Aspetti Normativi (EGITTO)

ASPETTI  NORMATIVI  E  LEGISLATIVI

 

Regolamentazione degli scambi

L’Accordo di Associazione tra Egitto e UE, firmato il 25 giugno 2001, mira alla creazione di un’area di libero scambio tra i due contraenti e prevede un progressivo smantellamento dei dazi e delle quote sui prodotti scambiati.

A partire da gennaio 2018, il Cairo intende ridurre le tasse doganali sull’importazione di automobili dai Paesi dell’Unione Europea. L’accordo di partenariato tra Egitto e UE prevede di ridurre ogni anno del 10% i dazi imposti sull’importazione di autoveicoli dall’Unione Europea fino a cancellarli del tutto entro il 2019. Attualmente sulle automobili importate dall’UE viene applicata soltanto l’imposta sul valore aggiunto e la tariffa per lo sviluppo industriale.

 

Sdoganamento e documenti di importazione[1]: L’importazione di merce è soggetta a un dazio doganale variabile a seconda del tipo di prodotto importato, calcolato sul valore CIF della merce. In aggiunta al dazio doganale, si impone l’IVA del 14% del valore della merce più le spese amministrative. Le merci devono essere accompagnate da: fattura commerciale, certificato di origine, documenti di trasporto ed eventuali certificati tecnici o sanitari. In ogni modo, si consiglia di verificare la documentazione richiesta prima di effettuare l’esportazione verso l’Egitto in quanto la documentazione varia secondo la categoria merceologica. La merce viene sottoposta a una “pre-shipmentinspection” in base alla nuova normativa di importazione messa recentemente in vigore.

A partire dal marzo 2016 è stato applicato un regime che prevede la registrazione alla General Organization for Import and Export Control (GOIEC) delle società straniere che intendono esportare alcuni settori merceologici citatti nel decreto ministeriale 43/2016 e quindi è consigliabile consultate i codici doganali soggetti alla registrazione.

È necessario il rilascio e la consegna di un certificato di controllo di qualità per garantire la conformità della merce importata agli standard egiziani. Il certificato potrebbe essere rilasciato da enti certificatori internazionali riconosciuti dall’Egyptian General Organization for Import and Export Control (GOIEC).

In Egitto vengono introdotte delle norme meno rigide per i pagamenti nell’attività import export: l’invio di documenti. Come le fatture, documenti di trasporto o certificati d’origine possono essere nuovamente inviati direttamente all’importatore egiziano per l’incasso e i crediti documentari, come si evince dalla comunicazione della Banca centrale egiziana del 3 maggio 2018. Questo, al fine di abrogare un’ordinanza del 2015, secondo cui l’invio dei documenti in questi casi doveva avvenire solo tra le banche dell’esportatore e dell’importatore egiziano senza interferenze dall’esportatore e dell’importatore stessi.

I documenti di importazione possono essere inviati direttamente dall’esportatore all’importatore in Egitto, oppure la documentazione può essere trasmessa dalla Banca dell’esportatore in Italia alla banca dell’importatore in Egitto.

Per avere accesso al mercato egiziano, i prodotti importati devono essere conformi alle norme nazionali emanate dall’Egyptian Organization for Standardization, responsabile dell'applicazione di tali norme, anche attraverso controlli di frontiera e testing.

Importazioni temporanee: la normativa doganale egiziana consente l’importazione temporanea, per attrezzature destinate all'allestimento degli stand presso le fiere ufficiali in Egitto o i prodotti da esporre come campioni. Società o persone fisiche che intendono avvalersi di tali possibilità devono sottoporre alle autorità doganali una lettera di garanzia a prima domanda valida per almeno 6 mesi, la quale deve essere confermata da una banca accreditata in Egitto, a copertura del pagamento dei dazi doganali e delle tasse imponibili, in caso della non rispedizione del materiale o prodotto importato temporaneamente in Egitto. È applicabile tale regime anche sulle attrezzature importati in Egitto per attività di esplorazione e ricerca.

Per riesportare beni importati con il regime di importazione temporanea le società interessate devono garantire che la documentazione sia corretta e devono ottenere la restituzione della lettera di garanzia dalle autorità doganali per evitare contestazioni successive.

 

Attività di investimenti e insediamenti produttivi nel Paese

Normativa per gli investimenti stranieri

 

Gli investimenti stranieri sono coordinati dalla General Authority for Investment (www.gafi.gov.eg) che, da organo regolatore, si sta sempre più trasformando in promotore di investimenti.

