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Quadro macroeconomico (SUDAN)

L'economia del Sudan ancora fatica a stabilizzarsi dopo lo shock della secessione del Sud Sudan del 2011, in seguito alla quale è venuta meno la maggior parte dei proventi derivanti dalle esportazioni di petrolio (il 75%) e oltre la metà delle entrate fiscali, e dal gennaio 2018 è entrata in una fase caratterizzata da forti spinte inflattive, volatilità del tasso di cambio, crisi di liquidità.

Continuano inoltre a pesare sulle prestazioni economiche del Paese il forte debito pubblico ed estero e un business environment in generale carente sotto gli aspetti dell'expertise, della trasparenza e della completa affidabilità. La rimozione quasi totale delle ventennali sanzioni statunitensi (avvenuta nell'ottobre 2017) tarda a riverberarsi in risultati concreti, specie per ciò che riguarda le transazioni finanziarie e la presenza di valute pesanti nel paese. Il Paese resta ancora incluso nella lista statunitense dei Paesi che supportano il terrorismo, elemento che esclude il Sudan da molti benefici finanziari a livello internazionale

Persistono inoltre rilevanti squilibri economico-finanziari e in termini di ridistribuzione del reddito, ad onta di una serie di misure governative finalizzate a riformare e stabilizzare l'economia.

Il Paese è in una complessa fase di transizione, il cui impatto sulle politiche economiche di queste Autorità resta di carattere potenzialmente destabilizzante.

Ultimo aggiornamento: 11/03/2020