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L’India rappresenta un mercato dalle significative potenzialità, forse unico, a livello globale, per l’ampiezza dei margini di inserimento che esso offre, pur in presenza di importanti complessità. Alla vigilia delle elezioni nazionali previste per il 2019, il Governo guidato dal Primo Ministro Modi ha messo in campo importanti riforme e programmi di sviluppo economico volti a modernizzare il paese e a favorire una crescente attrazione degli investimenti diretti esteri. Tra queste, la riforma piu’ importante e’ stata quella fiscale: dal 1 luglio 2017, l’introduzione della Goods and Service Tax (GST), ha unificato il mercato indiano dei beni e servizi sotto un’unica imposta indiretta (comprensiva di 5 aliquote 0%, 5%, 12%,18% e 28%). A sostegno del "Make in India", il programma per la trasformazione dell'India in un hub manufatturiero mondiale, e' stata presentata la nuova Foreign Trade Policy 2015 2020 (FTP) volta ad aumentare la quota mondiale di esportazioni dal 2% al 3,5% entro il 2020 per un valore di 900 mld di dollari.

Tra i settori strategici per l’internazionalizzazione delle imprese italiane si segnalano le infrastrutture, la meccanica e meccatronica, le energie rinnovabili, il comparto automobilistico,  il settore delle tecnologie agroalimentari e dell’ICT.

Tra il 1991 al 2011 l’interscambio Italia-India e’ cresciuto di 12 volte, passando dal 708 mln di euro a 8,5 mld di Euro. A partire dal 2012 e’ iniziato un trend decrescente, che ha portato il commercio bilaterale a 7,2 mld di € nel 2014. Il biennio 2016-2017 ha visto un nuovo incremento dell’interscambio, che nel 2017 si e’ attestato a 8,7 mld di dollari (+10.3%). L’Italia è il quinto partner commerciale dell’India tra i Paesi UE (dopo Germania, Belgio Regno Unito e Francia).

Nel 2017, l'export italiano verso l'India  si e’ attestato ai 3,576 mld di dollari, mentre l’import dall’India ha raggiunto i 5,147 mld di dollari.  

Macchinari e apparecchi continuano a rappresentare la prima voce dell’export italiano in India, con una quota attorno al 40%; oltre un quarto delle importazioni italiane dall’India rientrano invece nella categoria tessile-abbigliamento-accessori in pelle.

Si stima un numero totale di oltre 600 entità legali e stabilimenti italiani in India, presenti sotto tre forme principali: sussidiarie possedute al 100%, Joint Ventures (soluzione preferita dalle PMI e d’obbligo nei settori con tetti massimi agli investimenti stranieri) o uffici commerciali di rappresentanza.

Le principali aree geografiche di insediamento delle imprese italiane in India sono i poli industriali di Delhi-Gurgaon-Noida (c.d. Capital Belt) e di Mumbai-Pune (Maharashtra). Il terzo e quarto polo di concentrazione sono rispettivamente attorno alle città di Chennai (Tamil Nadu) e Bangalore (Karnataka). Di rilievo minore Calcutta (Bengala Occidentale), mentre sempre piu’ interessanti risultano altri Stati quali Gujarat e Rajasthan, ove cominciano a registrarsi i primi stabilimenti italiani.

Tra i grandi gruppi italiani presenti in India si segnalano: FCA (oltre alla casa automobilistica, anche New Holland e Magneti Marelli), Enel Green Power, Italferr, Carraro, Maschio Gaspardo, Piaggio, Prysmian, Maire Tecnimont, Techint, Luxottica, Danieli, Ansaldo Energia, Saipem,  Brembo, StMicroelectronis, CMC di Ravenna, Bonfiglioli, Mapei, Italcementi, Maccaferri, Ferrero, Bauli, Perfetti Van Melle, Tessitura Monti, Benetton, Gruppo Coin, etc. La presenza di grandi gruppi industriali italiani certamente funge da traino per le nostre PMI. Sono inoltre operative in India numerose case italiane del design d’interni, moda e segmento lusso (tra cui Artemide, Natuzzi, Zegna, Armani, Cavalli, Damiani, Fendi Casa, Flou, ecc.).

Nel settore difesa, presenti Gruppo Leonardo, Beretta, Elettronica, Fincantieri.

Quanto al segmento finanziario, oltre al Gruppo Assicurazioni Generali, sono presenti in India con uffici di rappresentanza una dozzina di banche italiane.

(Red: Ambasciata d'Italia, Ufficio Commerciale)


Perché INDIA

Sentiero di crescita potenziale
Dimensione del mercato e crescita della domanda
Disponibilita' e basso costo del fattore lavoro
La disponibilita' di risorse qualificate e di ingegneri rendono l'India una destinazione privilegiata per l'apertura di centri di R&D
Disponibilita' di materie prime
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Dove investire

  • Costruzioni
  • Prodotti alimentari
  • Autoveicoli, rimorchi e semirimorchi
  • Energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (anche da fonti rinnovabili)
  • Macchinari e apparecchiature
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Cosa vendere

  • Macchinari e apparecchiature
  • Prodotti alimentari
  • Mobili
  • Articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia)
  • Sanità e assistenza sociale
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