03/11/2026 - Angola - Cresce l’interesse per le terre rare

Luanda – L’estrazione e lo sviluppo delle terre rare in Angola attirano una crescente attenzione internazionale, mentre Washington e i governi occidentali tentano di ridurre la dipendenza industriale dalle forniture di Pechino.
A fare il punto sulla situazione è l’agenzia d’informazione economica Agence Ecofin, che sottolinea come il Paese africano stia moltiplicando le iniziative nel settore per presentarsi come una valida alternativa commerciale. Sebbene l’operatore Pensana abbia confermato lo slittamento al 2028 dell’avvio delle attività estrattive nel giacimento di Longonjo, situato nella provincia di Huambo, Luanda non intende fare affidamento su un solo bacino per ritagliarsi uno spazio sul mercato globale, presidiato nel 2025 dalla Cina per circa il 70% della produzione mineraria secondo i dati dell’Usgs (United States Geological Survey, il servizio geologico degli Stati Uniti).
Tra i cantieri più promettenti figura il sito di Bailundo, dove la compagnia australiana Connected Minerals ha rilevato la documentazione storica di un comprensorio di 39 chilometri quadrati, comprendente trivellazioni su oltre tremila metri con carotaggi che evidenziano una presenza del due per cento di ossidi metallici. Parallelamente, la società Tyranna Resources ha raggiunto un’intesa per acquisire fino al 70% della concessione di Coola, dove le analisi su campioni di suolo hanno registrato concentrazioni superiori al 13%, delineando il calendario per nuove prospezioni previste per il 2027.
La valorizzazione di tali materie strategiche risponde alle priorità fissate dal governo locale nel piano di sviluppo minerario 2023-2027. Come riporta l’agenzia citando il documento ufficiale, “oltre ai diamanti, che occupano una posizione predominante, altri minerali come oro, pietre ornamentali, ferro, manganese, terre rare, rame, zinco e fosfati rappresentano una risorsa strategica ancora da esplorare e sfruttare”. La sfida per il Paese consisterà ora nel trasformare i riscontri geologici in concessioni sostenibili sotto il profilo finanziario e in capacità produttive effettivamente commercializzabili.
Notizia segnalata dawww.internationalia.org



