11/06/2026 - Ecuador -Proposta riforma per decongestionare porti

Quito – Il disegno di legge di riforma del Codice organico di produzione, commercio e investimenti (Copci) è passato alla seconda lettura in Ecuador. Si propone di affrontare uno dei principali problemi del sistema logistico nazionale: l’accumulo di 12.000 container abbandonati nei porti del Paese, alcuni dei quali vi si trovano da 18 anni
I 12.000 container contengono ogni genere di merce, dalle auto di lusso all’abbigliamento, alle scarpe, agli articoli per la casa, agli elettrodomestici, all’elettronica, alla tecnologia, ai medicinali, ai prodotti di bellezza e persino ai container refrigerati con prodotti deperibili come carne, pesce e frutta. Alcuni di questi articoli sono addirittura in stato di decomposizione, il che potrebbe causare contaminazione.
Le riforme proposte mirano a ottimizzare la gestione doganale, decongestionare le infrastrutture logistiche, rafforzare la competitività del sistema portuale ecuadoriano e stabilire procedure più snelle per lo smaltimento delle merci abbandonate. L’obiettivo è migliorare l’utilizzo delle risorse pubbliche e private legate al commercio estero.
Questo accumulo di merci abbandonate ha avuto un impatto diretto sulla capacità operativa dei porti, sulla disponibilità di infrastrutture logistiche, sull’efficienza del commercio estero e sul corretto utilizzo degli spazi destinati alle operazioni di importazione ed esportazione. A questi costi si aggiungono quelli relativi a custodia, sicurezza, controllo documentale, inventario, monitoraggio, movimentazione, ricollocazione interna e manutenzione degli spazi occupati. Tali spese ricadono sugli operatori portuali, anche se la merce rimane sotto controllo doganale e senza una tempestiva determinazione della sua destinazione finale.
Il progetto propone di attivare procedure amministrative dopo sei mesi di permanenza della merce in custodia doganale. Stabilisce inoltre termini precisi per la dichiarazione amministrativa di abbandono e fissa tempi massimi entro i quali l’autorità doganale può effettuare inventari, valutazioni, classificazioni, aste, accertamenti, distruzioni o qualsiasi altra forma di smaltimento finale delle merci abbandonate.
L’iniziativa stabilisce inoltre che i beni o le merci immagazzinati per più di un anno sotto la custodia dell’amministrazione doganale, sia in depositi istituzionali, magazzini in affitto o depositi temporanei, saranno soggetti a una procedura di inventario e valutazione. Una volta completata la valutazione, l’autorità competente deve pubblicarla tre volte in giorni diversi, su un quotidiano nazionale o nella Gazzetta Tributaria Digitale. Dalla data dell’ultima pubblicazione, saranno concessi quindici giorni a coloro che ritengono di avere diritti sull’immobile per provarli legalmente.
A partire da questa settimana, la Commissione per lo Sviluppo Economico dell’Assemblea raccoglierà le osservazioni presentate nel primo dibattito e riaprirà la fase di consultazione pubblica prima di redigere la relazione per il secondo e ultimo dibattito.
Notizia segnalata dawww.internationalia.org



