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Politica interna (ISLANDA)

L'Islanda è una repubblica parlamentare in cui il potere legislativo è esercitato da un Parlamento unicamerale (Althing), i cui 63 membri vengono eletti ogni quattro anni secondo un sistema proporzionale. Il potere esecutivo è esercitato da una compagine governativa sostenuta dalla maggioranza parlamentare e presieduta dal Primo Ministro, che è formalmente nominato dal Presidente della Repubblica. Quest'ultimo è eletto dai cittadini e ha compiti principalmente cerimoniali, ma detiene anche il potere di mettere il veto su una legge approvata dal Parlamento e di sottoporla a referendum popolare. Il potere giudiziario è esercitato da un sistema indipendente di otto corti distrettuali, le cui decisioni possono essere impugnate in secondo grado presso la Corte d'Appello, e in terzo grado presso la Corte Suprema.

Il Presidente della Repubblica è l'imprenditrice Halla Tómasdóttir, eletta il 1 giugno 2024 con una maggioranza del 34,3% dei voti. Persona che si qualifica come al di sopra della politica di partito, Tómasdóttir è interessata ad aprire discussioni su questioni come l'effetto dei social media sulla salute mentale dei giovani, lo sviluppo dell'Islanda come destinazione turistica e il ruolo dell'Intelligenza Artificiale. L'esecutivo è invece presieduto dal Primo Ministro Kristrún Frostadóttir, a capo della coalizione di ispirazione riformista uscita vincitrice dalle elezioni politiche tenutesi il 30 novembre 2024 e formata dall'Alleanza Socialdemocratica, dal Partito Liberal Riformista e dal Partito del Popolo.

Temi prioritari dell'agenda politica del Governo sono la stabilizzazione dell'economia, tramite il combinato abbassamento dell'inflazione e dei tassi d'interesse, e la gestione responsabile delle finanze pubbliche, essenziale per accompagnare la crescita economica. Nella visione della coalizione, quest'ultima dev'essere imperniata su un più efficiente sfruttamento, sia pubblico che privato, del turismo e della pesca, i due settori principali dell'economia islandese. Tra le misure chiave del programma governativo rientrano inoltre l'implementazione di nuove politiche abitative (uno dei temi più sensibili e dibattuti nel Paese), la realizzazione di nuove infrastrutture per il trasporto stradale e la promozione della lingua islandese. Per quanto concerne le tematiche ambientali, il Governo conferma l'obiettivo di  trasformare l'Islanda in un'economia "carbon neutral" entro il 2040, dare piena attuazione agli Accordi di Parigi e mitigare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici, rafforzando al contempo le infrastrutture energetiche e semplificando i processi autorizzativi legati allo sfruttamento del geotermico. Sul fronte del welfare, l'esecutivo mira infine ad elevare il livello dell'esenzione fiscale per le persone fisiche, ad introdurre nuovi strumenti di sostegno sociale e ad attuare una revisione del sistema pensionistico.

Sul piano delle relazioni con l'Unione Europea, che nell'ultimo decennio hanno visto prevalere l'opzione euro-scettica, che considera gli interessi dell'Islanda meglio tutelati al di fuori della UE, il Governo ha annunciato l'intenzione di indire un referendum avente ad oggetto la ripresa dei negoziati di adesione, interrotti unilateralmente da Reykjavik nel 2013. Si tratta di una decisione presa alla luce del rilevante mutamento degli scenari internazionali cui il Paese ha assisitito negli ultimi anni.

Ultimo aggiornamento: 06/01/2025