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Politica interna (COREA DEL SUD)

A partire dalla fine degli anni ‘80, il sistema politico si è gradualmente evoluto in una compiuta democrazia. Nel 1997, la Corea è entrata a pieno titolo tra i Paesi membri dell’OCSE e nel 2010 ha aderito al Comitato Aiuto Pubblico allo Sviluppo (DAC) della medesima organizzazione parigina, marcando anche in tal modo il passaggio da Paese ricevente a Paese donatore di aiuti allo sviluppo. Permane una situazione di conflitto con la Corea del Nord (cristallizzata dall’Armistizio di Panmunjom del 1953), che condiziona la sicurezza nella penisola, incidendo talvolta anche su alcuni aspetti dell’economia sudcoreana.

Nel 2016, la Presidente PARK è stata accusata di corruzione e abuso di potere. Allo scandalo hanno fatto seguito una serie di dimostrazioni, culminate il 9 dicembre 2016 quando l'Assemblea Nazionale ha votato per l’impeachment della stessa, sospendendola dall'incarico e nominando il Primo Ministro HWANG Kyo-ahn Presidente in carica. Il 10 marzo 2017, la Corte Costituzionale ha votato per rimuovere ufficialmente la PARK, ponendo definitivamente fine al suo mandato e annunciando nuove elezioni.

Il 10 maggio 2017, MOON Jae-in, leader del partito progressista “New Politics Alliance for Democracy” (NPAD), è stato eletto come 19° Presidente della Corea del Sud. MOON ha concluso la sua campagna ottenendo il 41,1% dei voti (13.423.800 voti), battendo con ampio margine gli altri due principali oppositori, il conservatore Hong Joon-pyo e il centrista Ahn Cheol-soo. Poiché eletto in un'elezione speciale, il suo Governo è stato inaugurato il giorno successivo alle elezioni, non godendo dei canonici 60 giorni di transizione dalla precedente amministrazione.

Obiettivo centrale di MOON nei suoi 4 anni di mandato è sviluppare una politica economica “people-oriented”, finalizzata alla redistribuzione della ricchezza nel Paese. A tal fine tre sono i punti su cui si e' concentrata l’Amministrazione: creare nuovi posti di lavoro e aumentare il reddito, eliminare le irregolarità di mercato e stimolare la crescita attraverso un incremento della spesa pubblica. Ulteriore sfida e stimolo all’occupazione e’ la politica volta all’investimento e utilizzo delle tecnologie legate all’idrogeno che il governo Moon promuove dal 2018 nel settore automobilistico e dei trasporti. Con l'emergenza coronavirus, infine, il Governo Moon ha utilizzato ingenti fondi pubblici per mantenere in funzione l'economia del Paese, evitando licenziamenti ed anzi incrementando le assunzioni nel settore pubblico. Grazie a 5 bilanci supplementari, Seoul ha contenuto le perdite ad un -1% nel 2020 e nei primi mesi del 2021 l'economia ha ricominciato a crescere. Il piano di investimenti del Governo e' stato denominato "Korean New Deal" ed al suo interno contiene un ambizioso programma di trasformazione del Paese verso un'economia piu' "environmentally friendly" (cosiddetto Green New Deal).

Al centro dell’azione governativa e’ anche la gestione delle relazioni internazionali, in particolar modo con la DPRK, verso cui MOON si è espresso in modo conciliante, sostenendo una politica di maggiore collaborazione e integrazione. Dimostrazione di questo parziale riavvicinamento sono i 23˚ Giochi Olimpici Invernali di Pyeongchang 2018, in cui le due Coree hanno sfilato e gareggiato sotto un’unica bandiera e i tre summit tenutisi nel 2018, in cui i due leader hanno convenuto di una possibile riapertura del complesso industriale di Kaesong (chiuso nel 2016) nonche’ di un progetto di collegamento tra strade e ferrovie transfrontaliere. Dal 2018 in poi, tuttavia, i progressi nel dialogo con Pyongyang si sono sostanzialmente fermati, anche a causa di un irrigidimento delle posizioni tra Washington e la DPRK.

Ultimo aggiornamento: 24/05/2021