Overview (COSTA D'AVORIO)

L’economia della Costa d’Avorio, la cui crescita dal 2012 al 2015 ha registrato cifre sopra l'8%, è in piena espansione. Per il 2016 L'Economist Intelligence Unit prevede una crescita del 7,9%. Ovviamente il paese ha vissuto un effetto di “recupero” rispetto alla contrazione del 4,7% registrata nel 2011,

I settori secondario e terziario che traggono evidente profitto dall’aumento degli investimenti pubblici e dalla ritrovata vitalità del settore privato sono all’origine  di questo dinamismo economico. Nel 2015, stando ai dati diffusi dal Governo, il settore primario ha conosciuto una crescita complessiva dell’8,6%. In particolare, si è registrata una crescita del 10% dell’agricoltura da esportazione grazie ad un aumento generalizzato della produzione delle colture destinate all’esportazione (+8,7% per il cacao e +24,4% per l’anacardo).

Anche l’inflazione che in questi anni ha penalizzato la già debole economia reale si è assestata intorno al 2%,con un ribasso allo 0,4% a fine 2013. Nel 2015 ha registrato l'1,4%.

La volontà delle nuove autorità politiche è chiaramente orientata in favore del rilancio economico e del raggiungimento dell'obiettivo di divenire Paese emergente nel 2020. Nel 2012 la Costa d’Avorio ha beneficiato dell’annullamento del 64,2 % del suo debito estero portando lo stock complessivo a 3.862 miliardi di FCFA, ossia un quarto del PIL. Il Piano Nazionale di Sviluppo che prevede investimenti pari a 44,8 miliardi di euro per il periodo 2016-2020 e che conta per la quasi totalità su investimenti privati, è considerata la vera piattaforma di politica economica del Governo.

Il nostro Paese ha partecipato al processo di sviluppo della Costa d’Avorio attraverso una costante presenza imprenditoriale, operante soprattutto nei settori della lavorazione del legno, dei trasporti marittimi, dell’agroalimentare, delle infrastrutture e, in passato, del turismo. È italiana l’impresa leader nel settore della trasformazione del tonno, la Airone SpA. Sono inoltre presenti il gruppo industriale Trevi e tre importanti società di trasporto marittimo: Ignazio Messina & C., MSC e Grimaldi. È tornata ad essere presente l’ENI con attività off-shore nel settore del gas, realizzate insieme a TOTAL. Per il resto, la presenza imprenditoriale italiana in Costa d’Avorio consiste in una serie di svariate PMI.

Altro settore in cui il governo ivoriano intende investire è il comparto ittico. Sebbene la Costa d’Avorio sia il secondo esportatore al mondo di tonno ed il primo su base continentale, esiste ancora uno scostamento notevole tra il fabbisogno di prodotti ittici e la capacità di pesca della flotta ivoriana. L’attuale Ministro della Pesca ritiene che l’Italia possa giocare un ruolo di primo piano nel settore. Il Distretto Produttivo della Pesca di Mazara del Vallo ha firmato un Protocollo d'Intesa sulla Pesca, per la creazione di un distretto produttivo della pesca nella zona di Bassam e di un laboratorio per il controllo e l'ispezione dei prodotti ittici.

Per tutelare gli investimenti, le autorità italiane hanno promosso la conclusione di un Accordo di cooperazione sulla promozione e la protezione reciproca degli investimenti, attualmente in fase di negoziato.

Tra i settori più attrattivi per gli imprenditori italiani c’è quello agroindustriale poiché, al momento, nel Paese è quasi completamente assente il settore della trasformazione industriale dei prodotti agroalimentari. La costruzione di linee di produzione potrebbe essere destinata non solo al consumo interno ma anche all’esportazione nella regione. In tale settore sono presenti alcune realtà italiane impegnate nella trasformazione dell’olio da palma.

Altri settori interessanti, il cui sviluppo è giudicato prioritario dal Governo, sono il settore dell’energia, in particolare energie rinnovabili, il settore dei trasporti e quello delle infrastrutture. Il trattamento dei rifiuti e delle acque sono altri due settori promettenti. Si rileva un crescente interesse da parte delle aziende italiane nella produzione di biocombustibili e biomasse derivanti dagli scarti della produzione del cacao, degli anacardi e dell’olio da palma, nonché dal trattamento dei rifiuti.

Ultimo aggiornamento: 16/10/2016^Top^
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