Overview (BOSNIA ED ERZEGOVINA)

Il 10 febbraio 2005 è entrato in vigore l’Accordo sulla Promozione e la Protezione degli Investimenti tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo della Bosnia Erzegovina, firmato il 19 maggio 2000.

E' inoltre in via di finalizzazione un Accordo bilaterale di collaborazione economica, che fornira' la cornice per l'intensificazione dei rapporti economici bilaterali, soprattutto in campo industriale e tecnologico.

Nel 2015, con 1,52 miliardi di euro di interscambio, pari all'11,9% dell'interscambio totale con l'estero, l'Italia si e' confermata secondo partner commerciale della Bosnia, dietro solo alla Germania (fonte Agenzia Statistica BiH) e con un trend in crescita dal 2014. Le esportazioni della Bosnia Erzegovina verso l’Italia hanno raggiunto un valore di 623 milioni di euro, registrando un aumento dell’ 1,6 % rispetto al 2014. Le importazioni della Bosnia Erzegovina dall’Italia hanno raggiunto un valore di 901,7 milioni di euro, registrando un aumento dell’ 6,3 % rispetto al 2014.

Significativa è la presenza nel settore bancario bosniaco di UniCredit che, attraverso la controllata Zagrebacka Banka (croata), ha acquisito la maggioranza di Universal Banka Sarajevo e, successivamente, la HVB Bank austriaca, diventando il principale gruppo bancario della Bosnia-Erzegovina; e di Intesa Sanpaolo, che ha completato l’acquisto della UPI Banca di Sarajevo (UPI Banka era la quinta banca in Bosnia-Erzegovina con 16 filiali e circa 45 mila clienti).

Circa 70 aziende italiane hanno investito e producono in Bosnia, in alcuni casi con investimenti greenfield, in via principale in joint venture con partner bosniaci. Molto diffusa la formula della lavorazione in conto terzi.

Oltre al settore finanziario, la presenza italiana si concentra nei settori: lavorazione del legno, metalmeccanico/siderurgico, calzaturiero/tessile, energetico, commerciale, agroalimentare.

La delocalizzazione produttiva in BiH appare vantaggiosa non solo per la presenza di manodopera qualificata, a costi contenuti, ma anche in considerazione dei significativi margini di sviluppo tuttora esistenti nel Paese in numerosi settori e tenuto conto del processo di crescente integrazione del Paese nello spazio economico regionale (CEFTA) ed europeo (ASA con l’UE).

Le future iniziative di promozione degli investimenti italiani in BiH potrebbero essere calibrate sulle opportunità offerte dall’atteso processo di privatizzazione di società bosniache (telecomunicazioni, servizi, agro-alimentare), nonche' dall’ammodernamento e potenziamento delle infrastrutture energetiche (in particolare centrali termo ed idroelettriche) e viarie (Corridoio Vc).

L’Italia è tradizionalmente tra i primi partner commerciali della BiH. Molti dei settori di punta dell’export italiano in BiH, sono quelli in cui si distingue il Made in Italy: tessile-abbigliamento-calzature, prodotti in cuoio, apparati meccanici, prodotti alimentari. Il comparto dei beni di consumo, in particolare, prospetta interessanti potenzialità di sviluppo. L’Italia è ancora poco presente nella grande distribuzione, nonostante il consumatore bosniaco sia attento alla qualità e sensibile al prodotto italiano. Una strategia più “aggressiva” per la distribuzione e la commercializzazione dei prodotti italiani, a partire dal settore agro-alimentare potrebbe contribuire ad un rafforzamento del posizionamento commerciale dell’Italia in BiH, mercato di circa 4 milioni di consumatori.

Ultimo aggiornamento: 13/09/2016^Top^
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