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Relazioni internazionali (ARABIA SAUDITA)

Dal punto di vista geopolitico, il Paese detiene una posizione di centralità nell’area MENA, legata al ruolo di custode delle due città sante di Mecca e Medina, al taglio della sua economia e al possesso di una rilevante quota delle riserve di petrolio (17%) e di gas (4%) a livello mondiale. Il Regno saudita gode pertanto di una decisiva influenza in seno al Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), unione economica e doganale tra Arabia Saudita, Bahrein, Emirati, Kuwait, Oman e Qatar, ed in sede OPEC, il “cartello” dei principali Paesi produttori ed esportatori di petrolio, e OPEC+, l'esercizio di coordinamento avviato con la Russia (e altri Paesi non OPEC) sin dal 2016.

Il fondatore del Regno, Re Abdulaziz, ha segnato in maniera profonda il suo collocamento internazionale, sancendo un’alleanza con gli Stati Uniti, a partire dall’incontro nel 1945 con il Presidente Roosevelt a bordo della USS Quincy nel canale di Suez. I due stabilirono che in cambio della sicurezza del Regno garantita dagli Stati Uniti le compagnie petrolifere americane avrebbero potuto accedere ai ricchi giacimenti petroliferi sauditi. Il rapporto privilegiato con gli Stati Uniti si è consolidato nel tempo con un Accordo di difesa, sottoscritto nel 1951, ed un Accordo di cooperazione economica (prevista la US-Saudi Arabian Joint Economic Commission), siglato nel 1974. Ad oggi, gli USA si attestano tra le prime destinazioni dell’export saudita, sono i secondi fornitori del Paese (superati in tempi recenti dalla Cina) e tra i principali investitori.

Con l’Italia, il rapporto di amicizia è di lunga data, risalendo all’instaurazione di relazioni diplomatiche fin dagli anni Trenta del Novecento. L’Arabia Saudita, oltre che partner commerciale di rilievo per il nostro Paese, è un interlocutore politico importante in considerazione del suo ruolo nella gestione dei principali teatri di crisi regionale (conflitto arabo-israeliano, Siria, Iraq e Yemen). Il partenariato bilaterale potrebbe ulteriormente rafforzarsi, qualora si finalizzasse un accordo di libero scambio tra l’Unione Europea ed il Consiglio di Cooperazione del Golfo, i cui negoziati sono in corso da tempo.

Sul piano dei rapporti con le organizzazioni internazionali, l’Arabia Saudita è membro del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale e del WTO (dal 2005). Il Paese non ha posizioni debitorie nei confronti dell’FMI e non è beneficiario di alcun progetto finanziato dalla Banca Mondiale. Particolarmente significativo – dal punto di vista del riconoscimento dello status della sua economia – l’ingresso nel G20 sancito dal 2008, di cui l’Arabia Saudita ha tenuto la Presidenza nel 2020.

Nel quadro di cooperazione regionale si è risolta con il vertice GCC di Al Ula di gennaio 2021 la crisi con il Qatar avviata nel 2017 dai Paesi del Quartetto composto da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto. A seguito del vertice di Al Ula sono stati riallacciati i rapporti diplomatici, ripristinate le vie di collegamento con il Qatar e riavviata la cooperazione economico-commerciale.

In ambito OPEC+, grazie all’Arabia Saudita, che continua a contingentare la sua produzione di barili, la quotazione del Brent nel corso del primo semestre 2021 si è assestata sui 60 dollari al barile, risalendo dal netto calo del primo semestre 2020, quando è scesa fin sotto i 30 dollari, a causa della crisi dovuta al Covid.

Il principale problema che attanaglia la sicurezza nazionale saudita rimane il conflitto in Yemen, dove, nonostante gli sforzi diplomatici promossi dalle Nazioni Unite, continua il confronto militare tra i ribelli Houthi, che controllano la parte nord-occidentale del Paese, ed il legittimo Governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale. In risposta al sostegno offerto da Riad al governo legittimo, gli Houthi continuano a lanciare missili e droni sul territorio saudita, bloccati dalla contraerea ma la cui detonazione produce la caduta di detriti, talvolta anche su aree urbane.

Ultimo aggiornamento: 11/05/2021
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