26/10/2026 - Tanzania - Governo scommette sullo sviluppo industriale

Dar Es Salaam – La Tanzania punta sullo sviluppo dell’industria manifatturiera per trasformare l’economia e raggiungere un Prodotto interno lordo nominale di mille miliardi di dollari entro il 2050. Il settore è strategico per creare occupazione, aumentare le esportazioni, valorizzare le risorse nazionali e ridurre le importazioni, nell’ambito del piano Dira 2050. Lo riferisce il quotidiano tanzaniano Daily News che ha condotto un’inchiesta sul comparto industriale locale.
Secondo le stime del giornale, il Pil nominale del Paese si attesta tra 87 e 95 miliardi di dollari. Per raggiungere l’obiettivo del 2050 servirà una crescita sostenuta, unita a maggiori investimenti nei comparti produttivi e alla trasformazione delle materie prime in beni a alto valore aggiunto. La strategia punta inoltre a portare il reddito pro capite a 7.000 dollari e a raggiungere lo status di Paese a reddito medio-alto.
Il censimento industriale del 2023, pubblicato dall’Ufficio nazionale di statistica nel maggio 2026, ha registrato 57.684 stabilimenti, di cui 55.391 nel manifatturiero. La produzione comprende alimenti, abbigliamento, mobili, prodotti metallici, cemento, sostanze chimiche e farmaci. Le imprese alimentari rappresentano il 40,4% delle fabbriche manifatturiere, seguite da quelle dell’abbigliamento (20,7%) e dei mobili (14,1%).
L’industria manifatturiera contribuisce attualmente per l’8,1% al Pil e cresce dell’8% all’anno. Il governo vuole rafforzarne il ruolo investendo in infrastrutture, piccole e medie imprese, ricerca e sviluppo e zone economiche speciali.
Nell’esercizio finanziario 2026/2027, 60 progetti nelle zone economiche speciali dovrebbero mobilitare 499 milioni di dollari di investimenti e creare 8.434 posti di lavoro. Altre quattro iniziative, registrate tra luglio 2025 e marzo 2026, prevedono investimenti per 145,34 milioni di dollari, 4.411 nuovi impieghi ed esportazioni per 128,85 milioni, soprattutto grazie alla trasformazione di avocado e anacardi.
Il piano individua nove settori prioritari, tra cui agricoltura, turismo, estrazione mineraria, economia blu, servizi e manifattura. Per raggiungere i traguardi fissati sarà necessario colmare le carenze infrastrutturali, migliorare l’accesso al credito, semplificare le norme e formare personale qualificato, attirando capitali interni ed esteri.
Notizia segnalata dawww.internationalia.org



