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Politica economica (BIELORUSSIA)

A causa dell'elevato livello di integrazione eocnomico-finanziaria con la Russia, la Bielorussia è stata storicamente soggetta a shock economici di tipo esogeno. Inoltre, l'eccessiva presenza dello Stato nell'economia ha progressivamente impedito quella necessaria riforma delle linee di produzione industriale necessaria per scongiurare il rischio di stagnazione economica. Di recente, sono state quindi avviate alcune manovre correttive, quali la riduzione delle ore di lavoro mediante riduzione della settimana lavorativa e il congelamento dei salari nominali, mentre sul fronte finanziario sono stati posti dei limiti all’espansione del sistema creditizio e ai sussidi alle imprese statali inefficienti. Sempre in merito alle imprese di Stato, sono stati avviati programmi di maggiore efficientamento e responsabilizzazione del management. Inoltre, si sta tendando di arginare la crescita del deficit pubblico operando tagli alla spesa, oltre che collocando nuovi titoli del debito pubblico sui mercati finanziari internazionali.

A livello monetario, nel 2015, la svalutazione del rublo ha reso molto più difficile l’accesso al credito dato che il 10% delle grandi imprese statali versava in uno stato di quasi bancarotta e che un altro 50% risultava avere problemi di liquidità. Il FMI ha confermato l’impossibilità di procedere ad un nuovo programma di finanziamento, per l’eccessiva centralizzazione dell’economia e nelle more della reale volontà da parte del Governo di varare le riforme necessarie, a più riprese invocate dalle stesse IFI, in particolare in campo valutario, occupazionale, della gestione del debito e degli aiuti di Stato alle imprese.

Anche nel 2016, il perdurare della crisi economica russa continua ad influenzare negativamente il trend bielorusso, com’è noto, strettamente correlato all’andamento congiunturale del Paese vicino. La debolezza del rublo russo ha infatti inciso sulla competitività delle merci bielorusse. Proprio per porre rimedio a questa situazione, è stata varata una riforma del sistema monetario: Lukashenko ha introdotto la rideominazione della moneta nazionale grazie a nuovi tagli per le banconote e, per la prima volta nella storia della Bielorussia indipendente, all`adozione del conio metallico. Dal 1° luglio 2016 sono stati messi in circolazione sette nuovi tagli: 5, 10, 20, 50, 100, 200 e 500 bielorubli, mentre le monete sono otto: 1, 2, 5, 10, 20 e 50 copechi, 1 e 2 bielorubli. 

Più di recente, importanti passi sono stati fatti anche per quanto riguarda l'inflazione. Dopo l'approvazione nel 2016 del programma quadriennale 2016-2020 sullo sviluppo economico, grazie all'efficace lavoro svolto dalla Banca Nazionale della Repubblica di Belarus, l'inflazione è stata tenuta sotto controllo; dal 2016 a oggi, infatti, l'inflazione è rimasta sempre sotto al target massimo del 6% fissato dal governo. Si tratta di un risultato considerevole se si pone mente ai livelli raggiunti in passato (dove l'inflazione ha superato il 20%). Grazie alla nuova moneta e grazie alle politiche della Banca Nazionale, anche i prezzi ed il costo della vita si sono tendenzialmente stabilizzati riducendo i rischi di forti shock monetari.

Ultimo aggiornamento: 31/07/2019