Overview (ANGOLA)

A partire dall’appoggio politico offerto dal nostro Paese ai movimenti per l’indipendenza durante il processo di decolonizzazione, l’Italia ha stabilito nel tempo forti legami con l’Angola. In precedenza, erano state l’opera umanitaria e di evangelizzazione dei missionari e la presenza, sin dal secolo XVI, di una piccola ma operosa comunità italiana a gettare le basi di un rapporto di salda e durevole amicizia. Nel 1976, l’Italia fu il primo Stato occidentale a riconoscere la neo-proclamata Repubblica di Angola. Da quel momento, molto importante è stato il ruolo svolto dai tanti piccoli imprenditori italiani nel Paese, ma anche quello della cooperazione italiana, delle università, dei volontari e delle ONG, il cui supporto non è venuto mai meno, neppure negli anni più bui della guerra civile.

L’Angola è il terzo partner commerciale sub-sahariano dell’Italia, dopo Sud Africa e Nigeria. Dal 2010 al 2014 si è assistito ad un notevole e continuo incremento dell’interscambio complessivo passato da 489,7 milioni di euro a 1,3 miliardi di euro circa. Tuttavia a partire dal 2014, diversamente dal trend positivo precedente,  si è realizzato un crollo dei valori, che ha interessato tutti i partner commerciali. Un tale decremento, originato in primis dal drastico calo dei valori del greggio esportato dall’Angola, è determinato anche dai crescenti ostacoli incontrati dagli operatori italiani nell’ottenere il pagamento delle forniture. Anche le  le importazioni di beni dall'Italia negli ultimi anni hanno conosciuto un netto calo: dai 398 milioni di euro nel 2014 si e' infatti passati ai  258 milioni nel 2015 e poi ai 188 milioni del 2016.

In realtà, il Made in Italy venduto in Angola è molto più rilevante di quanto dicono i livelli dell’export. Paesi come il Portogallo, il Brasile e il Sud Africa utilizzano infatti ampiamente e con profitto lo strumento della triangolazione commerciale, acquistando in Italia e vendendo in Angola a prezzo maggiorato i nostri prodotti, senza alcuna lavorazione aggiuntiva, grazie all’affermato avviamento dei marchi italiani.

I principali interessi economici dell’Italia in Angola sono legati all’esplorazione e allo sfruttamento di petrolio e GNL (ENI e Saipem).

A sostegno dell’imprenditoria italiana in Angola nel luglio 1997 è stato firmato un Accordo sulla Promozione e la Protezione degli Investimenti, entrato peraltro in vigore solo nel maggio 2007, che fornisce un quadro normativo di riferimento per gli operatori economici italiani interessati ad investire nel Paese.

Imprese italiane presenti nel Paese:

 http://www.ambluanda.esteri.it/Ambasciata_Luanda/Archivio_News/Imprese+Italiane.htm

 

 

Ultimo aggiornamento: 17/05/2017^Top^
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