Presenza italiana (TANZANIA)

AziendaContattiSettori
COASTAL AVIATION LIMITEDP.O.Box 3052 - Dar es Salaam
Tel. +255 22 2843293
email: nicola@coastal.co.tz
Sito Web

Note:
compagnia aerea attiva in tutto il territorio nazionale.
  • - Altri mezzi di trasporto (navi e imbarcazioni, locomotive e materiale rotabile, aeromobili e veicoli spaziali, mezzi militari)
  • - Flussi turistici
Contec Engineers LtdBox 71675
Dar es Salaam
Tel +255 22 2762216 - +255 754 293313
email: mimmo@conteceng.com
Sito Web

Note:
Costruzione antenne satellitari
  • - Costruzioni
Devergy East Africa LimitedBox 23244
Dar es Salaam
Tel +255 783 396047
email:gian@devergy.com
Sito Web
  • - Energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (anche da fonti rinnovabili)
Europoultry LtdP.O.Box 39997
Dar es Salaam
Tel. +255 (0)787 873366/0782925724
email: europoultry@hotmail.com

Note:
Allevamento pollame
  • - Prodotti dell'agricoltura, pesca e silvicoltura
MEDITERRANEAN SHIPPING COMPANY (TANZANIA) LIMITEDP.O.Box 63039 - Dar es Salaam
Tel. +255 22 2851660/1
email: fponti@msctzdar.com
Sito Web

Note:
Linea di navigazione per cargo
  • - Altri mezzi di trasporto (navi e imbarcazioni, locomotive e materiale rotabile, aeromobili e veicoli spaziali, mezzi militari)
  • - Trasporto e magazzinaggio
RENCO TANZANIA CONSTRUCTION LIMITEDP.O.Box 80468 - Dar es Salaam
Tel. +255 22 2780212
email: chiaro@renco.it
Sito Web

Note:
azienda di costruzioni edili
  • - Costruzioni
SEA PRODUCTS LTD.Sig. Federico Voliani
P.O.Box 6132
Tanga
Tel +255 27 2646220?1
email: info@seaproductstanga.com
Sito Web

Note:
nd
  • - Prodotti dell'agricoltura, pesca e silvicoltura

Osservazioni Presenza italiana (TANZANIA)

La presenza delle aziende italiane, dopo un forte sviluppo a partire dagli anni ‘60, ha conosciuto un significativo declino a partire dagli anni novanta, con la fuoriuscita di aziende che avevano storicamente contribuito allo sviluppo del paese (AGIP, Snamprogetti, Astaldi, Cogefar, Iveco e Fiat, vedi oltre). Nel 2016 le aziende italiane presenti nel Paese sono circa ottanta operanti soprattutto nel settore alberghiero/turistico a Zanzibar, quasi tutte di piccole dimensioni. Gli investimenti nel territorio continentale sono ancora limitati, malgrado si registri un certo interesse da parte delle nostre aziende per energia, anche rinnovabile, infrastrutture, edilizia, fornitura di impianti per industrie di trasformazione. Da notare anche la presenza di un’imprenditoria italiana cresciuta integralmente in Tanzania come Italframe (edilizia) e il gruppo Coastal (aviazione, turismo, immobiliare).

La limitata presenza italiana è dovuta alla lontananza geografica, alle difficoltà di accesso al mercato tanzano (per quanto le riforme portate avanti negli ultimi vent’anni hanno reso l’economia più aperta) e alla forte concorrenza di partner storici della Tanzania, come la Cina e l’India, che si avvale anche di una consistenza presenza di tanzani di origine indiana. L’assenza di banche o di una Camera di commercio italiana è un altro dei limiti. La recente apertura di SACE a Nairobi e l’azione promozionale di ICE dall’ufficio regionale di Addis Abeba dovrebbero favorire la migliore conoscenza del paese e la penetrazione delle aziende  nei diversi settori produttivi, particolarmente trasformazione dei prodotti agroalimentari, edilizia, logistica, tessile, pelli e cuoio, energia (produzione e trasmissione), oltre naturalmente al turismo in cui l’Italia vanta una storica supremazia nell’arcipelago di Zanzibar.

Cenni storici

Molte società sono entrate nel mercato tanzano fin dagli anni cinquanta, fornendo un contributo essenziale per lo sviluppo del paese, soprattutto nella costruzione di strade e nell’energia. Il progetto principale e forse il primo fu la raffineria Tiper (Tanzania Italian Petroleum Refinery Co. Ltd.) a Dar es Salaam, costruita tra il 1964 e il 1966 dalla Snamprogetti in collaborazione con la Saipem. Queste due società costruirono l’oleodotto da Dar es Salaam a Ndola in Zambia nel biennio 1966-67, che venne poi raddoppiato alcuni anni dopo (1973-74). Eni condusse diverse ricerche geologiche per il petrolio, mentre AGIP stabilì una partnership al 50% con TPDC (Tanzania Petroleum Development Corporation), che si è dissolta negli anni novanta.

FIAT apparve nell’allora Tanganika nei primi anni ’50. Nei primi anni ‘60 OLTREMARE ha creato una joint venture nel settore anacardi, la società TANITA. La FEDERICI STERLING-ASTALDI, tra le varie opere civili, ha costruito il Motel Agip, ha partecipato alla costruzione di TIPER, degli aeroporti di Mtwara (1966-67), Kilimanjaro (1969-1970) e Pemba (1973); ha realizzato parte delle opere superficiali nella centrale idroelettrica di Kidatu (1971-75) e, negli anni ’70, i tratti stradali Iyayi-Mahenge (216 Km) e Morogoro-Mahenge (229 km).

COGEFARIMPRESIT ha realizzato una serie di progetti importanti, come gli impianti Hydro Mtera (1984-89), costruiti in collaborazione con ITALSTRADE e la CMC e le strade Bukombe-Isaka e Kobero-Nyazkasanza (1993). Cogefar ha lavorato anche nell’arcipelago di Zanzibar, con la riabilitazione dei porti di Unguja e Pemba e la costruzione della strada principale di Pemba (1988-92).

ABB-SAE SADELMI ha costruito linee elettriche ad alta tensione e riabilitato la rete elettrica nelle aree tra Makambako-Mbeya, Iringa-Dodoma, Mwanza-Musoma e Shinyanga-Mwanza. CONDOTTE D’ACQUA ha costruito la sede dell’East Africa Community (EAC) ad Arusha. IMPRESA DEL BENACO ha costruito una strada di 200 km tra Mtwara e Masasi e l’autostrada Rusomo-Lusahunga. GARDELLA ha riabilitato le due fabbriche di lavorazione dell’agave a Moshi (1978) e a Morogoro (1979).


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