02/11/2026 - Singapore - Previsti investimenti per 3,7 mld per rete elettrica

Singapore – Singapore prevede di investire fino a 5,3 miliardi di dollari di Singapore (3,7 miliardi di euro) nel nuovo piano quinquennale per le infrastrutture energetiche dell’Autorità per il mercato energetico di Singapore (Ema). Si tratta di un importo pari a 11 volte l’investimento effettuato nel quinquennio precedente.
Il programma prevede la costruzione di sette nuove sottostazioni di trasmissione entro il 2031. Prevede inoltre l’estensione della rete di cavi da 7.700 a 9.100 chilometri entro il 2030. Nei prossimi cinque anni entreranno in funzione cinque nuove centrali a gas naturale. Queste aumenteranno la capacità di generazione elettrica del Paese del 26% rispetto agli attuali 12 GW. L’Ema sta valutando le offerte ricevute a settembre per ulteriori impianti a gas. Nuove gare d’appalto potrebbero partire nei prossimi cinque anni se la domanda continuerà a crescere.
Singapore sta valutando la fattibilità di un polo energetico a Pulau Tekong. La struttura ospiterà centrali a gas predisposte per l’idrogeno, un terminale per il gas naturale liquefatto (Gnl) e impianti a basse emissioni di carbonio.
Attualmente il gas naturale soddisfa il 95% del fabbisogno elettrico nazionale. Per rafforzare la sicurezza energetica, il Paese intende portare la capacità di rigassificazione del Gnl da dieci a 15 milioni di tonnellate all’anno (Mtpa). Il secondo terminale Gnl presso il porto di Jurong entrerà in funzione entro il 2030. Sono in corso di valutazione anche l’ampliamento del terminal esistente sull’isola di Jurong e il potenziamento della rete di trasmissione del gas.
Il Paese studia diverse opzioni per triplicare la rete di tunnel per cavi, che oggi si estende per 50 chilometri, così da agevolare l’espansione della rete.
Lo sviluppo del solare resta un’altra priorità. Singapore conta una capacità di 2,3 gigawatt di picco (GWp) e punta a raggiungere 3 GWp entro il 2030. Il traguardo successivo è toccare i 4 GWp entro il 2035 tramite installazioni su bacini idrici, terreni incolti e tetti degli edifici.
Si intende anche portare la capacità di accumulo di energia da 350 megawattora (MWh) a oltre un gigawattora (GWh) entro il 2030. I sistemi di stoccaggio bilanceranno domanda e offerta, stabilizzeranno la rete e gestiranno i colli di bottiglia temporanei.
Singapore svilupperà infine siti di approdo per l’importazione di energia a basse emissioni. Sono in corso studi di fattibilità per un secondo interconnettore con la Malaysia peninsulare. L’infrastruttura potrebbe fornire fino a 2 GW di capacità entro il 2030, in aggiunta al collegamento bidirezionale da un GW già attivo. L’Ema aggiornerà i requisiti infrastrutturali in base all’evoluzione del mercato.
La domanda di energia elettrica a Singapore è trainata da data center, produzione di semiconduttori e mobilità elettrica. I consumi passeranno dagli attuali 8,6 gigawatt (GW) a una quota compresa tra 9,9 e 13 GW entro il 2031.
Notizia segnalata dawww.internationalia.org



