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Politica economica (ISLANDA)

L'Islanda è una piccola economia aperta agli scambi con l'estero, che ha nell'Europa il proprio maggiore partner commerciale. L'Accordo sullo Spazio Economico Europeo rappresenta dunque la piattaforma di riferimento nella gestione dei rapporti con i 27. In discontinuità con l'impostazione euro-scettica dell'ultimo decennio, che considera gli interessi dell'Islanda meglio tutelati al di fuori della UE, il Governo uscito vincitore dalle ultime elezioni ha tuttavia annunciato l'intenzione di indire un referendum avente ad oggetto la ripresa dei negoziati di adesione, interrotti unilateralmente da Reykjavik nel 2013. Si tratta di una decisione presa alla luce del rilevante mutamento degli scenari internazionali cui il Paese ha assisitito negli ultimi anni.

Altri temi di rilievo dell'agenda di politica economica dell'esecutivo sono la stabilizzazione dell'economia, tramite il combinato abbassamento dell'inflazione e dei tassi d'interesse, e la gestione responsabile delle finanze pubbliche, essenziale per accompagnare la crescita economica. Nella visione della coalizione, quest'ultima dev'essere imperniata su un più efficiente sfruttamento, sia pubblico che privato, del turismo e della pesca, i due settori principali dell'economia islandese. Tra le misure chiave del programma governativo rientrano inoltre l'implementazione di nuove politiche abitative (uno dei temi più sensibili e dibattuti nel Paese) e la realizzazione di nuove infrastrutture per il trasporto stradale. Per quanto concerne le tematiche ambientali, l'obiettivo dichiarato è quello di  trasformare l'Islanda in un'economia "carbon neutral" entro il 2040, dare piena attuazione agli Accordi di Parigi e mitigare gli effetti negativi derivanti dall'incremento del livello generale delle temperature.

Per quanto riguarda il bilancio statale, per il settimo anno consecutivo il Governo ha varato una manovra in deficit, pari a circa 400 milioni di euro, ovvero l'1,2% del PIL. Essa prevede una razionalizzazione della spesa sociale a beneficio dei gruppi più vulnerabili, con iniziative che includono l'introduzione di un sistema di sussidi per persone con disabilità e un incremento generale della soglia per ottenere l'esenzione fiscale, che dovrebbe beneficiare in particolar modo la categoria dei pensionati. La manovra prevede altresì un incremento della spesa volta a favorire l'integrazione dei rifugiati e degli immigrati nella società islandese, oltre ad introdurre un quadro normativo più chiaro in materia. Sul fronte economico, particolare attenzione viene dedicata agli investimenti nel settore delle infrastrutture, ove vengono stanziati fondi aggiuntivi per quasi 30 milioni di euro per lo sviluppo dei trasporti nell'area della capitale e per 10 milioni di euro per progetti legati alla viabilità, cui si aggiungono i piani per la costruzione di un nuovo istituto penitenziario e di un'arena destinata ad ospitare attività e manifestazioni sportive indoor.

Sul fronte della politica monetaria, il successo dell'azione di contenimento e riduzione dell'inflazione ha permesso alla Banca Centrale di procedere a progressivi tagli del tasso d'interesse di riferimento, che da un massimo del 9,25% è stato portato al 7,75%. La traiettoria discendente del livello generale dei prezzi, sceso sotto la soglia del 4%, potrebbe indurre la Banca ad operare ulteriori riduzioni del tasso di sconto.

Ultimo aggiornamento: 04/04/2025