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Politica economica (EGITTO)

Sulla politica economica dell'Egitto incide il programma di assistenza finanziaria con il FMI - Extended Fund Facility, previsto concludersi alla fine del 2026. L'accordo prevede riforme in tre campi: politica monetaria, politica fiscale, riforme strutturali per livellare il ruolo dello Stato e del settore privato, anche attraverso dismissioni di asset pubblici. Oltre al programma del FMI vi è il programma dell’UE di Assistenza Macro Finanziaria (MFA) articolato su tre pilastri stabilizzazione macro-economica, competizione e clima di affari, transizione verde. 

La politica di bilancio punta al consolidamento nel medio termine, per effetto dell'aumento delle entrate fiscali, della rimozione graduale di alcuni sussidi, della riduzione delle spese in conto capitale. Nel 2024-25 è stato conseguito un avanzo primario pari al 3,6% del PIL , aumentando le entrate tributarie grazie alla digitalizzazione e all’aumento della base imponibile. Nello stesso periodo il deficit complessivo è aumentato al 7,4% del PIL, gravato dal servizio del debito. Il Governo punta a ridurlo diversificando i titoli all’emissione e allungando le scadenze. Il debito pubblico è sceso al 86% del PIL nel 2024-25 con l’obiettivo di ridursi ulteriormente negli esercizi successivi. A fronte dei miglioramenti citati, le agenzie internazionali hanno rivisto al rialzo il merito di credito sovrano egiziano: S&P ha alzato il rating a lungo termine da B- a B con outlook stabile, citando la liberalizzazione del tasso di cambio, l'aumento degli investimenti diretti esteri e il rafforzamento dei conti esterni. Fitch ha confermato il rating B con outlook stabile, sottolineando la crescita resiliente, l'aumento delle riserve valutarie, la maggiore liquidità del settore bancario e il calo dell'inflazione a seguito della politica monetaria restrittiva.

Il calo evidenziato dell'inflazione ha permesso alla Banca Centrale Egiziana di avviare un ciclo di allentamento della politica monetaria a inizio del 2025, che si mantiene prudente, con un tasso di interesse reale ancora ampiamente positivo. Per quanto riguarda la politica valutaria, il tasso di cambio flessibile consente di assorbire eventuali shock economici e di eliminare il mercato parallelo dei cambi, che aveva scoraggiato l'afflusso di capitali stranieri. 

Fonte: elaborazioni dell'Addetto Finanziario.

Ultimo aggiornamento: 10/02/2026