Politica interna (GERMANIA)
Dopo la seconda guerra mondiale e fino agli anni '80 del secolo scorso, il sistema politico tedesco è stato imperniato sulla presenza di tre partiti principali: il partito dei Cristiano Democratici (Unione CDU/CSU), presente in tutta la Germania con il nome di Unione Cristiano Democratica (CDU), e in Baviera come Unione Cristiano Sociale (CSU); il partito socialdemocratico (SPD), che vanta una lunga storia risalente alla seconda metà del 1800; il partito liberal-democratico (FDP), che fa parte della famiglia dei partiti liberali europei. Con l’affermazione, negli anni ’80, del partito ecologista dei Verdi (ridenominato dopo la riunificazione Verdi/Alleanza ’90) e, dopo il crollo del muro di Berlino, di nuove formazioni di sinistra aggregatesi prima intorno alla sigla PDS (Partito del socialismo democratico, successore del Partito Socialista Unitario della DDR, SED) e poi nel movimento Die Linke (ora scissosi dopo la fuoriscita della sua esponente più nota, Sahra Wagenknecht, che ha fondato l’associazione Bündnis Sahra Wagenknecht- For Reason and Justice), si è sviluppato un sistema con cinque partiti. Nel corso delle elezioni federali del 2017 il panorama parlamentare si è esteso anche al partito di destra Alternative für Deutschland (AfD). Quest'ultima, dopo le lezioni del febbraio 2025, e' diventata secondo partito a livello federale, raggiungendo il numero di 152 seggi (quasi il doppio degli 83 seggi delle elezioni 2021), subito dietro ai 164 seggi conquistati dalla CDU/CSU. In particolare l'AfD e' risultata prima forza politica in tutti i Länder della Germania orientale. Nelle ultime elezioni politiche del 23 febbraio 2025, la CDU/CSU ha numericamente vinto, di misura, le elezioni con 22,6% (+3,6% rispetto al 2021), cui si somma il 6% della CSU (+0,8% rispetto al 2021), ma e' stata incalzata dall'AfD con il 20,8% (con un +10,4%% rispetto al 2021). La SPD, con il 16,4%, ha subito un calo molto significativo, di quasi il 10% rispetto al 2021, ed ha perso 86 seggi, passando dai 206 del 2021 a 120 seggi. I Verdi hanno subito una diminuzione piu' contenuta del -3,6% (da 14,7% del 2021 a 11,6% del 2025) e una diminuzione da 118 a 85 seggi. Quanto alle formazioni minori, la Linke ha avuto una buona affermazione, passando dal 4,9% del 2021 all'8,8% del 2025 e da 39 a 64 seggi, mentre l'FDP non ha conquistato nessun seggio (erano ben 91 nel 2021) e il Bündnis Sahra Wagenknecht ha ottenuto un solo seggio. Dopo negoziati durati circa due mesi, l'8-9 aprile 2025 e' stato annunciato l'accordo programmatico tra CDU/CSU e SPD e il nuovo esecutivo si e' insediato il 6 maggio 2026, dopo il passaggio parlamentare al Bundestag. Con le elezioni del febbraio 2025 e' contnuato il ridimensionamento dei tradizionali partiti di massa tedeschi, accompagnato dalla forte ascesa dell'AfD. L'Esecutivo è attualmente composto come segue:
Cancelliere federale, Friedrich Merz (CDU)
Vice Cancelliere e Ministro dell’e Finanze, Lars Klingbeil (SPD)
Ministro dell’Interno, Alexander Dobrindt (CSU)
Ministro degli Esteri, Johann Wadephul (CDU)
Ministra dell'Econoia ed Energia, Katherina Reiche (CDU)
Ministra della Giustizia e Tutela dei Consumatori, Stefanie Hubig (SPD)
Ministra del Lavoro e degli affari sociali, Bärbel Bas (SPD)
Ministro della Difesa, Boris Pistorius (SPD)
Ministro dell’Agricoltura, dell’Alimentazione e dell'Identita' regionale, Alois Rainer (CSU)
Ministra dell'Istruzione, della famiglia e della gioventù, Karin Prien (CDU)
Ministra della Ricerca, della Tecnologia e dello Spazio, Dorothee Bär (CSU)
Ministra della Salute, Carsten Linnemann (CDU) (in carica a partire dal 29 luglio 2026)
Ministro dei Trasporti, Steffen Bilger (CDU) (in carica a partire dal 29 luglio 2026)
Ministro dell'Ambiente, della Protezione del Clima e della Sicurezza nucleare, Carsten Schneider (SPD)
Ministra per la Cooperazione economica e lo Sviluppo, Reem Alabali- Radovan (SPD)
Ministra per l'Edilizia e lo Sviluppo cittadino, Verena Hubertz (SPD) Ministro per il Digitale, Karsten Wildberger (indip.)



