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Quadro macroeconomico (FILIPPINE)

L’economia delle Filippine registra, negli ultimi anni, un tasso medio di crescita tra i più alti del Sud-Est Asiatico. Nel 2018, il PIL è cresciuto del 6,2%. La Banca Mondiale stima una crescita del 6,4% nel 2019 e del 6,5% nel 2020-2021, stimolata da investimenti pubblici,  un aumento dei consumi ed una crescita dei flussi delle rimesse estere.

Grazie agli sforzi per migliorare la gestione fiscale, il debito pubblico è mantenuto sotto controllo, restando invariato tra il 2016 e il 2017 (42,1% del PIL) e scendendo al 41,6% del PIL nel 2018.

Un elemento di vulnerabilità è rappresentato dal crescente deficit delle partite correnti (stimato al 2.4% del PIL per il periodo 2019-2021) e fattori esterni, fra cui la guerra commerciale fra Cina e Stati Uniti.

Nell’ultimo decennio, l’economia nazionale si è dimostrata resiliente agli shock economici globali, anche grazie alla crescita dei consumi interni. In questo frangente, sono particolarmente importanti le rimesse degli oltre 10 milioni di emigrati (equivalenti a circa 30 miliardi di dollari annui, il 10% del PIL nazionale).

Le Filippine possiedono, inoltre, dei vantaggi comparati rispetto ai partner regionali per quanto concerne l’attrazione degli investimenti esteri: una manodopera numerosa, qualificata ed a basso costo; la conoscenza diffusa della lingua inglese; gli incentivi offerti dalle zone economiche esclusive. Ad esempio, il Paese ha sviluppato una capacità di livello internazionale nel settore del Business process outsourcing (BPO - call center ed altri servizi all’impresa), che ammonta a circa il 10% del PIL. Insieme alle rimesse estere, il settore BPO è la principale fonte di percezione di valuta estera per il paese. Inoltre, nei prossimi anni, si prospetta che il settore diventi la componente più importante del PIL delle Filippine.

 

Ultimo aggiornamento: 13/04/2021