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Politica economica (VIETNAM)

Le scelte economiche  del Paese mirano a consolidare la stabilità mantenendo un indirizzo statale capace di far fronte a potenziali rischi interni e esterni, armonizzare la crescita con l’esigenza di ridurre ancora il livello di povertà e bilanciare il rapporto città-campagna.

Sono necessarie riforme strutturali per le aziende statali (SOE), il settore creditizio e bancario, la trasparenza dei procedimenti e il rafforzamento della competitività. Emerge un orientamento volto a potenziare le infrastrutture e accrescere i contenuti tecnologici e il valore aggiunto delle produzioni.

Il Vietnam ha registrato un disavanzo del bilancio pubblico pari al 4,40 per cento del prodotto interno lordo del paese nel 2019. Il debito pubblico resterà all’interno dei limiti fissati per il quinquennio (2016-2020) attestandosi al 56,4% del GDP

Riduzioni delle esenzioni, revisioni delle aliquote (in particolare IVA e Special Consumption Tax) e maggiori controlli su aziende note hanno accresciuto il gettito, ora il GDT (Dipartimento generale delle Tasse) ha comunicato di voler ridurre i controlli fiscali alle imprese per aiutarle a concentrarsi sulla produzione per superare la crisi per la pandemia di COVID-19.

Il piano volto al contenimento delle spese (riduzione delle sovrapposizioni, semplificazione delle pratiche e riduzione degli obblighi) può portare (relativamente ai Ministeri e Province del Vietnam) ad un contenimento della spesa nell’ordine di 320 milioni di USD.

All’interno di un trend, del mercato del lavoro, sostanzialmente positivo gli ostacoli che il Vietnam deve affrontare sono la carenza di forza lavoro qualificata e la realizzazione delle riforme del mercato del lavoro richieste dagli accordi sul libero scambio sottoscritti (es: EVFTA). Il governo ha avviato (a partire dal 2018, decreto 49/2018/ND-CP) un programma di sviluppo dell’istruzione professionale.

La competitività interna trarrebbe vantaggio anche dalla privatizzazione delle SOE. Nonostante l’annuncio di nuovi disinvestimenti e privatizzazioni di importanti aziende il processo é rallentato dalle resistenze degli interessi coinvolti. Non è stato raggiunto l’obiettivo fissato del governo per il triennio 2017-2020. Restano da porre in atto significative dismissioni nel settore bancario, delle telecomunicazioni, dei prodotti agricoli,  e della chimica. Principali ostative alle privatizzazioni risultano essere state: divergenze nelle valutazioni economiche; latente impreparazione al passaggio ad investitori privati e, in alcuni casi, una preesistente composizione del pacchetto azionario tale da scoraggiare potenziali investitori.

Sulla ristrutturazione del sistema bancario e finanziario gravano i Non Performing Loans. Il bilancio del primo semestre delle grandi banche (Vietcombank, BIDV, Vietinbank) ed anche degli istituti di minori dimensioni mostra un aumento del livello di crediti deteriorati.  La pandemia di COVID-19 ha influenzato negativamente le attività commerciali, portando ad un aumento di tali crediti in molte banche, nonostante una riprogrammazione dei debiti per i clienti interessati dalla pandemia fino alla fine di settembre 2020 sotto la direzione della Banca di Stato del Vietnam.

Nel contesto di apertura del mercato è necessaria una maggiore trasparenza nelle strutture e nelle partecipazioni societarie.  Una legislazione più stringente sulla divulgazione delle informazioni commerciali (bilanci, etc.) delle imprese potrebbe avere un impatto chiarificatore. In particolare andrebbe regolamentata l’esplicitazione dei ruoli e responsabilità all’interno delle imprese, particolarmente in materia di attività anticorruzione.

Il governo ha avviato un programma di semplificazione amministrativa per alleggerire il peso burocratico sulle imprese, snellire le pratiche e favorire l’informatizzazione dei procedimenti.

Ultimo aggiornamento: 11/12/2020