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Quadro macroeconomico (ARGENTINA)

Nel 2021 il Prodotto Interno Lordo nazionale si è attestato a 381,2 mld di euro, segnando una sostanziale ripresa rispetto al dato registrato nel corso del 2020 (345,5 mld di euro). Nell’attuale scenario, tuttavia, la ripresa della crescita economica sarà limitata dalle misure di consolidamento macroeconomico necessarie per allentare i grandi squilibri dell’Argentina. Il dato atteso, per il 2022, è pari a 393,3 mld di euro.

Nel corso del 2021 la variazione dell’indice dei prezzi al consumo è stata del 48,4%, nonostante il congelamento dei prezzi di moltissimi prodotti (tra cui quelli alimentari) imposto dal Governo nazionale per fronteggiare la crescita dell’inflazione. Per il 2022 si prevede che l’inflazione possa raggiungere un livello pari al 51,6%. L'inflazione potrebbe diminuire a partire dal 2023 a patto che si segua il programma di consolidamento concordato con il FMI. 

Nonostante il dispiegamento di sostanziali stimoli fiscali legati alle elezioni, il deficit fiscale primario si dovrebbe ridurre di oltre la metà, al 3% del PIL nel 2021. Tuttavia, questa performance riflette in gran parte l'impatto di una (presunta) tassa patrimoniale una tantum e l'inclusione dell'assegnazione globale straordinaria dei DSP (Diritti Speciali di Prelievo) del 2021 (che nel caso dell'Argentina ammontano a 4,3 miliardi di dollari, o l'1% del PIL). 

In questo contesto, mettere le finanze pubbliche su un percorso più sostenibile comporterà ancora uno sforzo fiscale significativo. Il disegno di legge di bilancio del governo prevede un deficit primario del 3,3% del PIL. Tuttavia, il bilancio è stato presentato poco prima delle elezioni di medio termine di novembre 2021 e ci si aspetta che prima delle elezioni presidenziali del 2023 si intraprenda un aggiustamento fiscale.

Sul fronte della spesa pubblica, dopo un periodo di forte espansione, si ipotizza un costante e progressivo ritiro degli aiuti legati alla pandemia, una riduzione della spesa per le pensioni un ridimensionamento dei sussidi per i servizi pubblici e tagli nei trasferimenti correnti alle Province.

Nel 2022 il debito pubblico potrebbe tornare a crescere attestandosi all’89,7% del PIL, rispetto all’87% registrato nel corso del 2021.  Il finanziamento del debito pubblico (specialmente il grande stock di debito in valuta estera) sarà una sfida enorme. Si stima che il deficit di bilancio continuerà ad essere finanziato principalmente dal denaro nel breve termine e che ci saranno ancora poche fonti di finanziamento, a medio termine, oltre al Fondo.

Sul fronte commerciale, l’interscambio dell’Argentina con il resto del mondo ha raggiunto, nel 2021, un valore pari a 116,1 mld di euro. Le esportazioni hanno raggiunto 64,7 mld di euro, mentre le importazioni hanno ratto registrare un valore pari a 51,4 mld di euro. Sempre nel 2021 la bilancia commerciale ha registrato un surplus di 15,9 mld di euro. Per il 2022 il valore degli scambi dovrebbe attestarsi a 120,9 mld di euro, con esportazioni per 66,4 mld di euro e importazioni per 54,5 mld di euro, mentre la bilancia commerciale dovrebbe far registrare un saldo positivo per 14,6 mld di euro.

Seppur continui a persistere un gender gap nell’impiego, il tasso di disoccupazione su scala nazionale è diminuito dall’11,6%, registrato nel 2020, al 9% registrato nel 2021, con una previsione di lento miglioramento anche nel corso del 2022, per il quale il dato atteso è pari all’8,7%.

I dati INDEC sulla condizione di vita relativi al secondo semestre 2021 mostrano che la popolazione al di sotto della soglia di povertà è pari al 37,3%, della quale l’8,2% è indigente. Rispetto al primo semestre del 2021 l’incidenza della povertà ha registrato una riduzione del 3,3% mentre, nel caso dell’indigenza, la diminuzione è stata pari al 2,5%.

 

Ultimo aggiornamento: 22/06/2022