X Chiudi
Governo Italiano
Governo Italiano

Breadcumbs

Overview (AZERBAIJAN)

Le relazioni bilaterali con l’Azerbaigian sono eccellenti. L'Italia è molto popolare nel Paese e l’ammirazione per la nostra cultura diffusa. Ma l’Italia è anche ricordata per essere stata uno dei primi Paesi a stabilire rapporti politici e commerciali con l‘Azerbaigian, quando quest'ultimo, all’indomani della Prima guerra mondiale, visse brevemente la sua prima esperienza di Repubblica indipendente [1]. L’iscrizione su pietra che mostra il passaggio degli eserciti romani in questa terra è tra le maggiori attrazioni turistiche a Gobustan, nei pressi di Baku.

Sul fronte economico, l’Azerbaigian svolge un ruolo di rilievo per la diversificazione dell'approvvigionamento energetico del nostro Paese. Oltre a essere divenuto negli anni recenti il nostro maggiore fornitore di greggio, dal 2021, con l'attivazione del TAP, sono iniziate anche le forniture di gas commerciale azero all'Italia, che si stima porteranno (a regime e a prezzi attuali) il turnover con l'Azerbaigian a superare i 7 miliardi di euro.

Con un saldo commerciale tradizionalmente negativo (prima della pandemia era intorno ai 5 miliardi di euro), l’Italia è il primo partner commerciale dell’Azerbaigian: è il 1° cliente, ma solo il 6° fornitore del Paese. Nel 2020, le importazioni - a quasi parità di volume rispetto all’anno precedente (10,9 mln T nel 2019 e 10,1 mln T nel 2020) - sono state di 3,2 miliardi di euro (-34,5% sul 2019), valore questo determinato non da minori volumi ma dal crollo dei prezzi internazionali del petrolio, di cui l’Italia ha beneficiato. Per contro, le nostre esportazioni, 272 mln euro, hanno registrato un calo del - 9,3% sul 2019, dovuto alla minore domanda a causa della pandemia. Con un disavanzo di circa 3 miliardi di euro, il saldo commerciale 2020 si è confermato fortemente negativo per l’Italia.

Nonostante il Made in Italy sia ampiamente diffuso, resta evidente (viste le capacità di assorbimento del mercato azero) che tale disavanzo commerciale non possa che essere in qualche misura riequilibrato attraverso l'aggiudicazione di appalti, forniture di servizi e investimenti azerbaigiani in Italia. Diverse grandi aziende italiane collaborano da tempo allo sviluppo del Paese: Maire Tecnimont per l’ammodernamento della raffineria di Baku, Snam che detiene il 20% delle quote nel gasdotto TAP, Saipem per la costruzione di piattaforme off-shore, Eni con il suo 5% delle quote dell’oleodotto BTC, oltre a Lighthouse, Technip Italia, solo per citare le maggiori; ma molte altre sono pronte a cogliere le opportunità che l'attuale congiuntura potrebbe dischiudere.

Nella prospettiva del progressivo declino dell’economia degli idrocarburi e della volatilità dei prezzi internazionali delle materie prime, la diversificazione delle attività economiche è sempre stata nelle intenzioni del Governo di Baku. Di fatto, la “tempesta perfetta” che nel 2020 ha portato l'Azerbaigian a dover affrontare allo stesso tempo gli effetti negativi del crollo dei prezzi del petrolio (e quindi delle entrate fiscali), della minore domanda, della pandemia e della guerra con l’Armenia, può contribuire ad accelerare i programmi del Governo. In particolare, uno dei principali obiettivi è il posizionamento del Paese al crocevia degli scambi tra Europa e Asia tramite la realizzazione di strutture chiave, quali il nuovo porto di Alat, centri logistici e linee di trasporto da collegare alle catene internazionali degli approvvigionamenti. Maggiori investimenti pubblici sono stati, altresì, annunciati per agricoltura, turismo e infrastrutture: in particolare idriche, elettriche (anche da fonti alternative) e, a seguito del cessate il fuoco con l’Armenia del novembre 2020, una nuova linea ferroviaria per il collegamento dell'Azerbaigian alla sua exclave del Nakhchivan. Per la ricostruzione dei territori recentemente tornati sotto il controllo di Baku, il Presidente Aliyev ha dichiarato che serviranno dieci anni e diverse decine di miliardi di dollari, e che alle aziende italiane interessata sarà dedicata attenzione prioritaria. Ambiziosi progetti sono altresì previsti nel “Baku City Master Plan 2040”, per la conversione della capitale in una Smart City.

Accompagnate da un costante consolidamento del dialogo politico, la visita in Italia del Presidente Aliyev a febbraio 2020 (dopo quella a Baku del Presidente Mattarella nel 2018) ha segnato un deciso balzo in avanti nelle relazioni bilaterali tra Italia e Azerbaigian. Sono stati firmati numerosi accordi e importanti intese commerciali, e poste le fondamenta per una maggiore presenza imprenditoriale italiana nel Paese. Le missioni in Azerbaigian dell’8 dicembre 2020 di rappresentanti dell'intero arco parlamentare italiano, e quella del 9 dicembre del Sottosegretario Manlio Di Stefano, effettuate all'indomani della fine del conflitto con l'Armenia, sembrano aver creato un clima ancora più favorevole alle relazioni tra i due Paesi, sia per quanto riguarda la possibile assegnazione di nuovi contratti, sia per la composizione della problematica relativa ai ritardati pagamenti pendenti nei confronti di alcune aziende italiane.

 [1] L’evoluzione dei rapporti tra Italia e Azerbaigian dall’istituzione della Repubblica Democratica dell’Azerbaigian ai giorni nostri: ambbaku.esteri.it/ambasciata_baku/resource/doc/2021/03/ai_baku_libro_tutto_finale_low_1.pdf  (da pag. 24)

 

Ultimo aggiornamento: 26/04/2021