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Politica economica (ALGERIA)

Negli ultimi venti anni l’Algeria ha compiuto notevoli progressi dal punto di vista dello sviluppo economico e umano, grazie ad importanti investimenti in infrastrutture e politiche sociali. Tuttavia, la sua economia rimane fortemente dipendente dagli idrocarburi, che rappresentano circa il 47% delle entrate fiscali e l’83% delle esportazioni (fonte: Banca Mondiale). Il Paese sta esperendo i primi tentativi di diversificazione della propria economia (sviluppo dell’economia extra-idrocarburi, con particolare riferimento al settore industriale, agricolo e minerario), attraverso riforme volte ad attrarre investimenti e razionalizzare la spesa pubblica. Nel 2024, il forte slancio degli investimenti e la robusta crescita dei consumi delle famiglie, entrambi alimentati dalla spesa pubblica, hanno sostenuto l'attività manifatturiera e dei servizi. Inoltre, la produzione agricola ha registrato un'accelerazione. Tuttavia, la crescita della domanda interna ha stimolato le importazioni che, insieme alla minore esportazione di idrocarburi, hanno pesato sulla crescita.

Secondo l’analisi della Banca Mondiale, in un’economia globale sotto pressione, minacciata da tensioni commerciali e continui rivolgimenti geopolitici, le incertezze sui prezzi del petrolio e del gas sottolineano l’urgenza di diversificare l’economia, in particolare attraverso l'aumento degli investimenti privati, nazionali e internazionali, e gli incrementi di produttività, al fine di diversificare le entrate esterne e fiscali e di impegnare l'economia algerina in un percorso di crescita resiliente, meno dipendente dalla spesa pubblica. 

Le recenti riforme legislative, come la legge n. 22-18 del 2022 sugli investimenti e la revisione della regola del 51/49% (che impediva agli investitori stranieri di detenere la maggioranza delle partecipazioni in società di diritto locale), sono state introdotte con l’obiettivo di incentivare gli investimenti esteri e diversificare l’economia.

Un’altra importante riforma è stata introdotta il 27 giugno 2023: si tratta della nuova legge sulla moneta e il credito algerino (n° 23-09) che mira a modernizzare il sistema bancario per adattarsi ai nuovi sviluppi tecnologici e creare un clima più favorevole agli operatori bancari.  

Dal punto di vista delle finanze pubbliche, il debito pubblico rimane quasi esclusivamente detenuto a livello nazionale ed emesso a condizioni finanziarie favorevoli. La politica monetaria è rimasta accomodante nel 2024, mentre la crescita del credito al settore privato ha registrato un'accelerazione. 

Dal punto di vista della politica commerciale, sono state adottate negli ultimi anni alcune misure protezionistiche che vedono il blocco delle importazioni di alcuni beni e l'imposizione di dazi su molti altri: dal gennaio 2019 è in vigore il cosiddetto "DAPS" (Droit Additionnel Provisoire de Sauvegarde) che prevede dazi tra il 30% e il 200% su numerosi prodotti (in particolare, ma non solo, nel settore agroalimentare). L'elenco di tali prodotti è soggetto a frequenti aggiornamenti. I prodotti europei beneficiano, tuttavia, di notevoli esenzioni in virtù dell'Accordo di Associazione, che prevede esenzioni o un'applicazione condizionata per alcune merci. 

Dal 1° luglio 2025 sono, inoltre, in vigore nuove disposizioni che prevedono l’obbligo per gli operatori economici che intendano effettuare operazioni di importazione di presentare un programma previsionale per i loro fabbisogni per il secondo semestre dell'anno 2025. La presentazione di tale programma, debitamente vistato in ultima battuta dal Ministero del Commercio, costituirà una condizione essenziale per qualsiasi operazione di pre-domiciliazione, domiciliazione e di apertura di lettera di credito presso le banche algerine. Tali misure si estendono anche ai servizi e, da ultimo, ne è stata disposta l’estensione anche ai prodotti farmaceutici e agricoli destinati alla rivendita. 

Ultimo aggiornamento: 30/10/2025