22/02/2017 - USA. DATI INTERSCAMBIO RELATIVI AL 2016

USA. DATI INTERSCAMBIO RELATIVI AL 2016

I dati recentemente pubblicati da questo Dipartimento del Commercio per il 2016 confermano un rallentamento dell'interscambio complessivo di beni e servizi, pari a $4.921,1 mld, con una flessione del 2% rispetto al 2015, mentre il disavanzo commerciale, per $502,3 mld,  e' aumentato dello 0,4%. Le esportazioni, per un totale di $2.209,4 mld, sono diminuite del 2,3% e le importazioni, per $2.711,7 mld, si sono ridotte dell'1,8%.

L'interscambio relativo ai soli beni ($3.669,8 mld) ha subito una flessione del 3% mentre il disavanzo commerciale, di $750,1 mld, è diminuito dell'1,6%. Le esportazioni, per $1.459,8 mld, sono calate del 3,3% e le importazioni, per $2.209,9 mld, si sono ridotte del 2,8%.

L'interscambio relativo ai servizi, per un totale di $1.251,3 mld - esportazioni ($749,6 mld) ed importazioni ($501,8 mld) -  è aumentato dell'1%, grazie alla crescita delle importazioni (+2,7%), mentre sono diminuite le esportazioni (-0,2%), con conseguente riduzione dell'avanzo commerciale (-5,5%). I viaggi rimangono la voce di maggior peso (26,3% sul totale dell'interscambio).

Per quanto concerne l'interscambio di beni per aree, la UE continua a pesare più della Cina, con un interscambio complessivo pari a $687 mld - in calo dell'1,8% - ed un attivo commerciale di $146,3 mld.

Quanto ai singoli Paesi, la Cina si è confermata principale partner commerciale degli USA, con un interscambio di $578,6 mld, primo fornitore e terzo mercato di sbocco, seguita da: Canada ($544,9 mld), primo mercato di sbocco e terzo fornitore degli USA; Messico ($525,1 mld); Giappone ($195,5 mld) e Germania ($163,6 mld), primo Paese europeo in termini di interscambio.

Gli Stati Uniti hanno registrato il maggiore disavanzo commerciale con: Cina (-$347 mld); Giappone (-$68,9 mld ); Germania (-$64,9 mld) e Messico (-$63,2 mld). Le maggiori flessioni per quanto riguarda le importazioni statunitensi si sono registrate con: Germania (8,5%), Regno Unito (6,3%), Canada (6,1%), Cina (4,2%), Taiwan (3,9%) e Corea del Sud (2,5%).

Il calo delle esportazioni americane ha interessato in particolare le voci dei carburanti e lubrificanti (-9,2%); prodotti chimici e derivati (-4,9%); macchinari e mezzi di trasporto (-4,8%), in particolare macchinari per l'industria (-11,5%). Sul fronte delle importazioni, si è registrata una contrazione negli acquisti di carburanti e lubrificanti (-19,1%), in particolare prodotti del petrolio (-19,5%) e gas naturale (-15%). Ridottesi anche le importazioni di prodotti manufatti (-4,8), macchinari per la perforazione petrolifera (-62,3%) e aeromobili civili (-24,1%).

Nel 2016 l'interscambio di beni con l'Italia ($62 mld) è aumentato del 2,7% rispetto al 2015, in crescita per l'ottavo anno consecutivo. L'Italia si conferma 11mo partner commerciale degli USA, con una quota di mercato dell'1,7%. Con un saldo attivo di $28,5 mld, cresciuto dell'1,8%, l'Italia è salita alla settima posizione tra i Paesi verso i quali gli USA hanno registrato il maggior disavanzo commerciale. Le esportazioni ($45,2 mld) ed importazioni ($16,8 mld)  italiane sono cresciute rispettivamente del 2,4%, e 3,4%. Il nostro Paese si colloca all'undicesimo posto tra i fornitori degli USA, con una quota di mercato del 2% ed al ventesimo posto nella classifica clienti. L'Italia è stata l'unico Paese ad aver registrato, insieme all’ India (2,7%) e al Giappone (0,6%), un incremento nelle esportazioni.

Le voci principali dell'export italiano sono state la meccanica (22,4%), moda e accessori (16,4%),  mezzi di trasporto (14,6%), chimica e farmaceutica (13%), agroalimentari e bevande (10,1%), semilavorati e componenti (7,8%), arredamento ed edilizia (5,9%). Le importazioni si sono concentrate nei settori di chimica e farmaceutica: 29,6% e meccanica: 16,5%; a seguire semilavorati e componenti: 12,6%; mezzi di trasporto: 11,2%; moda e accessori: 9,2%[1].

 

[1] Fonte: elaborazioni preliminari ICE New York su dati Dipartimento del Commercio USA.


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