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Quadro macroeconomico (SERBIA)

Nonostante la recessione nei principali Paesi UE, i fondamentali macroeconomici della Serbia si mantengono in buono stato. Secondo i dati preliminari dell'ente statistico serbo, il PIL della Serbia ha registrato una decrescita dell'1,1% nel 2020 (per il FMI dell'1,5%) e la previsione e' di un pronto rimbalzo al +6% nel 2021 (+5% per il FMI). Un impatto determinante per la tenuta dell'economia e in particolare del settore privato lo hanno avuto i programmi di aiuti pubblici. Belgrado ha messo in campo un piano da 5,8 miliardi di euro nel 2020, misura equivalente al 12,5% del PIL, a sostegno di imprese e cittadini. Per il 2021 e' stato invece gia' annunciato un pacchetto da 2,5 miliardi di euro.
Per quanto riguarda le finanze pubbliche, la maggior spesa intervenuta per affrontare l'emergenza lo scorso anno ha pesato sull'indice deficit/PIL che, secondo le ultime stime, per il 2020 dovrebbe ammontare all'8,3% (+8% rispetto a quanto inizialmente preventivato in legge di bilancio 2020). La previsione governativa, condivisa dal FMI, e' comunque di un rientro al 3% gia nel 2021.
I conti dello Stato non presentano in ogni caso, almeno nell'immediato, un campanello di allarme, in quanto lo stock di debito pubblico rimane inferiore al 60%. Anche sul fronte dell'inflazione (1,3% a dicembre, 1,6% media annua 2020), della disoccupazione (rimasta a una cifra, pari al 9% a fine del terzo trimestre 2020) e dei crediti non performing del settore bancario (3,5% a fine novembre), i dati sono piu' che incoraggianti.
Il buon andamento dell'economia serba viene confermato dal mantenimento del rating BB+ da parte di S&P e Fitch, nonostante la pandemia, e dal proseguimento degli accordi non finanziari con il FMI, come emerso dall'ultima missione condotta dagli esperti del Fondo a gennaio.

Ultimo aggiornamento: 12/02/2021