Relazioni internazionali (IRAN)
Gli anni di blocco hanno comportato limiti nelle relazioni con i Paesi occidentali, fase che l’Iran guidato da Rouhani aveva iniziato a superare dopo la conclusione del Joint Comprehensive Plan of Action (JCPoA) firmato nel 2015 con Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Germania, Russia, Cina e UE, che prevedeva la progressiva abolizione delle sanzioni in vigore contro l’Iran motivate dalle attività del Paese in ambito nucleare. Nel 2018, il Presidente degli Stati Uniti Trump aveva annunciato la decisione di recedere dal JCPoA e il conseguente ripristino delle sanzioni secondarie americane, colpendo pressoché tutti i settori (tra cui quelli chiave dell'economia del Paese), con il successivo progressivo distacco iraniano dalla lettera dell’Accordo nucleare. Ulteriori sanzioni all’Iran sono state introdotte da parte dell’Unione Europea negli anni successivi, anche nel quadro della cooperazione militare tra Iran e Federazione Russa in concomitanza con la guerra di aggressione russa contro l’Ucraina.
Nel 2025 si è assistito a un rilancio dei colloqui sul nucleare con gli USA, con lo svolgimento di cinque tornate negoziali mediate dall’Oman, due delle quali ospitate a Roma. Tuttavia, in seguito alla “guerra dei 12 giorni” del giugno scorso tra Iran e Israele (che ha portato alla cancellazione del sesto round, inizialmente previsto a Mascate per il 15 giugno), i colloqui appaiono attualmente in fase di stallo. Nel settembre 2025, le sanzioni onusiane venute meno con il JCPoA sono state re-introdotte in seguito all’attivazione da parte dei tre Paesi europei membri dell’Accordo del cd. “meccanismo di snapback”, la cui legittimità non è mai stata riconosciuta da parte iraniana. Il 18 ottobre scorso è scattato il cd. “Termination Day” del JCPoA.
Sul piano regionale, il cessate-il-fuoco tra Iran e Israele ha riaperto una stagione di particolare incertezza, in un contesto che, con la crisi a Gaza, era già caratterizzato da elevata instabilità (negli anni scorsi si è assistito a una recrudescenza di attacchi verso il personale militare iraniano e i gruppi alleati di Teheran nei Paesi della regione, nonché ad attacchi da parte di milizie filo-iraniane a postazioni statunitensi nell’area). In tale contesto, Teheran prosegue la “politica del buon vicinato”, puntando a mantenere saldi i legami, anche in ambito economico-commerciale, con i Paesi vicini (in particolare, Turchia e Iraq) e continua a cementare le tradizionali relazioni con Cina e Russia. La posizione di Teheran resta centrale nell’ambito di tutte le crisi regionali. In considerazione delle ingenti risorse energetiche, l’Iran è in prima fila anche in ambito OPEC e politicamente continua ad esercitare un’influenza importante nella regione anche nel quadro delle Organizzazioni internazionali tra i Paesi dell’area.



