27/01/2020 - ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO MAROCCO-TURCHIA. VISITA DELLA MINISTRA DEL COMMERCIO TURCA.

ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO MAROCCO-TURCHIA. VISITA DELLA MINISTRA DEL COMMERCIO TURCA.

A gennaio 2020, nel quadro di un periplo africano, la Ministra del Commercio turca, Ruhsar Pekcan, si è resa in Marocco dove ha avuto incontri con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Benchaaboun, il Ministro delle Infrastrutture, dei Trasporti, della Logistica e dell’Acqua, Amara, ed il Ministro dell’Industria, del Commercio e dell’Economia Digitale, Elalamy. La missione della Pekcan si svolge all’indomani di una serie di dure dichiarazioni dell’omologo marocchino nei confronti dell’Accordo di Libero Scambio (FTA) in vigore tra i due Paesi dal 2006. In particolare, lo scorso settembre, in occasione di una sua allocuzione presso la CGEM (la Confindustria locale), Elalamy non aveva risparmiato aperte critiche al citato accordo, affermando che “si sono constatati degli abusi [da parte turca] in termini di esportazioni massicce. Il Dipartimento del Commercio Estero ha dunque deciso di smettere di subire una guerra totale da parte dei nostri partner turchi perché abbiamo determinato che si tratta di concorrenza sleale”. Questa presa di posizione, pubblicamente espressa da parte del Ministro competente (e diretta conseguenza delle forti pressioni provenienti dall’industria tessile locale), aveva già allora suscitato una forte eco sui giornali ed un acceso dibattito all’interno della comunità imprenditoriale marocchina ed è stata ripresa dallo stesso Ministro il 13 gennaio scorso in un discorso da lui tenuto davanti al Parlamento, nel quale è stato segnalato che l’FTA con la Turchia causerebbe una perdita annua di 2 miliardi di dollari per l’economia marocchina.

Alla luce delle tensioni registrate negli ultimi mesi tra Rabat ed Ankara (quantomeno a livello commerciale), la visita della Ministra Pekcan appare come un ulteriore passo distensivo, volto a trovare una soluzione diplomatica al malcontento generato dagli squilibri prodotti dall’FTA in parola ed espresso in maniera sempre più forte dal sistema imprenditoriale marocchino e alle conseguenti, pressanti richieste del governo di Rabat di emendarne il testo. I due Ministri Elalamy e Perkcan hanno quindi co-presieduto la quinta sessione del Comitato Misto dell’FTA, svoltosi la settimana scorsa, al termine del quale si é convenuto, attraverso una dichiarazione congiunta, di rinegoziare l’accordo per assecondare flussi commerciali più “equilibrati” e, al contempo, incoraggiare investimenti turchi in questo Paese.

Le preoccupazioni di Rabat sono in effetti confermate dai dati. Secondo l’Office des Changes marocchino le importazioni dalla Turchia hanno registrato solo nel 2018 un aumento del 14,7%, raggiungendo i 15,5 miliardi di dirham (circa 1,6 miliardi di dollari americani). Per il 2019, si stima un ulteriore aumento del 16% per un totale di 2,3 miliardi di dollari di prodotti importati da tale Paese. Al contempo, le esportazioni del Marocco verso la Turchia sarebbero diminuite del 3,5% durante l’anno appena conclusosi, stabilendosi ad un ammontare di 690 milioni di dollari. Il settore più colpito dalla concorrenza turca è quello tessile, laddove marchi come LC Waikiki, De Facto e Koton, grazie -secondo la stampa marocchina- a sovvenzioni dello Stato turco ed a capacità produttive di dimensioni molto più grandi rispetto alla controparte marocchina, avrebbero inondato il mercato locale, ponendo in seria difficoltà un’industria nazionale ancora poco competitiva e certamente impreparata ad affrontare un sistema produttivo ben più strutturato come quello turco.

Per evitare la scomparsa della produzione tessile locale, questo Ministero dell’Industria aveva già avviato un’inchiesta nei mesi scorsi per valutare l’introduzione di una misura di salvaguardia che si è poi concretizzata, dal 1 gennaio 2020, in un diritto addizionale ad valorem del 27% sulle importazioni turche di prodotti tessili di durata variabile tra i 4 ed i 5 anni.

Il Comitato Misto dell’Accordo ha comunque convenuto di affrontare gli squilibri prodotti dall’FTA in modo più sistemico, attraverso appunto la rinegoziazione di alcuni aspetti dell’accordo. In proposito, una delegazione turco-marocchina è stata incaricata di studiare i dati e produrre delle raccomandazioni entro la fine del mese in corso.


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