Politica interna (BAHREIN)
A partire dal 2001, Re Hamad ha avviato un programma di riforme istituzionali, con l'obiettivo di superare il regime essenzialmente autoritario degli anni precedenti. Ad oggi, il sistema di governo è stato trasformato in un sistema parzialmente parlamentare (esistono una camera elettiva ed una di nomina regia, dai poteri sostanzialmente analoghi).
Nel febbraio 2011 anche il Bahrain è stato interessato dalle proteste che hanno coinvolto Nord Africa e Medio Oriente. Le proteste si sono caratterizzate anche come scontri settari (sciiti - sunniti, dove i primi lamentano discriminazioni socio-economiche e politiche), fino a giungere, il 14 marzo 2011, all'intervento di forze armate e di polizia di Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti) a sostegno del governo del Bahrain. Dopo tale intervento, è seguito il fallimento del processo di dialogo nazionale guidato dal Principe Ereditario, reso evidente dal boicottaggio delle elezioni del 2014 da parte del principale partito di opposizione sciita (Al Wefaq), poi sciolto nel giugno 2016 con l’accusa di sostegno al terrorismo.
Le ultime elezioni si sono svolte nel novembre 2022. L’affluenza è stata molto alta (circa il 73%), segnando una stabilità politica consolidata. Nel novembre 2020 il Principe Ereditario Salman bin Hamad Al Khalifa è divenuto Primo Ministro. La sua leadership ha impresso un’accelerazione alle riforme economiche, alla digitalizzazione della pubblica amministrazione e all’efficienza governativa, consolidando la stabilità interna e la fiducia degli investitori internazionali.
Alla luce dell'attuale crisi regionale, iniziata lo scorso 28 febbraio, si assiste ad un irrigidimento della politica di sicurezza interna. Tale sviluppo è motivato dalla necessità per il Regno di mantenere l'ordine sociale e prevenire la creazione di sommovimenti o gruppi simpatizzanti con regime iraniano finalizzati alla destabilizzazione interna e alla contestazione dell'autorità e legittimità della famiglia regnante facendo leva sulla comunità sciita residente.