La nuova legge sugli investimenti esteri n. 72 dell’anno 2017 è stata promulgata nel maggio del 2017 e successivamente il regolamento esecutivo è stato rettificato il 28 ottobre 2017.

 In marzo 2019, sono state effettuate delle modifiche sulla legge n. 72 del 2017 per incoraggiare nuovi investimenti e quelli già esistenti, promuovere agevolazioni e fornire incentivi agli investitori; innanzi tutto, le tasse per la registrazione dei contratti sono state diminuite allo 0,25% del capitale emesso con limite massimo di 10 000 lire egiziane.

La nuova legge sugli investimenti ha preso in considerazione tutte le criticità espresse dagli investitori stranieri negli anni precedenti e ha previsto una serie di ampi incentivi e facilitazioni procedurali per gli investitori.

Inoltre, è stata promulgata la legge sulla solvibilità che è considerata complementare alla legge sugli investimenti.

Nel 2018 l’Autorità Generale degli Investimenti e delle Zone Franche ha emesso un decreto in materia della normativa sull’attività degli uffici di rappresentanza; Gli uffici di rappresentanza delle aziende straniere devono trasformarsi in società o branch dopo tre anni della loro costituzione come uffici di rappresentanza in Egitto. Inoltre, è consentito agli uffici di rappresentanza delle aziende straniere esercitare solamente gli studi del mercato, ricerca di potenziali partner e monitoraggio delle capacità della produzione senza svolgere attività di carattere commerciale.

Si consiglia di visitare il portale del GAFI (www.gafi.gov.eg) per maggiori approfondimenti.

 

Legislazione societaria:la legge 159 del 1981 regola la registrazione delle società dietro una domanda scritta, corredata da tutta la documentazione richiesta, all’ufficio delle società (Companies Department) che provvederà ad approvarla entro 15 giorni, o a rifiutarla entro 10 in caso di mancato soddisfacimento dei requisiti necessari. Tale procedura è applicabile alle società di capitale, mentre per le società di persone la registrazione viene eseguita attraverso il deposito dello statuto presso il tribunale di competenza territoriale. Gli uffici stranieri di rappresentanza sono soggetti all’iscrizione in un apposito registro depositato presso la General Companies Administration (GCA). La domanda di registrazione deve essere accompagnata da una copia dell’atto di costituzione e dallo statuto della società (con le relative traduzioni in lingua araba), il verbale dell’organo competente della ditta straniera per l’apertura di un ufficio di rappresentanza fuori del proprio territorio e la nomina del direttore di questo ufficio. Inoltre, la ditta straniera dovrà premunirsi di un certificato bancario da una banca in Egitto dove si attesta il deposito di un importo pari a 5000 dollari.  La tassa di registrazione ammonta a EGP 1.000 (ca 50 €). Per la costituzione di una branch in Egitto, l’azienda straniera dovrebbe presentare alle autorità di competenza un contratto firmato per l’esecuzione dei lavori in Egitto sia per conto del settore privato che pubblico.  Le branch sono tenute ugualmente a iscriversi presso il registro GCA e produrre annualmente una relazione sulle attività svolte. Nel 2006 la nuova legge fiscale sul reddito ha unificato la tassazione per tutte le forme giuridiche senza distinzione tra società di capitali e società di persone, attestandola al 22,5%, in sostituzione di una tassa che variava dal 32 al 40%.

