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Quadro macroeconomico (OMAN)

A luglio 2025, l’agenzia Moody’s ha aggiornato l’outlook del Sultanato a “stabile” migliorando la valutazione da “Ba1” a “Baa3”. Standard & Poor dal canto suo ha mantenuto il rating del debito sovrano a BBB-, con outlook stabile, e a dicembre 2025 Fitch ha aggiornato la propria valutazione da BB+ a BBB-, con outlook stabile. 

Grande attenzione e’ riservata alla sostenibilita’ del bilancio. Resta quindi prioritaria la riduzione del debito pubblico, attestatosi a poco piu' del 30% del PIL a meta’ del 2025 (in calo del 2% rispetto all’anno precedente), rispetto al picco del 70% registrato nel 2020, con conseguente riduzione dell’onere del servizio del debito (-12,9% rispetto al 2024). Per il 75%, esso risulta detenuto da creditori esteri, denominato per la quasi totalita’ in dollari (95%). Vi e’ altresi’ una ampia presenza di Eurobonds, pari al 62% del portfolio di debito estero. Significativamente, appena l’8% dei titoli di debito nel portfolio del Governo e’ legato a un tasso di interesse variabile, contribuendo alla stabilita’ dei conti. A meta’ del 2025, i fondi raccolti dal Governo provenivano per il 53% da creditori esterni, per il 31% da creditori interni e per il 16% dalle riserve.

Le prudenti politiche di bilancio hanno portato risultati concreti. Ad ottobre 2025 la crescita del PIL reale nel 2024 è stata pari all’1.7%, con previsioni per il 2025 e 2026 rispettivamente al 2.9% e 4%. L’inflazione nel 2024 si è attestata allo 0.6% e le previsioni per il 2025 e 2026 la indicano rispettivamente allo 0.9% e 1.5%.

A questo proposito, ai fini dell’elaborazione del budget 2025, e’ stato preso in considerazione un prezzo del barile pari a 60$ (in linea con il budget precedente, ma ritenuta una stima cauta considerati gli attuali valori di mercato), a conferma dell’approccio prudente che si continua a seguire in sede di politica economica.

L’Oman resta  dipendente dagli idrocarburi (72% del totale delle entrate) e la diversificazione economica, pur portata avanti con costanza, procede con lentezza, esponendo il Paese alle fluttuazioni del mercato internazionale. Nella prima meta’ del 2025 infatti, per effetto del ridotto export di idrocarburi, le esportazioni si sono contratte del 9,5% rispetto all’anno precedente (trainate da una contrazione del 16% dell’export di petrolio), in parte compensato da un aumento del 9,1% delle esportazioni non legate agli idrocarburi. Allo stesso tempo, le importazioni sono cresciute del 5,1% rispetto all’anno precedente, benche’ la bilancia commerciale resti stabilmente in attivo.

L'Oman ha un accordo di liberto scambio con gli Stati Uniti, che garantisce ai beni statunitensi l'ingresso nel Paese in esenzione fiscale quasi totale, fatta eccezione per la tassa sul valore aggiunto (5%). Nonostante questo, nell'aprile 2025 il Sultanato e' stato interessato dall'imposizione generalizzata, da parte di Washington, di una tariffa del 10% per tutti i prodotti in entrata negli USA. Malgrado questo, l'esportazione di prodotti omaniti verso gli USA resta piu' agevole rispetto ad altri Paesi, in quanto la tariffa generale imposta risulta sensibilmente piu' bassa rispetto a quella che ha interessato altri Paesi, inclusa l'UE e la Cina.   

A seguito del conflitto tra USA-Israele e Iran, l'Oman (dotato di uno sbocco diretto sull'Oceano Indiano non soggetto allo stretto di Hormuz) ha potuto giovare dell'aumento dei prezzi energetici, sebbene di converso sia penalizzato dalla riduzione dei flussi turistici per via delle tensioni regionali. Si registrano limitate spinte inflazionistiche, non uniformemente distribuite sul territorio nazionale. Il settore immobiliare da inoltre segni di dinamismo, effetto degli investimenti stranieri in cerca di un "porto sicuro".

 

Ultimo aggiornamento: 20/05/2026