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Quadro macroeconomico (VIETNAM)

Il Vietnam ha raggiunto traguardi universalmente riconosciuti in termini di stabilità macroeconomica, integrazione internazionale, riduzione della povertà (al 13%), raggiungimento dei Millennium Development Goals attraverso alti tassi di crescita non accompagnati da eccessive sperequazioni sociali, tipiche delle prime fasi di sviluppo dei paesi emergenti.

Le riforme lanciate nel 1986 e l’adesione all’OMC nel 2007 hanno avviato un processo di progressiva liberalizzazione e apertura dell’economia vietnamita, stimolando una crescita sostenuta e costante: nel primo decennio degli anni 2000 in media del 7% e oltre il 6% dal 2014 al 2019. In contrasto con il trend di lungo periodo registrato in considerazione degli effetti della pandemia Covid-19, la crescita del PIL sarà, nel 2020, del 3,3% in ragione della contrazione della domanda interna e soprattutto esterna.

Il paese è, però, riuscito a proporsi come la principale alternativa a basso costo (alla Cina) per le produzioni orientate all’export. Questa circostanza lascia prevedere un ulteriore aumento di competitività nel quinquennio 2021/2024, specialmente nei settori produttivi ad alto valore aggiunto come l’elettronica.

Il settore manifatturiero, rivolto soprattutto alle esportazioni e sostenuto dai forti afflussi di investimenti, é il motore di crescita e si coniuga con l’espansione della domanda dovuta alla crescita del reddito interno.

Nonostante la pandemia Covid-19 ed un persistente deficit primario sul fronte degli introiti il Vietnam continuerà a mantenere un surplus commerciale. Il deficit avrà una diminuzione tendenziale negli anni 2021/2024 a seguito della prevista crescita del PIL spinta da un robusto incremento dei consumi.È previsto, nel 2020, un deficit fiscale pari al 6,6% del PIL.

La popolazione è stimata in 96,5 milioni di persone. E' previsto un tasso di disoccupazione del 4,6% nel 2020; 4.2% nel 2021; 3.6% nel 2022; 3,7% nel 2023; 3,6% nel 2024). L’andamento previsto dell’inflazione sarà del 3,5% nel 2020; 2,1% nel 2021,3,6% nel 2022; 3,5% nel 2023; 3,3% nel 2024.

Sempre nel quadro di una economia controllata, una volta superata l’emergenza Covid-19 il governo tornerà a concentrarsi sull’incentivazione degli investimenti esteri diretti e la ristrutturazione delle imprese statali. Il decreto 126 ha reso meno stringenti le restrizioni sugli investitori strategici che intendano acquisire almeno il 10% di un'azienda. È previsto un incremento degli investimenti pubblici per contrastare gli effetti depressivi della pandemia Covid-19. Secondo l'Agenzia per gli investimenti esteri (FIA), gli investimenti esteri diretti sono stati pari, nel 2019, a 38,02 miliardi di euro con un incremento percentuale su base annua del 7,2%.

Il Vietnam continuerà a registrare surplus della bilancia commerciale (con una possible contrazione negli anni 2021/2022 e una ripresa nel biennio successivo). È ipotizzabile che la continua crescita di tale avanzo commerciale possa generare tensioni sugli scenari internazionali nel 2021.

L'Ufficio di Statistica Generale del Vietnam ha pubblicato i dati sul commercio, che mostrano come il valore delle esportazioni nel 2020 sia aumentato dello 0,3% rispetto all’anno precedente, ma una ripresa completa degli scambi non avverà prima del 2021/2022. La crescita delle esportazioni è stata trainata principalmente da computer e parti elettroniche (esclusa la telefonia), al contrario si sono registrate flessioni in fattori come il tessile, manufatturiero e calzaturiero .I principali partner commerciali sono risultati essere: Cina, Stati Uniti, Giappone, Sud Corea e Germania.

L’azione volta ad aumentare la trasparenza delle procedure e modernizzare l'economia mediante la semplificazione delle pratiche e riduzione degli obblighi può portare secondo stime ufficiali ad un risparmio di oltre 320 milioni di dollari. Obiettivo di tale riforma burocratica sono i 24 ministeri e le 63 province del Vietnam.

Ultimo aggiornamento: 11/12/2020