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16/04/2026 - Sri Lanka - 900 milioni di dollari in 4 mesi per Port City Colombo

Sri Lanka - 900 milioni di dollari in 4 mesi per Port City Colombo

Colombo – Un ambiente favorevole alle imprese con sede in Sri Lanka, ma al servizio dell’intera regione dell’Asia meridionale. Questo il segreto del successo riscosso dalla Zona Economica Speciale (Zes) di Port City Colombo che, da novembre 2025 a marzo, ha attratto investimenti per circa 900 milioni di dollari, un incremento quasi senza precedenti per un progetto nello Sri Lanka.

Originariamente concepita come un progetto di sviluppo immobiliare sul lungomare, si è evoluta in una Zes interamente dedicata all’esportazione di servizi, grazie alla legge sulla Commissione Economica di Port City Colombo. Un cambiamento cruciale in un’economia come quella dello Sri Lanka trainata dai servizi, che rappresentano quasi il 60% del Pil.

A Port City Colombo vige un ambiente normativo semplificato, progettato non solo per offrire incentivi fiscali, ma per eliminare sistematicamente i rischi strutturali che storicamente hanno scoraggiato gli investitori stranieri, spiegano i promotori del progetto, sottolineando la netta rottura con il tradizionale quadro di investimento del Paese. Gli investitori di Port City Colombo operano interamente in valuta estera. Il capitale viene investito, i rendimenti vengono generati e gli utili vengono rimpatriati, tutto in dollari statunitensi con l’obiettivo di eliminare il rischio di cambio, a lungo considerato uno dei principali ostacoli agli investimenti diretti esteri (Ide) in Sri Lanka.

Oltre alla stabilità valutaria, la zona offre la proprietà straniera al 100%, l’assunzione illimitata di talenti stranieri e visti di residenza a lungo termine che vanno dai cinque ai dieci anni. Le aziende possono avviare le proprie attività da remoto, senza dover entrare fisicamente in Sri Lanka. Per le imprese, in particolare quelle con sede nella regione del Golfo, le licenze possono essere rilasciate entro sette giorni e i visti agevolati entro cinque.

Con costi operativi stimati a una frazione di quelli dei centri finanziari consolidati, la proposta di Colombo risiede nell’essere un’alternativa accessibile, neutrale e scalabile, soprattutto per le aziende che guardano all’area dell’Asia meridionale.

Delle quasi 200 aziende registrate finora, circa la metà opera nel settore Ict e dei servizi abilitati dall’It. Un ulteriore 30% rientra nei servizi finanziari, nei servizi professionali e nel commercio.

Con un fabbisogno stimato di 15 miliardi di dollari per il pieno sviluppo e un contributo annuo previsto al Pil di oltre 13 miliardi di dollari, l’ambizione del progetto è senza precedenti nello Sri Lanka.

Notizia segnalata da
www.internationalia.org