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Politica interna (HONG KONG)

Hong Kong e' una Regione Amministrativa Speciale della Repubblica Popolare Cinese e, come tale, gode di un alto grado di autonomia. L'ordinamento giurisdizionale di Hong Kong e' infatti svincolato da quello della Cina continentale e continua a fondarsi sui principi di Common Law ereditati dalla tradizione giuridica britannica. Secondo la Basic Law, la mini-costituzione di Hong Kong, la citta', ove vige un sistema economico liberista e sono garantiti diritti e liberta' non riconosciuti nel resto della Cina, e' destinata a mantenere il suo status fino al 2047.

Il sistema di governo della RAS poggia su tre organi principali: il Consiglio Legislativo (LegCo), il Chief Executive (che guida l'Esecutivo) e la Magistratura.

Il potere del LegCo si sostanzia nell'approvazione dei disegni di legge presentati dall'Esecutivo, nel voto sul bilancio e in attivita' d'indirizzo e controllo sul Governo. In esso, composto attualmente da 70 membri, si confrontano due grandi schieramenti:

a) Il Filo-governativo, che controlla 43 seggi. Lo schieramento di maggioranza, tradizionale sostenitore delle grandi lobby economiche della citta', mira a conservare l’attuale assetto di potere.

b) Il Pan-democratico, composto da 24 deputati, i cui maggiori Partiti sono impegnati in favore di una piena democratizzazione e della difesa dei tradizionali core values di Hong Kong (stato di diritto e rispetto delle liberta' fondamentali). L'11 novembre scorso, tuttavia, per protestare contro l'espulsione di quattro deputati ritenuti responsabili di sostenere e promuovere l'indipendenza di Hong Kong dalla Cina, l'intera opposizione ha deciso di abbandonare il LegCo, i cui lavori sono oggi presieduti esclusivamente dallo schieramento di maggioranza.

Tale assetto e' tuttavia destinato a mutare in profondita'. A fine marzo, il Comitato Permanente dell'Assemblea Nazionale del Popolo ha infatti approvato la riforma del sistema elettorale, che prevede un incremento dei legislatori da 70 a 90 a partire dal prossimo rinnovo parlamentare, in programma a fine anno. 40 di essi saranno scelti dal Comitato Elettorale che presiede alla designazione del Chief Executive, 30 dai cosiddetti "collegi funzionali" in rappresentanza delle categorie professionali locali, mentre solo 20 saranno eletti col metodo proporzionale e a suffragio universale diretto nei cosiddetti "collegi geografici". Per poter correre alle elezioni, ogni candidato sara' inoltre esaminato da una commissione e da un comitato di revisione incaricati di valutarne l'eleggibilita'.

A capo del potere esecutivo siede il Chief Executive, la cui nomina, ratificata da Pechino, e' frutto della designazione di un Comitato Elettorale di 1.200 membri, tra cui rappresentanti delle varie categorie professionali, membri del LegCo e deputati di Hong Kong in seno al Parlamento cinese.

L'attuale leader dell'Amministrazione e' la signora Carrie Lam. Nel giugno 2019, l'Amministrazione Lam ha approvato un contestato disegno di legge sull'estradizione verso la Cina e verso altri Paesi con cui Hong Kong non ha stipulato specifici accordi, che ha precipitato il territorio in uno stato di forte tensione sociale, sfociata spesso in manifestazioni piu' o meno pacifiche e in scontri tra dimostranti e forze di polizia. Come reazione alle rivendicazioni indipendentiste di una frangia dei manifestanti e per ripristinare il controllo sulla citta', il 30 giugno 2020 il Comitato Permanente dell'Assemblea Nazionale del Popolo ha approvato la nuova legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong. Le nuove disposizioni sono state pensate per realizzare un apparato di sicurezza ad hoc che prevenga, sopprima e persegua atti di sovversione, separatismo, terrorismo e collusione con Paesi esteri, che diventano cosi' reati punibili con pene che possono arrivare fino all'ergastolo. Il provvedimento legittima inoltre la presenza delle autorita' cinesi nell'ex colonia britannica e ne riconosce l'esclusiva competenza per le questioni piu' sensibili in materia di sicurezza nazionale. Secondo molti osservatori, la legge mina alla base lo spazio di manovra dei movimenti di protesta e, assieme alla riforma del LegCo, rischia di mettere in discussione la liberta' di espressione delle istanze politiche pro-democrazia, oltre che l'indipendenza della magistratura.

Ultimo aggiornamento: 02/04/2021