23/07/2025 - Camerun - Modifiche agli incentivi sugli investimenti

Yaoundé – Il sistema di incentivi agli investimenti in Camerun sta cambiando. Un decreto presidenziale appena firmato conferma le esenzioni fiscali e doganali da cinque a dieci anni, sia nella fase di installazione sia in quella operativa, a beneficio dei promotori di progetti da realizzare nel Paese. Tuttavia, introduce modifiche significative alla prima legge in materia, risalente al 18 aprile 2013, secondo quanto riferito da Invest in Cameroon.
Tra le principali novità, l’ordinanza del 18 luglio 2025 – che disciplina gli incentivi agli investimenti nella Repubblica del Camerun – impone ai promotori l’obbligo di creare più posti di lavoro e di valorizzare le materie prime locali. Per poter accedere alle agevolazioni fiscali previste, i beneficiari devono infatti rispettare almeno due dei cinque criteri di ammissibilità stabiliti nel testo presidenziale.
In particolare: creare posti di lavoro diretti per cittadini camerunesi durante le fasi di installazione e di esercizio, con una soglia minima di un impiego per ogni tranche di investimento da 50 milioni di franchi CFA (circa 76.000 euro); per i progetti industriali, utilizzare risorse naturali nazionali per almeno il 50% del valore degli input, esclusi manodopera, acqua, energia e telecomunicazioni; per i progetti relativi alle infrastrutture di distribuzione di massa, garantire la commercializzazione di almeno il 40% di prodotti di origine camerunese; generare un incremento del valore aggiunto di almeno il 30%; esportare o spedire prodotti finiti di produzione locale per almeno il 25% del fatturato al netto delle imposte.
Oltre ai requisiti previsti per i nuovi progetti, i promotori di iniziative di espansione devono dimostrare che l’investimento porterà a un incremento di almeno il 20% nella produzione di beni e servizi e a un aumento della forza lavoro nella stessa misura, rispetto alla situazione precedente all’attuazione del progetto.
Il nuovo decreto restringe inoltre l’accesso ai benefici fiscali ai progetti attivi in determinati settori considerati prioritari: agricoltura, allevamento e pesca; industria pesante, automotive e manifatturiera; acqua ed energia; istruzione e sanità; trasporto aereo, ferroviario e marittimo; turismo e tempo libero; infrastrutture per la vendita al dettaglio di massa; infrastrutture per l’archiviazione e l’elaborazione dei dati digitali.
Il livello di esenzione dalle imposte su importazioni ed esportazioni dipende ora dall’entità del progetto: inferiore a un miliardo di franchi CFA (1,5 milioni di euro), compresa tra uno e cinque miliardi, o superiore ai cinque miliardi. L’ordinanza del 18 luglio 2025 estende inoltre i benefici agli investimenti localizzati nelle zone economiche speciali. In questi casi, le esenzioni durante la fase di installazione restano della durata di cinque anni, mentre quelle previste per la fase operativa si estendono eccezionalmente a sette anni.
Secondo le autorità camerunesi, la riforma alla legge del 2013 mira a razionalizzare le spese fiscali – ossia quelle misure che derogano al regime fiscale ordinario e comportano minori entrate per lo Stato – ritenute ormai troppo onerose e spesso inefficaci nel raggiungere gli obiettivi previsti. La revisione è stata sollecitata dal Fondo Monetario Internazionale (FMI), nell’ambito del suo programma economico e finanziario con il Camerun, e richiesta anche dal Gecam, l’Associazione Imprenditoriale Camerunese, principale organizzazione datoriale del Paese.
Notizia segnalata daInternationalia - www.internationalia.org



