Quadro macroeconomico (ERITREA)
Secondo le stime dell’Osservatorio Economico MAECI (aggiornato al 2026), il PIL reale si attesta su € 2,7 miliardi e il PIL pro capite su $ 824. Nel 2026, la crescita del PIL reale è stimata al 3,5%, sostenuta principalmente dall’aumento della produzione di rame e oro. Il settore minerario, che secondo la Banca Mondiale rappresenta circa il 20 % del PIL nazionale, ha contribuito in maniera determinante alla crescita economica del Paese, grazie anche all’aumento dei prezzi dei metalli a livello mondiale. Parallelamente, il settore agricolo, che incide per circa il 17 % del PIL (UNDP, 2023), continua a rivestire un ruolo rilevante, sebbene fortemente esposto alle fluttuazioni climatiche. L’inflazione ha proseguito la propria traiettoria discendente, attestandosi al 4,5 % nel 2025 (Osservatorio Economico, 2026). Il Paese ha mantenuto un ampio avanzo delle partite correnti, ulteriormente migliorato grazie all’aumento dei prezzi globali dei metalli, in un contesto di severi controlli sulle importazioni e sui movimenti di capitale. Il prezzo internazionale dell’oro ha raggiunto i massimi da decenni, con un incremento del 27 % nel 2025 (Banca Mondiale, 2025) e una crescita del 42% prevista per il 2026 (Banca Mondiale, 2026). Ciò si verifica in un quadro di elevata avversione al rischio e di crescenti tensioni geopolitiche e contribuisce ad accrescere i ricavi da esportazione verso i mercati esteri. L’aumento delle quotazioni di zinco e rame ha ulteriormente rafforzato i proventi derivanti dalle esportazioni minerarie, con ricadute positive sulle entrate pubbliche.
Dopo un’interruzione dei rapporti nel 2020, l’Eritrea ha avviato, nel 2023, un processo di progressivo riavvicinamento ad alcune istituzioni finanziarie internazionali e di rilancio di alcune relazioni bilaterali con altri Paesi. La Banca Africana di Sviluppo sta finanziando vari progetti, tra cui la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 30 MW a Decamerè (nel sud del Paese), la cui conclusione è prevista entro il 2027.
La Repubblica Popolare Cinese rappresenta il principale partner economico del Paese, con una presenza rilevante nei settori minerario e infrastrutturale. Esempio è il ruolo cinese nella miniera di potassio di Colluli, uno dei giacimenti più estesi e facilmente sfruttabili al mondo, che potrebbe contribuire fino al 10 % del PIL una volta avviata la produzione nel 2027.
Il ruolo dell’Italia è in fase emergente grazie alla firma, a luglio 2025, di un Piano d’azione per la cooperazione bilaterale. Inserito all’interno del quadro del Piano Mattei, esso prevede le seguenti aree di collaborazione: energia, estrazione mineraria, infrastrutture, agricoltura e settore ittico, turismo, sviluppo del capitale umano e cultura e sport.



