarsi nell’ultimo trimestre dell’anno (dal -15% iniziale al -12.4% finale), permettendo così al nostro Paese di restare tra i primi 10 partner commerciali degli EAU e, dall’altro, che in uno degli anni più complessi per questa economia, l’Italia ha nondimeno fatto segnare performance convincenti in settori quali le “altre macchine di impiego generale” (+ 49,8%), motori e generatori elettrici (+10,8%), abbigliamento (+4,8%) e cosmetica (+12.5%), a testimonianza della vitalità del “Made in Italy” e della grande considerazione che esso gode tra i consumatori locali. Sono fattori che lasciano ben sperare in una possibile ripresa del nostro export, non appena questa economia avrà pienamente metabolizzato lo “shock petrolifero” del 2015-2016 e la “nuova-normalità” con prezzi del greggio intorno ai 50 USD/barile.  


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Prospettive di crescita negli scambi commerciali
Possibilità di accesso delle nostre imprese ai progetti infrastrutturali
Prospettive di maggiore integrazione delle nostre aziende sul mercato emiratino
Possibilità di incremento dei flussi turistici nei due sensi
Prospettive di una maggiore partecipazione italiana al settore finanziario emiratino
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