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Rischi economici (ZIMBABWE)


Accesso al credito

Lo Zimbabwe continua a portare avanti il processo di normalizzazione finanziaria e di risoluzione degli arretrati nell?ambito della Structured Dialogue Platform. Il FMI ha riferito che l'attuazione dello Staff Monitored Programme (SMP) avviato lo scorso aprile procede nel complesso positivamente. Permangono, tuttavia, significative fragilità: lo Zimbabwe resta in situazione di sovraindebitamento e il debito pubblico e garantito dallo Stato è stimato in circa 22,7 miliardi di dollari a fine 2025. Secondo i dati riportati dal FMI (relativi alla fine 2025) gli arretrati verso i creditori multilaterali ammontano complessivamente a circa 2,7 miliardi di dollari, dei quali 1,5 miliardi verso la Banca Mondiale, 759 milioni verso la African Development Bank e 435 milioni verso la Banca Europea per gli Investimenti.

Impossibilità di rimpatrio degli utili

La persistente carenza di valuta estera rappresenta una criticità per le imprese e gli investitori stranieri operanti in Zimbabwe, incidendo sulla gestione della liquidità e sul rimpatrio dei proventi. La normativa vigente prevede specifici obblighi per gli esportatori: nel 2026 le imprese possono trattenere il 70% dei proventi lordi derivanti dalle esportazioni in valuta estera, mentre il restante 30% dovrà essere venduto alla Reserve Bank of Zimbabwe al tasso di cambio medio ponderato. Per le imprese esportatrici l'obbligo di cessione di una parte dei proventi può ridurre la disponibilità immediata di valuta estera e incidere sulla gestione finanziaria. Il regime valutario costituisce pertanto un elemento rilevante per le decisioni di investimento e per l'operatività delle imprese.

Crisi di liquidità

Il Paese ha attraversato una profonda crisi di liquidità, accompagnata da un forte deprezzamento della valuta locale. Nel primo semestre del 2022, il tasso di cambio è passato da circa 107 a 165 ZWL per 1 USD sul mercato ufficiale e da circa 180 a 400 ZWL per 1 USD sul mercato parallelo. In questo contesto, il dollaro statunitense, già ampiamente utilizzato nell'economia domestica, ha continuato a svolgere un ruolo centrale, riflettendo la persistente dollarizzazione. Le criticità monetarie e finanziarie hanno inoltre limitato l'accesso al credito. La scarsità di valuta estera, la dollarizzazione, gli arretrati verso i creditori internazionali e gli elevati tassi di interesse hanno ridotto la disponibilità di risorse e aumentato il costo del finanziamento per le imprese. Sebbene nel 2024 sia stato introdotto lo ZiG, l'USD continua a rivestire un ruolo centrale nell'economia, mantenendo rilevanti le criticità legate a liquidità, valuta estera e accesso al credito.

Ultimo aggiornamento: 07/10/2026