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Politica interna (TURKMENISTAN)

Alle elezioni del 12 marzo 2022 è stato eletto il presidente Serdar Berdimuhamedow, confermando la linea di continuità rispetto alla gestione paterna del potere e il consolidamento di un sistema fortemente verticistico. Le elezioni si sono svolte in un contesto di opacità politica e di assenza di veri candidati alternativi, ponendo le basi per un ulteriore rafforzamento personalistico del potere.

Nel 2023 è stato organizzato il Consiglio del Popolo (Halk Maslahaty), la camera alta del Parlamento, sotto la guida di Gurbanguly Berdimuhamedow, padre dell'attuale Presidente e suo predecessore.

Le riforme promesse in ambito di istruzione, sanità e infrastrutture hanno trovato parziale applicazione, anche se spesso sono state ostacolate da inefficienze sistemiche, rigidità burocratiche e pratiche clientelari.

L'intensificarsi dei legami con alcuni attori regionali e con la Cina ha favorito investimenti in settori strategici (istruzione, sanità), ma i benefici derivanti sono arrivati in modo disomogeneo alla popolazione, con grandi svantaggi per quella rurale.

In campo politico, non si registrano aperture significative in materia di diritti civili e politici. L'attuale sistema rimane all'incirca uguale rispetto a quello dei predecessori, fondato su un rigido controllo sociale e sull'assenzia di pluralismo reale. Nonostante vengano riconosciuti tre partiti (Partito Democratico del Turkmenistan, Partito degli Industriali e degli Imprenditori, Partito Agrario) non si può parlare di pluralismo politico dal momento che essi operano nei confini tracciati dalla Presidenza. L'opposizione in esilio è l'unica voce critica, spesso oggetto di campagne diffamatorie.

Nonostante nel 2023 sia stato varato un nuovo pacchetto normativo per la riforma dell'amministrazione pubblica e la promozione della trasparenza, mancano ancora strutture di controllo indipendenti e meccanismi efficaci di accountability. La seguente revisione della legge sulla stampa e sulla libertà di informazione, avvenuta con l'assistenza formale dell'OSCE, ha introdotto alcuni principi ammodernatori. Persiste comunque la censura in modo diffuso e il settore dei media è fortemente sotto il controllo statale. Anche l'accesso a internet viene spesso limitato con blocchi dei social network e di siti d'informazione esteri.

Il quadro dei diritti umani resta critico. Le limitate riforme del sistema giudiziario e penitenziario, tra cui la riapertura selettiva alle ispezioni internazionali, non hanno inciso sulle condizioni di detenzione o sulle pratiche arbitrarie delle forze di sicurezza.

Permangono gravi violazioni circa la libertà d'espressione, di associazione e di religione. La situazione dei gruppi religiosi non registrati, in particolare dei Testimoni di Geova e di altre minoranze, continua a essere problematica, nonostante alcuni segnali positivi tra cui il rinnovo della registrazione della Chiesa Cattolica.

La corruzione è tutt'ora una delle principali sfide sistemiche: nel ranking di Transparency International del 2024, il Turkmenistan si è collocato al 165° posto su 180 Paesi.

In materia di contrasto del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo sono un vigore degli strumenti legislativi dal 2010, la cui applicazione però è decisamente limitata. L'impegno nella lotta al narcotraffico, pur rafforzato da una certa cooperazione transfrontaliera con Iran e Uzbekistan, manca di una concreta capacità operativa e di trasparenza nelle attività repressive.

Ultimo aggiornamento: 24/07/2025