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Politica interna (FINLANDIA)

Le elezioni parlamentari del 14 aprile 2019 hanno visto l’affermazione di misura del Partito Socialdemocratico (PSD, primo con il 17,73% dei voti), con un vantaggio minimo su Veri Finlandesi (17,48%) e i liberal-conservatori di Kookomus (Partito della coalizione nazionale, 17%). Seguono il Partito di Centro (sceso al 13,8 %), i Verdi (11,5%), l'Alleanza di Sinistra (8,17%), il Partito cristiano-democratico (3,9%) ed il Partito della minoranza svedese (4,5%). Complessi negoziati politici hanno quindi condotto alla formazione di una coalizione eteroclita di centro-sinistra composta da PSD, Centro, Verdi, Alleanza di Sinistra e Partito della minoranza svedese. Una maggioranza composita che, se in politica internazionale si pone in continuita’ con i precedenti Governi di centro-destra, in ambito domestico si propone di favorire una nuova centralità dello Stato sociale, di intensificare l'impegno ambientalista (la Finlandia si impegna a divenire ''carbon-free'' entro il 2035) e di propiziare la ripresa degli investimenti nell'istruzione pubblica e nella ricerca. Espressione di questa maggioranza e’ stato dapprima il Governo di Antti Rinne, rimasto tuttavia in carica per un solo semestre: nel dicembre 2019, infatti, la maldestra gestione di uno sciopero delle Poste finlandesi ha portato ad una crisi politica culminata con le dimissioni dello stesso Primo Ministro. In esito alla crisi, le dirigenze dei cinque partiti della coalizione di maggioranza hanno quindi deciso di affidare la presidenza del governo alla prima vice-presidente del partito socialdemocratico e gia’ Ministra dei Trasporti, Sanna Marin, il cui Governo si e’ insediato il 10 dicembre 2019. 

L'esecutivo ancora prima di nascere aveva già destato forte attenzione mediatica non solo per la giovane età della premier 35enne, ma anche per il fatto che si fonda su una coalizione interamente "rosa", essendo donne, e giovani, anche le leader degli altri quattro partiti di maggioranza: presidente del partito di Centro è infatti Annika Saarikko; alla guida dei Verdi è Maria Ohisalo; leader dell'Alleanza di Sinistra è Li Andersson; il Partito Svedese è infine guidato da Anna-Maja Henriksson.

Quanto alla composizione della squadra di governo, vengono puntualmente confermati gli equilibri dell'esecutivo Rinne. Oltre ad esprimere il Primo Ministro, il partito socialdemocratico mantiene la titolarità del Ministero per l'Europa, alla cui guida viene confermata Tytty Tuppurainen ed alla quale viene ora affidata anche la gestione delle Partecipazioni Statali, sottratta alla Ministra Sirpa Paatero, che viene per contro reintegrata alla guida del Dicastero per l'Amministrazione locale. Sanna Marin è stata sostituita al Ministero per i Trasporti e le Comunicazioni da Timo Harakka, che lascia il Ministero del Lavoro all'ex vice-speaker del Parlamento, Tula Haatainen. Resta invariata la compagine di governo per quanto riguarda le componenti dei Verdi (che mantengono Pekka Haavisto agli Esteri, Maria Ohisalo all'Interno e Krista Mikkonen all'Ambiente), dell'Alleanza di Sinistra (dove Li Andersson mantiene l'Istruzione e Aino-Kaisa Pekonen gli Affari sociali e sanitari) e del Partito Svedese (con Anna-Maja Henriksson e Thomas Blomqvist confermati rispettivamente a Giustizia e Cooperazione nordica e la Parità). Dal giugno 2020 il Ministero delle Finanze e' affidato all'ex Presidente del Parlamento, Matti Vanhanen.

Ultimo aggiornamento: 14/04/2021