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Relazioni internazionali (COREA DEL SUD)

Forte degli eccezionali risultati conseguiti negli ultimi quaranta anni in campo economico e commerciale, la Corea del Sud ha posto in essere con determinazione un’azione intesa a far acquisire al Paese un maggior ruolo sulla scena internazionale. Cio’ è principalmente avvenuto attraverso la presenza crescente nei principali fori internazionali, un aumentato impegno nella cooperazione allo sviluppo, un importante contributo alle operazioni di pace delle Nazioni Unite, iniziative mirate della Comunità internazionale come il contrasto alla pirateria sulle coste della Somalia e, in ambito proliferazione nucleare, l’organizzazione dell’edizione 2012 del Vertice sulla Sicurezza Nucleare.

Il secondo mandato da Segretario Generale ONU di BAN Ki-moon e la nomina del coreano-americano Jim KIM alla Presidenza della Banca Mondiale hanno contribuito a manifestare in modo tangibile il nuovo status della Corea del Sud sul piano internazionale, mentre una “diplomazia della difesa” ha condotto la Corea del Sud a partecipare a ben 8 operazioni di mantenimento della pace e della sicurezza internazionale (PKO) in ambito ONU.

Il programma del Presidente MOON in politica estera e' particolarmente concentrato sulle problematiche della Penisola coreana e vede da un lato il continuo sostegno alle posizioni di Stati Uniti e Giappone per quanto riguarda la denuclearizzazione della Penisola - da attuarsi anche con la rigida applicazione delle sanzioni internazionali (e nazionali) nei confronti di Pyongygang. Al contempo, MOON ha sempre dato disponibilita' a mantenere aperto un canale di dialogo con il Nord. Seoul, in tale contesto, ha colto immediatamente l'occasione di dialogo offerta dal leader nordcoreano riguardo la partecipazione degli atleti di Pyongyang ai Giochi Olimpici invernali di PyeongChang, con l'auspicio di poter allargare l'agenda olimpica anche a tematiche quali gli incontri delle famiglie separate, le relazioni intercoreane e, eventualmente, la sospensione del programma nucleare del Nord. Ulteriori sviluppi sono stati raggiunti attraverso tre summit di cui l'ultimo tenutosi a Pyongyang nel settembre 2018 in cui si e’ discussa l’eventuale riapertura del complesso industriale di Kaesong, chiuso nel 2016 dall`allora presidente sudcoreano Park Geun-hye in ritorsione alle continue provocazioni missilistiche nordcoreane. Dopo gli incontri del 2018, tuttavia, i contatti tra Nord e Sud si sono nuovamente arrestati, anche a causa di un irrigidimento delle posizioni statunitensi e nordcoreane.

La proiezione economica e commerciale è altrettanto imponente. Fitta è la rete di accordi di libero scambio, a prescindere dalle posizioni espresse in quadro WTO.

Dopo decenni di relativa stabilità nell’Asia Pacifico, la Corea vive già ora una situazione caratterizzata da un’economia sempre più proiettata verso la Cina e un sistema di difesa e di alleanze ancora fortemente orientato verso gli Stati Uniti. Il contesto regionale vede la mancanza di una cornice istituzionale comune nel Nord Est Asiatico. Le divisioni storiche, retaggio della fine della Seconda Guerra Mondiale e della colonizzazione giapponese in Estremo Oriente, hanno finora impedito l’avvio di un processo di riconciliazione tra il Giappone da una parte e, dall’altra le due Coree e la Cina.

La penisola coreana, con la sua divisione tra il Nord e il Sud, continua ad essere l’esempio evidente della mancanza di un processo di pacificazione regionale, a cui si sono aggiunti nel corso degli ultimi anni anche gli episodi legati alle controversie marittime, che si estendono anche all’area del Sud Est Asiatico. In tale contesto, continua la pressione statunitense, soprattutto con la nuova Presidenza Biden, per una distensione tra Tokyo e Seoul, visti entrambi come alleati indispensabili per controbilanciare il peso della Cina nella regione e fronteggiare le minacce di Pyongyang. 

Ultimo aggiornamento: 24/05/2021