Il diritto egiziano prevede le seguenti tipologie societarie: a) la società per azioni prevede almeno 3 soci fondatori e un capitale minimo di EGP 250.000, ovvero ca. 12.500 € (quelle quotate in borsa devono avere un capitale minimo di 1 mln/EGP. I tempi per la creazione sono ristretti, circa una settimana. Dall’entrata in vigore della Legge n. 3/1998 non è più obbligatorio che il 49% degli azionisti sia egiziano, così come gli stranieri attualmente possono rappresentare la maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione. Ogni socio al momento della costituzione della società deve versare un contributo in denaro di almeno il 10%; un altro 15% deve essere versato entro tre mesi dalla data di registrazione della società. Il rimanente sarà versato nei successivi 5 anni; b) la società a responsabilità limitata ha un capitale minimo di EGP 50.000 (ca. 2.500€), e deve essere pienamente versato al momento della costituzione della società e conservato in un conto bancario bloccato fino a che la società non sia stata registrata nel Registro Commerciale. La società deve avere almeno due e non più di 7 soci che possono essere sia persone fisiche che persone giuridiche; c) le Società in accomandita per azioni non possono svolgere attività nei seguenti settori: assicurativo, bancario, risparmio, fondi d’investimento per conto di terzi. I soci fondatori hanno responsabilità sociale illimitata, restando esclusa la partecipazione di un altro tipo di socio alla direzione. La società deve avere un Consiglio di Amministrazione composto da almeno 3 soggetti, che possono essere soci o esterni scelti dai soci. Ciascun manager conferirà parte delle proprie quote, pari a non meno di EGP 5.000 (250€), a garanzia di buona amministrazione, che saranno depositate presso una banca egiziana, e che non possono essere distratte fino a che il manager ricopre tale carica. Il capitale sociale minimo è di EGP 250.000 (ca. 12.500 €) e si divide in due categorie: quota posseduta dai soci fondatori e quote possedute dagli altri soci; i soci fondatori sono illimitatamente responsabili, mentre gli altri soci sono responsabili solo per le quote versate; previste infine le società in accomandita semplice e le società in nome collettivo, nella quali i soci stranieri   partecipano al capitale per una quota massima del 49%, non hanno diritto di dirigere la società né diritto di firma.

 

Brevetti e proprietà intellettuale

La normativa di riferimento è la Legge 82/2002 (e Regolamento d’attuazione). Il periodo di protezione dei brevetti è stato innalzato a 20 anni e sono garantiti i diritti economici dell’autore fino a 50 anni dalla morte oltre ai diritti morali. L’usurpazione dei diritti di proprietà intellettuale è considerato reato, punibile con multe che vanno da EGP 20.000 (ca. 1.807 €) a EGP 100.000 (ca. 9.033€) e possono arrivare fino alla detenzione (massimo 2 anni) in caso di reiterazione del reato. I marchi sono registrati presso il Trade RegistrationDepartmente vengono protetti per 10 anni dalla data di deposito. L’Egitto è membro della World Trade Organisation(WTO), ha firmato gli Accordi TRIPS, ha sottoscritto la Convenzione di Parigi per la protezione della proprietà intellettuale, la Convenzione di Strasburgo del 1971 per la classificazione internazionale dei brevetti e la Convenzione dell’Aja riguardante il deposito internazionale del design industriale.

 

Sistema fiscale

La legge 91/2005 ha semplificato il sistema di riscossione, unificando i dipartimenti di tassazione sulla vendita e sul guadagno, riducendo lo spazio lasciato alla libera interpretazione delle norme, guardando al contribuente in maniera positiva e rendendolo responsabile della veridicità dei dati dichiarati (autocertificazione) e quindi passibile di sanzioni in caso di evasione. La legge amplia la base per la tassazione includendo i residenti che lavorano all’estero e i non residenti che lavorano nel Paese. Il sistema ha ridotto fortemente la tassazione: i redditi e gli stipendio sono soggetti alle imposte che variano dal 10 al 22.5% a seconda della fascia retributiva.  Notevoli benefici riguardano le attività industriali e commerciali, la cui tassazione è stata unificata al 22.5% in base annuale sugli utili netti.  I dividendi sono soggetti alle imposte del 10% da ridurre al 5% nel caso in cui il contribuente detenga più del 25% del capitale della società. La legge ha tuttavia abolito una serie di esenzioni fiscali precedentemente assegnate come incentivo all’investimento, compresa quella decennale per aziende situate nelle nuove zone industriali egiziane a eccezione delle attività di allevamento di pollame, dei bovini da carne e gli apiari.

In base alla legge 67 del 2016, l’Egitto ha applicato il regime dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) attualmente pari al 14%.

 

Anno fiscale: 1 luglio-30 giugno.

Tassazione sulle attività di impresa: 22,5%

Imposta sul valore aggiunto (VAT): 14%

 


[1]Per ulteriori informazioni sulle esportazioni verso l'Egitto consultare il sito www.agenziadogane.it.

 

“Business Atlas 2019: guida agli affari in 55 mercati per il business italiano” a cura delle Camere di Commercio italiane all’estero.
Ultimo aggiornamento: 19/10/2019^Top^
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