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Politica interna (TUNISIA)

Aprifila delle cosidette “primavere arabe”, la Tunisia ha saputo gestire in maniera controllata il processo di transizione democratica avviato nel 2011, impegnandosi per garantire la continuità e il rispetto dei diritti umani. La via per il consolidamento delle istituzioni democratiche è stata avviata dall’adozione, nel gennaio 2014, di una nuova Costituzione, garante dei diritti e delle libertà dei cittadini e alla base della riorganizzazione amministrativa del Paese. Le successive elezioni parlamentati e presidenziali hanno portato alla maggioranza parlamentare del partito laico Nidaa Tounes e all’insediamento alla Presidenza della Repubblica di Beji Caid Essebsi.

Un generale accordo tra le maggiori forze politiche del Paese puntava ad assicurare una relativa stabilità che consentisse alla Tunisia di rimettersi sulla via dello sviluppo economico e adottare le necessarie riforme sul piano sociale.

Tuttavia, l’auspicata stabilità politica è stata disattesa con effetti evidenti sullo sviluppo del Paese. Nonostante ciò, la politica di prevenzione e di lotta al terrorismo ha ottenuto risultati visibili, come testimonia la graduale ripresa dei flussi turistici dall’Europa, prima del blocco causato dal COVID. Le elezioni presidenziali e politiche del 2019 si sono comunque svolte in modo ordinato e pacifico.

Nei confronti di potenziali investitori, il Paese si presenta ancorato al percorso riformista, stimolato dall’attivismo di una società civile dinamica e sostenuto nei suoi sforzi di crescita da un’ampia schiera di partner e istituzioni finanziarie internazionali. Tale processo ha subito un arresto causato dalla pandemia  seguito della quale la Finanziaria 2021 prevede che alcune agevolazioni siano abolite (in particolare l’aliquota del 13,5%) mentre altre vengono introdotte (in particolare la riduzione dell’aliquota sulle società prevista dall’art. 49 delle Imposte sui redditi delle persone fisiche (IRPP) e imposte sulle società (IS) che passa dal 25 al 15%).

Nel corso della crisi, il Paese sta beneficiando di un ampio supporto da parte dell’Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale, ma non solo. Tali aiuti devono necessariamente stimolare un forte processo di riforme per modernizzarsi e adeguarsi alle aspettative nate dalla Primavera araba.

Ultimo aggiornamento: 24/12/2020