15/05/2026 - Uganda - Codeway, partenariati per la crescita industriale

Roma – Il potenziale economico dell’Uganda e le opportunità di partenariato con il sistema produttivo italiano sono stati oggi al centro di una sessione operativa svoltasi in occasione di Codeway Expo, la manifestazione sulla cooperazione internazionale in corso a Fiera Roma fino al 15 maggio. L’incontro, intitolato “Uganda: dove l’eccellenza italiana incontra la crescita africana”, ha approfondito il progetto di rafforzamento del settore privato attraverso il capacity building e i partenariati internazionali, promosso dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) e realizzato dall’Ufficio in Italia per la promozione tecnologica e degli investimenti dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (Unido Itpo Italy) con il supporto tecnico dello studio legale Bergs & More. La sessione ha messo a confronto stakeholder istituzionali e rappresentanti del settore privato per illustrare come la cooperazione possa evolvere in una co-creazione di valore, focalizzandosi su settori prioritari quali l’agro-industria, la manifattura, le tecnologie dell’informazione e l’economia verde.
Denis Ainebyona, commissario per l’industria del ministero del Commercio, dell’industria e delle cooperative dell’Uganda, ha presentato il piano di sviluppo nazionale che punta a trasformare il Paese da economia agricola a potenza industriale, con l’obiettivo di decuplicare il prodotto interno lordo entro i prossimi 20 anni. Con una popolazione di circa 45 milioni di abitanti e un’età media molto bassa, l’Uganda fonda la sua strategia su pilastri quali l’agro-industrializzazione e l’innovazione tecnologica.
“Vogliamo vedere un potenziamento dell’agro-trasformazione, specialmente nel caffè e in altri prodotti primari”, ha dichiarato Ainebyona, citando come esempio di collaborazione la joint venture tra l’italiana Danieli e una locale fabbrica di acciaio. Il commissario ha sottolineato che il Paese offre incentivi certi, tra cui esenzioni fiscali decennali e la possibilità di rimpatrio totale dei profitti: “La nostra ambizione è facilitare la registrazione di un’impresa in meno di 30 giorni”.
La centralità dell’Uganda per la cooperazione italiana è stata ribadita da Marco Riccardo Rusconi, direttore dell’Aics, che ha ricordato come il Paese sia tra le geografie prioritarie con una sede operativa a Kampala. Rusconi ha evidenziato che la struttura produttiva ugandese, composta per il 90% da piccole e medie imprese, rispecchia il modello italiano. “Riteniamo di poter essere un modello importante per voi”, ha spiegato Rusconi, aggiungendo che l’obiettivo è accompagnare gli imprenditori italiani per generare risultati a lungo termine: “Invece di esportare semplicemente caffè grezzo, vogliamo accompagnare l’Uganda nella trasformazione del prodotto in loco”.
Il supporto tecnico a questa visione è garantito da Unido Itpo Italy, la cui direttrice Diana Battaggia ha illustrato il progetto per la creazione di un business hub dedicato alle imprese ugandesi. “Il nostro ruolo è connettere le priorità di sviluppo con le opportunità del settore privato”, ha affermato Battaggia, sottolineando che l’iniziativa si rivolge in particolare a startup e imprese guidate da giovani e donne.
Rita Ricciardi, founding partner e business advisor di Bergs & More, ha spiegato la necessità di colmare il divario tra la preparazione teorica e l’operatività sul mercato. “Molte aziende dopo uno o due anni si trovano a dover ristrutturare perché non hanno pianificato correttamente il flusso di cassa”, ha osservato Ricciardi, evidenziando l’importanza di fornire strumenti legali e finanziari per rendere i progetti pronti agli investimenti.
Dal settore privato ugandese, Venu Gopal Rao Boinapally, presidente di Dott Service, ha descritto l’Uganda come un partner affidabile per la stabilità delle politiche. “Uganda e Italia possono creare una rotta che porti dall’Europa all’Africa orientale attraverso una crescita condivisa”, ha proposto Boinapally. Lucia Dal Negro, fondatrice di De-LAB, ha infine testimoniato l’efficacia della produzione locale attraverso il progetto Kokono per la realizzazione di culle protettive. “Produciamo in Uganda con una catena di fornitura al 100% locale”, ha concluso Dal Negro, sottolineando come la collaborazione paritaria sia essenziale per generare impatto sociale e valore economico.
Notizia segnalata dawww.internationalia.org



